L'autunno caldo di Papa Leone

Dai viaggi ai dossier interni. Dopo la vacanza a Castel Gandolfo, il Pontefice si prepara a mesi impegnativi. Francia, America latina, Amoris laetitia e liturgia. 

1 AGO 26
Ultimo aggiornamento: 06:57 | 3 AGO 26
Immagine di L'autunno caldo di Papa Leone

Papa Leone XIV a Castel Gandolfo

Roma. Lunedì sera il Papa ha lasciato Castel Gandolfo dopo tre settimane di riposo nel Palazzo apostolico. Non è stata una di quelle vacanze detox che tanto vanno di moda, quelle in qualche sperduto eremo disconnesso dal mondo dove quel che conta è mangiare green, camminare sull’erba, concedersi bagni di sole e dedicando il giusto tempo alla spiritualità (pare che l’ultima tendenza sia yoga al mattino e Salmi alla sera). Leone XIV ha partecipato a un concerto dato in suo onore, a un pranzo con un gruppo di persone vulnerabili, si è concesso qualche gita fuori porta (sempre a carattere religioso-spirituale) e poi i consueti Angelus domenicali. E nella località che gli piace assai ci è tornato solo due giorni dopo per un evento per la pace (c’era Andrea Bocelli a cantare) e vi ritornerà anche a ferragosto per la solennità dell’Assunta e a fine mese per una suggestiva messa in riva al lago, come fece Giovanni Paolo II decenni fa. Una parentesi salutare, insomma, prima di rituffarsi a capofitto nelle questioni che tengono – e terranno – banco nei prossimi mesi. Al di là delle due uscite agostane (ad Assisi, San Marino e Rimini), ci sono i viaggi da preparare. Il primo in calendario è quello in Francia, a fine settembre. Doveva essere il viaggio della riconciliazione dopo le tensioni vissute tra l’Eliseo e il pontificato di Francesco, con il Papa che aveva acconsentito a un viaggio ufficiale tra Parigi, Lourdes e Metz, la città di uno dei grandi padri fondatori dell’Europa unita, Robert Schuman. Emmanuel Macron, però, ha pensato di accogliere il Pontefice con l’approvazione in via definitiva della legge sul fine vita, contro la quale si sono schierati i vescovi, il laicato cattolico come non si vedeva da anni e una parte non indifferente dello schieramento politico (il primo ministro, Lecornu, da giovane voleva farsi benedettino). Sarà interessante ascoltare quel che Leone dirà nelle varie tappe del pellegrinaggio, soprattutto a Lourdes, dove parlerà davanti a migliaia di malati sensibili alla questione. E poi, in autunno inoltrato, la spedizione in America latina, fra Uruguay, Argentina e Perù. Negli Stati Uniti, ha rivelato in un’intervista alla Nbc, ci andrà forse fra un paio d’anni. Tempo che scada il mandato di Trump, hanno interpretato tutti. L’autunno, però, porterà con sé anche l’incontro sul decennale di Amoris laetitia, l’esortazione di Papa Francesco seguita al doppio sinodo sulla famiglia che tante discussioni comportò, fra rese dei conti cardinalizie sulla pubblica piazza, conte all’ultimo voto e interpretazioni varie non univoche quanto alle decisioni adottate. Considerato il programma e il taglio che Leone ha voluto dare all’appuntamento, è improbabile che si assista a una replica del sommovimento di dieci anni fa. Nella lettera con la quale ha invitato i patriarchi orientali e i vescovi, il Papa si è infatti soffermato sugli aspetti dell’esortazione in cui il consenso è stato pressoché unanime: si tratta di considerare la famiglia come è oggi e le sfide che l’attendono ora e nei prossimi anni. Non si scorgono all’orizzonte barricate pronte a essere innalzate né rivendicazioni capaci di destabilizzare l’assemblea. Di acqua nel Tevere, da allora, ne è passata parecchia. Dove invece la terra sussulta è in ambito liturgico, forse il più delicato tra i vari dossier infilati nell’agenda del Pontefice. 
Il cardinale Arthur Roche, prefetto per il Culto divino e la disciplina dei sacramenti, non ha fatto un bel regalo a Leone appena rientrato dalle ferie. Il porporato inglese ha infatti concesso un’intervista al Tablet in cui fa sapere che il Papa non toccherà Traditionis custodes né tornerà al Summorum pontificum di Benedetto XVI che sdoganava la celebrazione delle messe vetus ordo. Ovvia la polemica sui social d’ispirazione tridentina, pronti a tuonare contro Roche e pure contro il Papa. Che però non si è espresso. Le uniche parole sul tema da lui pronunciate risalgono a un anno fa: approfondire, studiare, parlare e capire. Da lì, al momento, non ci si è spostati di un millimetro e stante la sua assoluta prudenza e il suo silenzio su questioni così complesse – si ricordi solo che a fronte delle minacce scismatiche lefebvriane, poi concretizzatesi, è intervenuto solo una volta verbalmente e solo una volta per iscritto, peraltro quarantotto ore prima dello strappo andato in scena a Écône – è improbabile che abbia gradito l’uscita a mezzo stampa del cardinale. Anche perché l’effetto ottenuto è stato quello di creare instabilità, l’opposto dell’unità tanto invocata dal suo principale, Leone. L’autunno si prospetta intenso. Meglio procedere giorno per giorno, scrutando il più possibile i rilassanti panorami del lago d’Albano.