Il viaggio in Francia del Papa non comincia benissimo

La Croix mette in evidenza le frizioni sul programma del viaggio che si terrà dal 25 al 28 settembre: Macron voleva accompagnare il Papa a Notre-Dame per i Vespri, il Vaticano ha detto no

16 SET 26
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Roma. L’attesa per l’ormai imminente viaggio del Papa in Francia (dal 25 al 28 settembre) è alta: tra Parigi, Lourdes e Metz si stima la partecipazione di un milione di persone, forse di più. Da tempo è stato presentato come il viaggio della riconciliazione, dopo che Francesco chiarì che lui andava sì in Francia, ma solo per incontri particolari che casualmente si tenevano lì. Insomma: niente visite ufficiali, tanto meno alla cerimonia di riapertura di Notre-Dame. Il Papa preferì, in quei giorni, andare ad Ajaccio, Corsica. L’arrivo di Leone aveva fatto pensare a un rasserenamento. Sbagliato. 
Una dettagliata inchiesta firmata da Mikael Corre sulla Croix ha infatti portato alla luce un bel po’ di frizioni sviluppatesi sull’asse Parigi-Roma in merito alla definizione del programma ufficiale della visita. Intanto, ed è la cosa che probabilmente, più risentimento ha determinato all’Eliseo, il no grazie spedito dal Vaticano alla richiesta di Emmanuel Macron di accompagnare il Papa a Notre-Dame in occasione dei Vespri, una decina di minuti per mostrargli il restauro finanziato dallo stato. E poi niente cena di gala, onori militari ridotti all’osso né consegna della Legion d’onore. Perché il punto è uno solo, come scrive l’autorevole periodico francese: per la Santa Sede il viaggio oltralpe è un viaggio apostolico e non una visita di stato. Inoltre, particolare non indifferente, mancando pochi mesi alle elezioni presidenziali non si ha l’intenzione di farsi strumentalizzare né da una parte né dall’altra. Né da chi vorrebbe identificare il Papa come un pacifista pro globalizzazione né da quanti sono pronti a trasformare Prevost in una Giovanna d’Arco all’assalto dei fautori del suicidio assistito. Ma c’è di più: la questione del dibattito sul fine vita, con l’impegno diretto dell’Eliseo – meno del primo ministro, il cattolico Sébastien Lecornu – per il via libera alla legge il cui iter è stato assai travagliato in Parlamento, non ha giocato a favore della popolarità del presidente francese nei Sacri palazzi. Lo scorso aprile, Macron fu ricevuto da Leone XIV, smentendo così le false notizie circolate mesi prima su un rifiuto del Pontefice a incontrare la massima autorità civile francese. Fu un incontro cordiale, Macron puntò molto sulla situazione internazionale, erano le settimane delle bordate trumpiane contro il Papa. “Noi condividiamo la stessa convinzione: di fronte alle fratture del mondo, l’azione per la pace è un dovere e un’esigenza”, scrisse su X l’inquilino dell’Eliseo. Dei problemi “bioetici” neanche una parola. A quanto pare, però, in Vaticano se li ricordano ancora.