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“La situazione è grave”. Firmato Ratzinger

Torna Benedetto XVI e avverte: “La società occidentale non parla più di Dio”

28 Agosto 2019 alle 06:05

“La situazione è grave”. Firmato Ratzinger

foto LaPresse

Che il tema centrale degli “appunti” di Benedetto XVI sugli abusi sessuali nella chiesa pubblicati lo scorso aprile non fosse la pedofilia era chiaro. Questo giornale, commentando lo scritto del Papa emerito, titolò non a caso “Il problema del mondo è l’assenza di Dio”. Nella superficiale riduzione mediatica, come era scontato, il documento è diventato un j’accuse al 1968 come portatore di tutti i mali, con accenni ai film pornografici proiettati nei cinema tedeschi di allora e a certi comportamenti non proprio santi nei seminari. Passato qualche mese, Ratzinger ha voluto replicare ai suoi critici, mandando qualche riga al periodico Herder Korrespondenz per rispondere in particolare al contributo “della signora Aschmann” intitolato “La vera sofferenza cattolica al 1968”.

 

Scrive Benedetto XVI: “Per quanto posso vedere, nella maggior parte delle reazioni al mio contributo, Dio non appare affatto, e perciò non viene affrontato proprio quello che volevo sottolineare come il punto chiave della questione”. Quello della storica tedesca Birgit Aschmann, in particolare, “come risposta alla mia pubblicazione è insufficiente e tipico del deficit generale nella ricezione del mio testo. Mi sembra che nelle quattro pagine dell’articolo non appaia la parola Dio, che ho posto al centro della questione. La società occidentale è una società in cui Dio è assente dal pubblico e non ha altro da dire. Ed è per questo che è una società in cui la misura dell’umanità si perde sempre più”. “Il fatto che il contributo di Aschmann trascuri il passaggio centrale della mia argomentazione proprio come la maggior parte delle reazioni di cui sono venuto a conoscenza mi mostra la gravità di una situazione in cui la parola Dio sembra spesso emarginata nella teologia”. Nella liquidità in cui è immerso l’occidente, Ratzinger torna ai fondamentali e conferma che i suoi “appunti” primaverili erano tutto meno che una banale bordata agli exploit rivoluzionari sessantontottini.

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Commenti all'articolo

  • michele_fortunato

    28 Agosto 2019 - 10:10

    "Nell’Apocalisse, il dramma dell’uomo è rappresentato in tutta la sua ampiezza. Al Dio creatore si contrappone il diavolo che scredita l’intera creazione e l’intera umanità. Egli si rivolge non solo a Dio ma soprattutto agli uo¬mini dicendo: «Ma guardate cosa ha fatto questo Dio. Apparentemente una creazione buona. In realtà nel suo complesso è piena di miseria e di schifo». Il denigrare la creazione in realtà è un denigrare Dio. Il diavolo vuole dimostrare che Dio stesso non è buono e vuole allontanarci da lui. L’attualità di quel che dice l’Apocalisse è lampante. L’accusa contro Dio oggi si concentra soprattutto nello screditare la sua Chiesa nel suo complesso e così nell’allontanarci da essa. L’idea di una Chiesa migliore creata da noi stessi è in verità una proposta del diavolo con la quale vuole allontanarci dal Dio vivo, servendosi di una logica menzognera nella quale caschiamo sin troppo facilmente" QUESTO PASSAGGIO E' ILLUMINANTE ED IGNORATO DA MOLTI COMMENTATORI

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  • filotea62

    28 Agosto 2019 - 09:09

    B.XVI, ovvero il Papa supplente, più che emerito.

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