Chiesa
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Feste pagane al posto di quelle cristiane. Il programma dell’AfD che mobilita la Chiesa
Al congresso di giugno di Alternative für Deutschland (AfD) è stata messa ai voti una proposta volta a sostituire le festività cristiane con celebrazioni tedesche neopagane, a cominciare con il solstizio d’inverno e quello d’estate. Feste vere, con negozi, scuole e uffici chiusi e celebrazioni in tutta la nazione
30 LUG 26

Un momento del Congresso dell'AfD dellos corso giugno
Roma. Al congresso di giugno di Alternative für Deutschland (AfD) è stata messa ai voti una proposta volta a sostituire le festività cristiane con celebrazioni tedesche neopagane, a cominciare con il solstizio d’inverno e quello d’estate. Feste vere, con negozi, scuole e uffici chiusi e celebrazioni in tutta la nazione. A dirlo è stato Wolfram Weimer, ministro di stato e commissario per la Cultura e i media del governo federale (una specie di sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, per fare paragoni con l’Italia). Weimer, conservatore e tra i fondatori della prestigiosa rivista culturale Cicero, ha subito richiamato infausti paragoni con il passato: “Naturalmente, la nostra tradizione, che affonda le sue radici nel cristianesimo e nell’ebraismo, esercita un’influenza culturale così profonda su tutto ciò che conosciamo che un attacco diretto contro di essa costituirebbe davvero un atto rivoluzionario, proprio come fecero i nazisti”. Sotto Hitler, infatti, il Natale fu ridefinito come una celebrazione neopagana di ispirazione nordica volta a esaltare la razza e i rituali propri del solstizio invernale. Non si tratta di difendere la festa (con gli annessi consumistici che tante analisi suscitano ogni dicembre) né di richiamare princìpi religiosi: Weimer non sta parlando di presepi nei luoghi pubblici o recite di Natale. Sta dicendo che l’AfD, al di là di rassicurazioni varie, sta facendo proprio tutto il côté del nazionalsocialismo di infausta memoria: “E’ in gioco una questione fondamentale per la nostra società”. L’obiettivo dell’AfD, secondo il ministro, è di ridefinire la Germania secondo una concezione etnonazionalista, attraverso l’esaltazione del Volk, il popolo. “A prescindere da come ciascuno si rapporti alla fede cristiana, è evidente che la nostra tradizione, di origine cristiano-ebraica, ha plasmato così profondamente la nostra cultura e tutto ciò che conosciamo che un attacco frontale contro di essa rivela un’intenzione autenticamente rivoluzionaria, proprio come fecero i nazisti”.
“E allora – ha proseguito Weimer – io dico: davvero volete tornare all’ideologia völkisch, a una costruzione germanica? La questione del Natale diventa il punto in cui tutto questo si concentra; è per questo che affronto il tema”. Weimer ha parlato di un “neonazionalismo” che vuole “chiudere tutto, dal Bauhaus fino alle istituzioni vicine alle Chiese” e anche per questo ci vorrebbe un’opera di denuncia più incisiva. E la Chiesa ha deciso di scendere in campo, nonostante le minacce della destra estrema di colpirla – soprattutto economicamente – se continuerà a fare campagna contro l’AfD. A settembre si vota in diversi Länder tedeschi, in Sassonia-Anhalt i sondaggi danno il partito nazionalista al 41 per cento, nel Meclemburgo-Pomerania anteriore al 36. Complice la crisi di consenso che sta attraversando il governo guidato dal cancelliere Friedrich Merz, sono pochi ormai gli osservatori che non credono alla AfD come primo partito di Germania. La Chiesa cattolica e quella evangelica hanno iniziato a fare campagna elettorale attiva attraverso manifesti affissi in scuole, parrocchie e istituzioni sociali, nonché con incontri organizzati ad hoc. Il messaggio è semplice: votare per i partiti democratici e contrastare l’estremismo. L’arcivescovo di Amburgo, mons. Stefan Hesse, ha invitato a “cogliere questa opportunità per fare delle nostre parrocchie e delle nostre istituzioni luoghi di dialogo e di democrazia”. In occasione dell’ultima Quaresima era stato il vescovo di Magdeburgo, mons. Gerhard Feige, ad avvertire i connazionali: “Se la bozza dell’AfD per un possibile programma di governo dopo le elezioni in Sassonia-Anhalt venisse presa sul serio, allora la democrazia liberale e il pluralismo, la libertà religiosa come la conosciamo e la tolleranza, sarebbero un ricordo”.
Friulsardo, è nato nel 1986. Laureato in politica internazionale e diplomazia a Padova con tesi su turchi e americani, è stato arbitro di calcio. Al Foglio dal 2011, si occupa di Chiesa, Papi, religioni e libri. Scrittore prediletto: Joseph Roth (ma va bene qualunque cosa relativa alla finis Austriae). È caporedattore dal 2020.
