Chiesa
SINODI TERREMOTATI •
Che cos'è rimasto di Amoris laetitia, dieci anni dopo
Il Papa convoca a Roma cardinali, vescovi e soprattutto famiglie. Non si tratta di riaprire una frattura mai del tutto sanata, ma di trarne un bilancio a un decennio di distanza. Con l'invito a riflettere su tutto il documento, non solo su una nota a piè di pagina
8 OTT 26

Il Papa nell'Aula Paolo VI per l'assemblea su "Amoris laetitia"
Roma. Una delle fratture determinatesi nel pontificato di Francesco risale quasi ai suoi esordi, al doppio Sinodo sulla famiglia del biennio 2014 e 2015. Il tema era appunto la famiglia ma si finì a discutere e a litigare sulla comunione da dare o meno ai divorziati risposati. Quei due Sinodi furono un thriller, conte all’ultimo voto tra favorevoli e contrari (e i contrari, all’epoca, erano molti), voci dal sen fuggite di un cardinale sulla presunta incapacità di capire le cose di vescovi africani, bordate su moralità e sessualità che fecero dire a qualche padre che per fortuna non c’erano i registratori in sala altrimenti sarebbero sorti guai seri. Che il Pontefice fosse favorevole ad aggiornare era evidente già dall’inverno del 2014, quando incaricò il cardinale Walter Kasper di preparare una relazione introduttiva che, pur con un rigoroso impianto teologico, finiva con l’anticipare le aperture che poi sarebbero divenute il mantra del pontificato.
Dieci anni dopo, Leone XIV ha deciso di tirare le somme. Ha convocato i presidenti delle conferenze episcopali, le Chiese orientali, una ventina di ospiti speciali e altri delegati, tra cui diverse famiglie (le ha volute lui, il Papa). A porte chiuse, per una settimana intera, i partecipanti si confronteranno e poi stenderanno una relazione finale. Ufficialmente, non si tratterà di emendare, bocciare o glorificare Amoris laetitia, bensì di cercare di comprendere a che punto si è giunti. “Un processo sinodale, infatti, non si conclude con l’approvazione di un documento. Un documento non è il punto di arrivo: deve entrare nella vita della Chiesa e lasciarsi mettere alla prova dall’esperienza”, ha detto padre Giacomo Costa, consultore della Segreteria Generale del Sinodo. “Dieci anni dopo, la domanda non è che cosa dice Amoris laetitia, ma che cosa abbiamo imparato cercando di viverla. L’obiettivo indicato da Papa Leone XIV è procedere, nell’ascolto reciproco, a un discernimento sinodale sui passi da compiere oggi per annunciare il Vangelo con le famiglie”, ha aggiunto. Questo è il punto, lo ha scritto anche il Papa nella lettera di convocazione: “Il nostro tempo è segnato da rapide trasformazioni che, ancor più di dieci anni fa, rendono necessaria una particolare attenzione pastorale alle famiglie, alle quali il Signore affida il compito di partecipare alla missione della Chiesa di annunciare e testimoniare il Vangelo. Vi sono, infatti, luoghi e circostanze in cui la Chiesa ‘non può diventare sale della terra’ se non per mezzo dei fedeli laici e, in particolar modo, delle famiglie”.
“Perciò – ha osservato ancora – l’impegno della Chiesa in questo ambito va rinnovato e approfondito, affinché coloro che il Signore chiama al matrimonio e alla famiglia possano vivere il loro amore coniugale in Cristo e i giovani si sentano attratti dall’intensità della vocazione matrimoniale nella Chiesa”. E lo ha ripetuto ieri pomeriggio, nel suo intervento: “Queste realtà sollevano una serie di domande che dobbiamo affrontare con coraggio. Cosa cercano veramente le persone all’interno di questi cambiamenti culturali? Cosa ci rivelano le loro gioie e speranze, i loro dolori e le loro angosce? In quali ambiti il nostro linguaggio e le nostre pratiche pastorali riescono ad aprire una strada, e in quali non riescono a toccare il cuore delle persone o a sostenere i loro sforzi nel fare il bene? Cosa ci insegna l’esperienza vissuta delle famiglie – un’esperienza dalla quale non abbiamo ancora imparato appieno? Cosa possiamo offrire come formazione per una vita familiare salutare e santa? In particolare, cosa possiamo imparare dai genitori che cercano di accompagnare i propri figli e i giovani in tali contesti?”. Difficilmente si ripeteranno gli scontri di un decennio fa. Leone XIV ha ricordato a tutti che questa assemblea “ha lo scopo di tenere presente l’ampiezza di Amoris laetitia e di mettere in dialogo l’esortazione apostolica con ciò che le nostre Chiese hanno vissuto negli ultimi dieci anni”. Ampiezza, non nota a piè di pagina.