Chiesa
Editoriali •
L’Independence day del Papa americano
Leone XIV riceve la Medal Liberty e nel discorso non fa felice Trump

Foto LaPresse
"Perché una nazione possa prosperare, deve essere davvero unita: unita non da obiettivi legati a imprese passeggere, ma da ideali che non svaniscono con il trascorrere del tempo. Possano i princìpi sui quali abbiamo riflettuto oggi – la comune dignità umana, l’uguaglianza e i diritti proclamati nella Dichiarazione d’Indipendenza – continuare a essere fonte di tale unità e luce guida per il presente e per gli anni a venire”. Sono parole del Papa nato a Chicago che, collegato dal Vaticano, ha parlato in collegamento con Philadelphia, dove gli è stata conferita la Medaglia per la Libertà 2026.
Un discorso che cade nel 250esimo anniversario dell’Indipendenza americana e che di certo avrà fatto storcere la bocca a più di un esponente vicino all’attuale Amministrazione. Soprattutto per quanto il Pontefice ha detto all’inizio del suo intervento: “Nel corso di questi duecentocinquant’anni, per tanti popoli in tutto il mondo, è stata la ferma determinazione di realizzare la nobile visione dei Padri fondatori a fare dell’America un simbolo di libertà, mentre il paese apriva le proprie porte a successive ondate di immigrati, consentendo a loro e ai loro figli di contribuire a plasmare il futuro della nazione. Fu questo stesso amore per la libertà a spingere gli Stati Uniti, nelle ore più buie del secolo scorso, durante le due guerre mondiali, a guardare oltre sé stessi e, con grandi sacrifici, a sostenere la causa della libertà anche oltre i propri confini”. Leone ha ricordato che “dopo il diritto alla vita, la libertà è stata e continua a essere uno dei principi supremi venerati dagli uomini e dalle donne che hanno cercato entro i confini di questa nazione un nuovo inizio, identificandola spesso con una speranza fino ad allora impensabile” e “e l’America ha a lungo difeso la libertà religiosa necessaria per seguire responsabilmente i dettami della coscienza in questo ambito, senza paura né costrizione, come sancito dal Primo emendamento della Costituzione degli Stati Uniti”. Almeno su questo punto, alla Casa Bianca potranno applaudire il primo Papa americano della storia.