Zitti tutti, parla il Papa
Oggi il discorso al Corpo diplomatico. Si capirà quanto dura sarà la condanna nei confronti di Trump
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9 JAN 20

Papa Francesco (foto LaPresse)
Massima attenzione, oggi, per il discorso al Corpo diplomatico che il Papa pronuncerà davanti ai diplomatici accreditati presso la Santa Sede. Con i venti di guerra che soffiano nel vicino e medio oriente, sarà interessante ascoltare quel che Francesco dirà dopo l’invito all’autocontrollo dato domenica scorsa all’Angelus. I destinatari erano sì tutti gli attori in gioco – americani e ayatollah – , ma è chiaro anche al più piccolo dei bambini presenti in piazza San Pietro che il pensiero di Jorge Mario Bergoglio fosse rivolto a Donald Trump, reo d’aver autorizzato l’assassinio di Qassem Suleimani, macellaio iraniano che sulla coscienza ha talmente tanti morti – anche civili, benché sovente pure tra gli osservatori cattolici e paravaticani questo “dettaglio” venga taciuto, come dimostrano i disperati tweet del priore emerito di Bose, fratel Enzo Bianchi – che il computo complessivo è impossibile. Non è un mistero che la Santa Sede avesse benedetto, con tanto di attestazioni pubbliche, l’accordo sul nucleare – stracciato nel 2018 dall’Amministrazione americana a guida repubblicana – puntando proprio sugli sciiti di Teheran per stabilizzare la regione. Un auspicio probabilmente da riporre nel cassetto, benché – come scrive questo giornale da giorni – i toni sull’imminente Terza guerra mondiale appaiono esagerati. In ogni caso, il Papa andrà ascoltato. Cercando di cogliere anche quanto non dirà esplicitamente: spesso, ciò che si nasconde dietro pause e cambiamenti di tono, rivela molto di più del testo scritto.
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Friulsardo, è nato nel 1986. Laureato in politica internazionale e diplomazia a Padova con tesi su turchi e americani, è stato arbitro di calcio. Al Foglio dal 2011, si occupa di Chiesa, Papi, religioni e libri. Scrittore prediletto: Joseph Roth (ma va bene qualunque cosa relativa alla finis Austriae). È caporedattore dal 2020.