La freccia ha colpito nel segno. Al punto che Dilma Rousseff, l’ex guerrigliera che fu torturata da un regime militare, ha deciso che se emergenza per i Mondiali è, allora emergenza sia. E se qualcuno dirà che la Presedenta si sta “pinochetizzando” sempre di più, lo dica pure. “I disordini non saranno ammessi”, ha scandito qualche giorno fa, “durante la Coppa non accadrà quanto accaduto alla Confederations Cup” del 2013, quando si scatenarono violenti disordini di piazza, “non avremo problemi di sicurezza”.