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Meglio un Briatore vivo e senza laurea che cento dottori che tirano a campare

Cosa voleva dire veramente il manager nella sua intervista a Oggi

10 Gennaio 2019 alle 15:45

Meglio un Briatore vivo e senza laurea che cento dottori che tirano a campare

Flavio Briatore (foto LaPresse)

Domanda: è vero che sulla carta siamo tutti geni, quindi una laurea sul curriculum non è necessaria garanzia di riuscita nella vita professionale? Sì, anche se l'ha detto Briatore: è risaputo che in Italia alcune università sono più generose di altre, che le valutazioni accademiche sono troppo appiattite verso l'alto per essere statisticamente credibili, che la concentrazione di laureati con lode è irreale se paragonata al numero di studenti davvero eccellenti che l'avrebbero meritata. Ed è vero che, se uno non ha l'attitudine allo studio, fa meglio a lavorare, vista la carenza di idraulici ed elettricisti? Sì, anche se l'ha detto Briatore: il diritto allo studio è stato frainteso per diritto alla promozione quindi le università si sono popolate di iscritti indegni, la cui scarsa preparazione di base combinata con un sistema che consente di diluire le prove d'esame da qui all'eternità e con una radicale voglia di non fare un cazzo ha creato un sottobosco di fuoricorso professionisti, di mediocri che vivacchiano, di tesisti dall'italiano stentato, di bivaccatori d'aula che costituiscono zavorra per studenti seri e docenti eccelsi che avrebbero di meglio da fare altrimenti. Proprio chi ha maggiormente a cuore la rilevanza insostituibile dell'università, in questi tempi di sciamanesimo populista, dovrebbe riconoscere che concedere la laurea a tutti equivale ad annichilirla. Purtroppo dell'intervista di Oggi a Flavio Briatore è passato solo il concetto che non farà studiare il figlio, anche se intendeva dire che non lo obbligherà a laurearsi come fanno quei genitori la cui massima ambizione è sparare mortaretti alla consegna della pergamena. Come sempre una piccola menzogna è bastata a oscurare una grande verità: meglio un Briatore vivo (diplomato geometra col minimo dei voti) che cento dottori che tirano a campare con una laurea strappata per pietà, in attesa del reddito di cittadinanza. Ma accusare Briatore di voler proibire al figlio di studiare perché è inutile non solo è più comodo; serve anche a far sentire più intelligente il laureato medio analfabeta.

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Commenti all'articolo

  • verypeoplista

    verypeoplista

    11 Gennaio 2019 - 18:06

    Comincio a preoccuparmi (oppure lei): sono ancora una volta d'accordo con lei. Tra l'altro a dirla tutta Briatore si è espresso con intelligenza pragmaticamente semplice; infatti le prime parole sono state (Radio 24) ,più o meno, "se non dimostra una particolare predisposizione" (ovvero "se non gli và" di fare o finire l'università). Da quanto sopra non capisco la "deviazione" del pensiero di Briatore in una sorta di "non è importante fare l'università".

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  • pg.to

    11 Gennaio 2019 - 13:01

    Gentile Gurrado, io La leggo sempre con grandissimo piacere e questo articolo vale 110 e lode!! ;)

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  • eleonid

    10 Gennaio 2019 - 17:05

    Sul concetto espresso da Briatore concordo pienamente. Ma evitiamo le generalizzazioni su quello che dovrebbe produrre nel contesto socio-economico una laurea conferita con sapienza, anche se chi è chiamato ad applicarla viene spesso vessato da rigidità politiche e di rendita da parte di chi non ne vuole riconoscere il valore. Se si analizza la nostra storia contemporanea , constateremmo che su molti aspetti che richiedevano competenze scientifiche e tecnologiche di valenza universitaria , se non di ricerca applicata, le decisioni sono state assunte su basi politiche che di fatto hanno prevaticato le conoscenze e le competenze dimostrabili e documentabili per il caso in esame. Non sarà forse anche per questo atteggiamento che si è finito per dare la laurea a cani e porci?

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  • Giovanni Attinà

    10 Gennaio 2019 - 16:04

    Che l'Italia sia strana si constata dall'enfasi data alle dichiarazioni di Briatore per il figlio di 9 anni. Davvero stiamo toccando il fondo: liberissimo Nathan di andare all'Università e conseguire quattro lauree e sette master. Ma una cosa è certa: viva la cultura , ma non è detto che una persona laureata sia il massimo, Cene sono tanti che sono quasi semianalfabeti e vale anche per i laureati Usa che ignorano, in genere, i personaggi tipo Giulio Cesare o Napoleone.Poi Briatore magari sarà stato fortunato per i sui milioni e milioni di euro , ma non mi pare che sia il massimo dal punto di vita culturale

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    • Skybolt

      10 Gennaio 2019 - 17:05

      Gentile Attinà, se stiamo parlando di formazione per attività economiche, Briatore ha ragione. Molte persone di alta cultura lo sono nonostante gli studi....ma è altra cosa.

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