Gli sberleffi pretenziosi della scienza che studia geni e cervello

Visto che il caro Vittorio Feltri ha voluto ironizzare nel suo stile consueto su un senatore Salvini sodomizzato dai gay del suo governo di coalizione, e d’altra parte mi voglio portare avanti nel sostegno preventivo al probabile punto No Vax del governo Conte-Di Maio, mi sono andato a guardare una notizia di un certo interesse, che ha nutrito i miei pregiudizi antiscienfatici, non antiscientifici, proprio antiscienfatici. Riguarda uno scienziato italiano, ramo biologia e genetica, che lavora nientepopòdimenoché al Mit (Massachusetts Institute of Technology). Il Nostro ha intrapreso con successo una (mostruosamente) estesa ricerca genetica per appurare se l’omosessuale abbia un gene proprio che spieghi la sua condizione di amante del suo stesso sesso. Non lo ha trovato, e onestamente ha ammesso che dietro il desiderio per ragazzi e ragazze, omoni e donnone, da parte di loro omologhi sta una varietà di impulsi anche genetici irriducibile a causalità univoca. Questo la filosofia lo sospettava dai tempi di Platone, quinto secolo avanti Cristo. Le religioni da millenni discutono se sia o no un intrinseco disordine o un peccato, e alcuni religiosi particolarmente stupidi sono sempre alla ricerca di una terapia d’appoggio che rimetta a posto le cose di natura.