Chiesa
LEONE XIV IN VIAGGIO •
Il Papa parte per la Spagna e dà i compiti ai cardinali
Diffuso il programma del concistoro di fine giugno: sinodalità, guerra giusta ed enciclica. Ma prima, scrive il decano, "va letta"
6 GIU 26

Leone XIV al concistoro di gennaio
Roma. Il Papa di primo mattino atterrerà all’aeroporto di Madrid Barajas, accolto da tutte le campane della diocesi che suoneranno a festa. L’ultimo Pontefice a mettere piede sul suolo spagnolo era stato Benedetto XVI, per la Giornata mondiale della gioventù del 2011. In mattinata avrà luogo l’incontro con le autorità, la società civile e il corpo diplomatico. Nel pomeriggio, la visita agli operatori e assistiti dal progetto sociale “Cedia 24 Horas”. Alle 20.30 il momento clou, la veglia di preghiera con i giovani in Plaza de Lima. Domani, dopo la messa in Plaza de Cibeles, la processione del Corpus Domini e l’incontro con esponenti del mondo della cultura, dell’arte, dell’economia e dello sport. Inizierà così l’atteso viaggio in terra iberica, con Leone XIV che poi si sposterà a Barcellona – i catalani si dicono indignati per lo scarso uso della lingua locale prevista dal programma ufficiale – e poi a Tenerife, dove il focus sarà sulla questione migratoria.
Intanto, è stato svelato il programma del concistoro che si terrà a fine giugno, in prossimità della solennità dei santi Pietro e Paolo. Tre sono le tematiche che domineranno la riflessione voluta dal Pontefice dopo la due giorni di gennaio, subito dopo l’Epifania: un aggiornamento sul processo di attuazione del Sinodo in vista delle assemblee del 2027 e del 2028, un’ampia riflessione sull’enciclica Magnifica humanitas – che, scrive il decano ai cardinali, “invitiamo a leggere” ché evidentemente non è cosa scontata – e la situazione internazionale che interroga la Chiesa. Il cardinale Re si rivolge ai confratelli porporati: “La condivisione sarà guidata da due domande: quali sofferenze, tensioni e interrogativi attraversano oggi con maggiore forza i popoli e le comunità ecclesiali affidate alla Sua cura? Quali segni di speranza, di fedeltà al Vangelo e di possibile riconciliazione Le sembra importante portare all’ascolto comune?”. Il momento saliente sarà rappresentato dalla seconda sessione, che ruoterà attorno al capitolo 5 dell’enciclica, “La cultura della potenza e le civiltà dell’amore”. In particolare, la discussione verterà su “come ribadire oggi il superamento della teoria della ‘guerra giusta’, troppo spesso invocata a giustificare qualsiasi guerra”. Un approfondimento resosi necessario, vista l’interpretazione non proprio univoca del paragrafo di Magnifica humanitas sul punto. Il documento ribadisce infatti il no alla guerra giusta ma conferma il sì alla legittima difesa. Che però, leggendo il Catechismo della Chiesa cattolica, fa rientrare la legittima difesa nei casi in cui la guerra può definirsi giusta. Non a caso, in diversi ambienti cattolici – soprattutto statunitensi, ma non solo – la questione è stata interpretata in modo difforme da quanto probabilmente il Papa intendeva. Da qui, dunque, il necessario confronto fra i cardinali. Quanti saranno presenti a Roma non è dato sapere. A gennaio mancavano in diversi e da indiscrezioni prese qua e là, da un capo all’altro del pianeta, neanche stavolta si vedrà la folla di porpore. Lo schema, almeno sulla carta, sarà quello già visto in inverno: tavoloni rotondi, riflessioni a gruppi e spazio limitato agli interventi liberi, per evitare che si vada fuori tema. Qualche cardinale era convinto che si sarebbe discusso di liturgia, uno degli argomenti proposti l’altra volta e poi rinviati per scelta dell’assemblea. Anche stavolta non se ne parlerà. Con la minaccia incombente delle ordinazioni illegittime dei nuovi vescovi lefebvriani, meglio non surriscaldare l’atmosfera.
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Friulsardo, è nato nel 1986. Laureato in politica internazionale e diplomazia a Padova con tesi su turchi e americani, è stato arbitro di calcio. Al Foglio dal 2011, si occupa di Chiesa, Papi, religioni e libri. Scrittore prediletto: Joseph Roth (ma va bene qualunque cosa relativa alla finis Austriae). È caporedattore dal 2020.
