Referendum in Irlanda, hanno vinto i Sì con il 68 per cento dei voti

Affermazione netta dei favorevoli alla rimozione dei vincoli all'interruzione di gravidanza. Una svolta storica ma non inaspettata. I dati ufficiali hanno confermato gli exit poll

26 Maggio 2018 alle 08:58

Referendum in Irlanda, per gli exit poll il 68 per cento ha detto Sì all'aborto

foto LaPresse

Roma. Gli exit poll sono stati pressoché perfetti nel fotografare l'esito del referendum indetto per decidere in merito all'abrogazione dell'Ottavo emendamento costituzionale risalente al 1983 che vieta l'aborto ed equipara in tutto i diritti della donna a quelli del nascituro. Quando mancano solo i dati di tre constituency su quaranta, il risultato è inequivocabile: i Sì sono al 67,3 per cento, i No al 32,7. A Dublino i favorevoli all'abrogazione dell'emendamento hanno raggiunte punte del 78,5 per cento, ma anche nelle zone rurali – unica e residuale speranza di invertire un risultato che sembrava quasi scontato negli ultimi mesi – i No non sono andati oltre il 42-43 per cento dei voti. Unica eccezione, Donegal, dove hanno prevalso i No con il 51,8 per cento.

 

Un risultato che smentisce le analisi e le rilevazioni che nelle ultime settimane davano i Sì in calo rispetto alle proiezioni di inizio anno. Anzi, avrebbero pure guadagnato consensi rispetto al 62 per cento stimato all’inizio dell’anno.

 

Per i No si trattava di un’impresa improba: tutto l’arco parlamentare era schierato per il Sì, dalla sinistra al centrodestra, che pur avendo lasciato in qualche sua diramazione libertà di voto, aveva poi fatto campagna attiva per il Sì. Intellettuali e giornali erano tutti per il Sì, mentre la chiesa cattolica aveva preferito mantenere un profilo basso. Forse per gli scandali degli ultimi anni che l’hanno travolta, forse perché consapevole di quello che sarebbe stato l’esito della consultazione. Nel 2015, sempre per via referendaria, gli irlandesi avevano approvato i matrimoni tra persone dello stesso sesso, con il 62 per cento di favorevoli. Stavolta, la maggioranza degli osservatori sosteneva che quella percentuale così netta si sarebbe assottigliata, dato il pensiero assai più conservatore della popolazione – specie quella delle zone rurali – sul tema. Non è andata così, stando almeno all’exit poll. Segno che per l’Irlanda non vale più il vecchio adagio secondo cui, in questioni politiche, è “indietro di trent’anni rispetto al resto dell’occidente”.

 

* articolo aggiornato alle ore 19.00

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Commenti all'articolo

  • Bacos50

    27 Maggio 2018 - 08:08

    La vittoria del buon senso contro l’ipocrisia imperante di chi pretende di governare imponendo il perbenismo di facciata a scapito della realtà. Una vittoria che però non imporrà a nessuno di abortire se non lo desidera e se sappia come evitarlo. L'Irlanda, un paese ipocrita che ha partorito una legge che impedisce l'interruzione della gravidanza anche nei casi di stupro o di incesto e fino al 2012, anche nei casi di evidente pericolo di vita della gestante, come accaduto a una giovane donna indiana morta di setticemia alla quale fu negato l’aborto terapeutico, dicendole che “l’Irlanda era un paese cattolico”. Bella morale davvero! Una legge che punisce l'aborto con 14 anni di carcere, ma che racchiude in sé un paradosso che rappresenta l'apoteosi dell'ipocrisia dei perbenisti: consente di abortire ma all'estero! Una scappatoia che permette tuttora a una media annua di circa 3500 donne irlandesi di abortire recandosi per lo più in Inghilterra.

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  • iksamagreb@gmail.com

    iksamagreb

    26 Maggio 2018 - 22:10

    "Avanti è la morte!"

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  • carlo schieppati

    26 Maggio 2018 - 17:05

    Festa grande alla Redazione de La Civiltà Cattolica. Finalmente sono stati sconfitti gli "ecumenisti dell'odio", quegli integralisti cattolici che volevano salvare "la possibilità di influire nella sfera politica, parlamentare, giuridica ed educativa" "con una logica non diversa da quella che ispira il fondamentalismo islamico". Finalmente si è riusciti a "spezzare il legame organico tra cultura, politica, istituzioni e Chiesa". E in effetti "Perchè gli uomini dovrebbero amare la Chiesa?/Perchè dovrebbero amare le sue leggi?/Essa ricorda loro la Vita e la Morte, e tutto ciò che vorrebbero scordare./E’ gentile dove sarebbero duri, e dura dove essi vorrebbero essere teneri./Ricorda loro il Male e il Peccato, e altri fatti spiacevoli". Aprile è il più crudele dei mesi, ma anche maggio non scherza.

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  • branzanti

    26 Maggio 2018 - 16:04

    Bravi irlandesi benvenuti nella civiltà!

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