L’insofferenza di Salvini alle critiche di Giorgetti

21 AGO 19
Ultimo aggiornamento: 00:11 | 22 AGO 19
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Roma. “Dei consigli del giorno dopo non me ne faccio niente”. Parola di Matteo Salvini. La frase, racconta chi c’era, è scivolata quasi inosservata, nel solito profluvio di slogan motivazionali. E però chi doveva capire, pare che per un attimo abbia in effetti strizzato gli occhi. “I consigli li accetto il giorno prima, non il giorno dopo”, ha scandito il leader della Lega davanti ai suoi deputati, riuniti a Montecitorio per una ennesima, e abbastanza inconcludente, assemblea di gruppo. E il riferimento che tutti i più accorti hanno colto era ovviamente a Giancarlo Giorgetti, che nelle ultime settimane ha espresso più volte, in modo più o meno esplicito, la sua divergenza di vedute rispetto al leader sulla gestione della crisi. E se anche quell’allusione pungente di Salvini non fosse stata abbastanza chiara, a rendere plastica la non eccelsa intesa tra il Capitano e lo stratega, il front-man e l’“eminenza ligia” del Carroccio, è bastata la scena che s’è svolta pochi minuti dopo, proprio davanti l’entrata di Montecitorio. Perché lì tutti i deputati, e anche qualche esponente di governo leghista, sono stati precettati per fare la claque, sul modello delle coreografie sdoganate dalla Casalino&Associati nei mesi scorsi. Salvini parlava coi cronisti, e tutti applaudivano. Tutti, tranne Giorgetti. Che un po’ sbuffando e un po’ mugugnando, se ne stava in disparte, all’ombra, a parlare al telefono. Finché Iva Garibaldi, l’infaticabile portavoce di Salvini, gli si è avvicinata e lo ha richiamato all’ordine. “Giancarlo, i giornalisti stanno chiedendo delle tue critiche alla strategia di Matteo. Vieni a dire che non c’è alcuna divergenza, che tu non dissenti?”. Al che Giorgetti s’è messo a ridere: “No, io dico che dissento da Salvini perché convoca le conferenze stampa sotto il sole a 40 gradi”, ha scherzato. E però l’ansia con cui gli spin doctor leghisti si sono affannati a esibire una concordia un po’ posticcia, con tanto di foto del leader e del suo vice a favore dei cronisti, ha reso paradossalmente ancora più evidente la crepa.