Ma quale "integrismo", quello è il problema dei nemici del Family Day
Luigi Amicone, diretore di Tempi, risponde alle critiche di Maurizio Crippa. "Finchè visse Giussani, Cl è sempre stata marchiata di integrismo. E’ altrettanto vero che spronando la sua gioventù alla battaglia e al paragone cristiano in ogni ambiente e in ogni dimensione non per 'integrismo' ma per concezione unitaria della vita umana, Giussani non ha mai avuto preoccupazioni di 'teologia politica', di 'mediazioni' e di 'distinzioni'.
14 AGO 20

E’ vero piuttosto che, finchè visse Giussani, Cl è sempre stata marchiata di integrismo. E’ altrettanto vero che spronando la sua gioventù alla battaglia e al paragone cristiano in ogni ambiente e in ogni dimensione, politica compresa, Movimento Poplare compreso, Formigoni compreso, Jaca Book di anni Settanta compresa, non per “integrismo” ma per concezione unitaria della vita umana, Giussani non ha mai avuto preoccupazioni di “teologia politica”, di “mediazioni” e di “distinzioni” che – galeotta fu la citazione di Crippa – ebbero invece intellettuali come Giuseppe Lazzati e cattolicesimo democratico a seguire. Il quale cattolicesimo tanto “distingueva” e altrettanto “mediava” in “autonomia”, che non ha mai perso l’occasione (clericale) di lanciare i propri professori sul ring della politica, delle magistrature e ai vertici dei grandi (e profittevoli sul piano dei redditti) apparati statali, lato sinistra e gesuiti di Bartolomeo Sorge (però venivano tutti da turni quinquennali di studi disperatissimi improntati alla “scelta religiosa”, “i poveri”, “la critica al potere”, “la promozione umana"). Gli intellettuali fanno sempre questa operazione di “mettere cappello”. Ma con Giussani sarà dura. Come ha intuito un mio caro amico del Foglio, perché "Giussani era un uomo all’attacco". Punto. Attacco di ragione, di senso, di affezione. Era un uomo unito e dell’unità. Avrebbe stretto la mano a Kiko Arguello e gli avrebbe chiesto, "cosa possiamo fare?".
Leggi anche la risposta di Massimo Introvigne Ma il 20 giugno in piazza i veri fondamentalisti non c'erano