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Macron va dal Papa e tra i due scatta l'intesa
Il caso ha voluto che l’incontro più volte rimandato per meri problemi di agenda si sia concretizzato pochi giorni dopo che il Pontefice aveva stigmatizzato i piani trumpiani per “cancellare” la civiltà iraniana dalla faccia della terra
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10 APR 26
Ultimo aggiornamento: 05:29 PM

Il Papa accoglie in Vaticano Emmanuel Macron
Roma. Emmanuel Macron, qualche ora dopo essere uscito dal lungo colloquio vis-à-vis con il Pontefice, ha scritto sui suoi profili ufficiali di essere stato “molto felice di incontrare Sua Santità Papa Leone XIV. Noi condividiamo la stessa convinzione: di fronte alle fratture del mondo, l’azione per la pace è un dovere e un’esigenza. La Francia lavorerà sempre per il dialogo, la giustizia e la fratellanza tra i popoli”. Ed è proprio lo scenario mondiale ad aver occupato gran parte dell’udienza, come si rileva dallo scarno comunicato diffuso dal Vaticano all’ora di pranzo che sottolineava i “buoni rapporti esistenti tra la Santa Sede e la Francia” e chiariva che si era parlato soprattutto delle “rilevanti questioni di carattere internazionale, con uno scambio di vedute sulle situazioni di conflitto nel mondo, auspicando che si possa ristabilire la convivenza pacifica attraverso il dialogo e il negoziato”. Il caso ha voluto che l’incontro più volte rimandato per meri problemi di agenda – il Papa non ha mai rifiutato udienza al presidente francese, come pure qualche account su X aveva sostenuto all’inizio dell’anno – si sia concretizzato pochi giorni dopo che il Papa aveva stigmatizzato i piani trumpiani per “cancellare” la civiltà iraniana dalla faccia della terra. Un intervento che di certo non avrà fatto piacere a Washington, ancor di più se accompagnato dalle foto in cui si vede Robert Prevost sorridere accanto a Macron. Dopo la serata con la Comunità di Sant’Egidio a discutere delle grandi e gravi crisi internazionali – non c’è stato un incontro con la premier Giorgia Meloni, ma i rapporti tra i due sono sereni, tant’è che si vedranno a fine giugno per il vertice bilaterale –, ecco la stretta di mano con il Pontefice che oggi presiederà una veglia di preghiera per la pace nella basilica vaticana. Una laicissima benedizione che riporta l’inquilino dell’Eliseo al centro della scena. Sullo sfondo, l’ipotesi di accogliere Leone XIV in Francia già entro l’anno, magari a Parigi e a Lourdes. Significherebbe anche ricucire i rapporti dopo l’èra Francesco, la cui decisione di andare in Corsica evitando la passerella per la riapertura di Notre-Dame fece sobbalzare più d’uno, nella Ville Lumière. Acqua passata: nella “blasfemia della guerra”, come ha detto ieri il Papa incontrando i vescovi del Sinodo di Baghdad dei Caldei, occorre “essere instancabili operatori di pace”. E per una volta possono finire ai margini tutti i problemi irrisolti che hanno diviso il governo francese dal Vaticano, dal fine vita alle nozze tra omosessuali.
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Friulsardo, è nato nel 1986. Laureato in politica internazionale e diplomazia a Padova con tesi su turchi e americani, è stato arbitro di calcio. Al Foglio dal 2011, si occupa di Chiesa, Papi, religioni e libri. Scrittore prediletto: Joseph Roth (ma va bene qualunque cosa relativa alla finis Austriae). È caporedattore dal 2020.