Chiesa
EFFETTO SCOMUNICA •
Lefebvriani fuori dalle chiese. Dopo Lourdes, Assisi
Ingresso ammesso per una preghiera privata, non in quanto "comunità con preghiera pubblica". È accaduto ad Assisi, lo scorso 6 settembre, quando al pellegrinaggio della comunità italiana della Fraternità San Pio X è stato impedito l'ingresso nella basilica di San Francesco. La replica degli scismatici: "Perché noi no e i pagani sì?"
16 SET 26

Roma. Voi non potete entrare. Si potrebbe sintetizzare così quanto accaduto lo scorso 6 settembre ad Assisi, quando alla comunità italiana della Fraternità San Pio X è stato impedito l’ingresso nella basilica di San Francesco. A darne conto è un comunicato stampa diffuso dal distretto in Italia della fraternità lefebvriana. L’obiettivo del gruppo era di concludere il pellegrinaggio con il canto del Credo all’interno ella basilica ma ai sacerdoti e fedeli è stato negato l’accesso. Il motivo? Perché “scismatici e scomunicati” dopo le ordinazioni illecite dello scorso 1° luglio avvenute a Ecône senza il previsto e necessario mandato papale. In realtà, ed è la stessa Fsspx a riconoscerlo, non è che il portone sia stato chiuso a doppia mandata appena i custodi hanno visto scorgere l’orda lefebvriana: l’ingresso era possibile, ma “a piccoli gruppi per una preghiera privata e non in quanto comunità con preghiera pubblica”. Da qui, l’incidente.
Il superiore del distretto italiano della Fraternità ha opposto un rifiuto, prima di tenere l’esortazione conclusiva del pellegrinaggio davanti alle porte della basilica, dove poi è stato intonato il Credo “in testimonianza pubblica di fede cattolica”. Oltre al rammarico, però, c’è la polemica: lo stesso superiore, don Gabriele D’Avino, ha ricordato infatti che “il 27 ottobre 2026 i membri e i rappresentanti di tutti i falsi culti, dalle confessioni protestanti all’islam, dall’ebraismo alle credenze orientali e animistiche, pregheranno pubblicamente nelle chiese della città di Assisi, come già avvenuto del resto nel 1986 e proprio per celebrare il quarantesimo anniversario di quella riunione ecumenica presieduta da Giovanni Paolo II. Ancora una volta – si legge nel comunicato – c’è accoglienza per tutti, fino ai pagani più remoti del globo, ma non per quanti vogliono restare figli della Chiesa cattolica apostolica romana senza compromessi”.
Il divieto di pellegrinaggio in un sito cattolico non è una sorpresa. Era già accaduto un mese fa a Lourdes, dove il vescovo locale, mons. Jean-Marc Micas, aveva ritirato l’autorizzazione precedentemente data in seguito ai fatti d’inizio luglio a Ecône. Spiegava, il vescovo, che a seguito delle disposizioni vaticane, “non possono essere autorizzate né la celebrazione delle messe né di altri sacramenti né preghiere pubbliche”. Naturalmente, si precisava dalla diocesi di Tarbes e Lourdes, “è possibile per chiunque lo desideri, recarsi liberamente alla Grotta o in qualsiasi luogo del santuario per pregarvi privatamente”. Sono, appunto, le conseguenze del decreto con cui Roma ha reagito alle quattro ordinazioni – valide ma illecite – con cui la Fraternità San Pio X ha forzato la mano. Il decreto firmato dal cardinale Victor Manuel Fernández, prefetto del dicastero per la Dottrina della fede, e ancor di più la Nota esplicativa, precisavano infatti che “i ministri sacri” membri della Fraternità “sono nello scisma e devono pertanto essere considerati scismatici”. Per i fedeli laici, “sono da ritenersi scismatici e scomunicati coloro che aderiscono formalmente alla Fraternità sacerdotale San Pio X”.
I lefebvriani riducono tutto alla domanda retorica: noi ci consideriamo cattolici e veniamo esclusi dalle chiese cattoliche, ad Assisi per esempio. Perché persone di altre fedi, che neppure si dichiarano cattoliche (perché non lo sono) vi sono ammesse? Lo stesso interrogativo era stato posto qualche settimana dal distretto in Francia della Fsspx: “A semplici figli della Chiesa cattolica, che non pretendono in alcun modo di sostituirsi alla Chiesa e che non hanno altra ambizione che rimanerle fedeli, è vietato riunirsi per pregare pubblicamente la loro Madre del Cielo mentre l’anno precedente, nell’ottobre 2025, il santuario di Lourdes ha accolto, fino alla Cappella di Nostra Signora, un pellegrinaggio che riunisce per quattro giorni cristiani e musulmani intorno alla figura di Maria, con un tempo di preghiera, una messa, una processione di fiaccole, una preghiera alla Grotta e incontri interreligiosi. Come non stupirsi – addirittura offendersi – che coloro che non riconoscono né la Maternità divina della Santissima Vergine Maria, né il dogma della sua Immacolata Concezione, né la divinità di suo figlio, Nostro Signore Gesù Cristo, siano stati autorizzati dove il divieto è pronunciato oggi contro i fedeli delle cappelle della Fraternità San Pio X del distretto di Francia impedendo loro di venire a pregare pubblicamente la Santissima Vergine Maria nel suo santuario di Lourdes”. E’ su questo che si giocherà la prossima battaglia, che si annuncia molto densa di retorica. Basterebbe, forse, una risposta chiara da parte di Roma, che al momento non è giunta.