Numero chiuso

Il 3 settembre poco meno di 70 mila giovani italiani hanno svolto il test di ammissione per entrare alla facoltà di Medicina. Sono 5 gli esami di accesso per i corsi a numero programmato nazionale. Il numero chiuso è al centro di un dibattito dai toni accesi che torna a infiammarsi ogni anno in questo periodo. Numerosi i presidi attivati dalle associazioni studentesche in questi giorni per protestare contro i test di ammissione. Numeri di Samuele Maccolini.
1999
E’ l’anno in cui diviene legge il decreto che introduce il numero chiuso per la facoltà di Medicina e di altre materie scientifiche. Fino al 1923 solo chi aveva frequentato il liceo classico aveva accesso alla facoltà di Medicina, diritto esteso poi anche agli studenti del liceo scientifico. Solo nel 1969 la facoltà venne aperta a tutti i diplomati. Ben presto ci si accorse che il numero di medici istruiti nelle università era troppo alto rispetto al reale bisogno dei pazienti. Così alcuni atenei decisero di introdurre un test di ammissione, fino a quando il numero chiuso è stato disposto per legge.
11.568
I posti disponibili per la facoltà di Medicina sparsi fra tutti gli atenei d’Italia. Il loro numero è aumentato del 18 per cento rispetto all’anno scorso (1.789 in più), quando erano 9.779. Tra gli atenei con più posti svetta La Sapienza Policlinico di Roma (660), seguono Ferrara (600), Federico II di Napoli (507) e Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli a Napoli (500).
40 per cento
Secondo La Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri sarebbe questa la percentuale di odontoiatri con la laurea conseguita all’estero nel 2017. Per quanto riguarda invece i medici, su oltre 400 mila professionisti sono poco più di tremila quelli con una laurea conseguita fuori dall’Italia.
1°
In Francia l’accesso alla facoltà di Medicina è libero. Durante il primo anno gli studenti devono svolgere un test, diviso in due parti, una per semestre. Se non si supera l’esame, bisogna ripetere l’anno. Il secondo fallimento obbliga lo studente a interrompere la carriera universitaria in Medicina. In Germania, invece, vige il numero chiuso a livello nazionale come in Italia. Agli studenti con il voto di maturità più alto viene assegnato il 20 per cento dei posti disponibili. Di poco differente la situazione in Inghilterra, dove tutte le università sono a numero chiuso, ma non c’è un test unico nazionale.