Il successo della startup dei fotografi

Probabilmente il team di comunicazione di Meero non amerà la definizione, ma la compagnia francese, che ha da poco chiuso un round di finanziamenti da 230 milioni di dollari e che è diventata uno dei successi tecnologici dell’anno in Europa, è il Deliveroo dei fotografi. Quello di Meero è un esperimento interessante perché è la prima volta che il principio della gig economy viene applicato su così larga scala a una professione creativa. Funziona così. Meero collega grazie alla sua piattaforma circa 58 mila fotografi freelance con circa 31 mila clienti soprattutto corporate, che hanno bisogno di servizi fotografici per i loro prodotti o per le loro pubblicazioni: le foto dei piatti sul menù di un ristorante, le immagini di una casa per un annuncio immobiliare, e così via. Meero si prende carico di stipulare i contratti, delle transazioni economiche (di cui trattiene una percentuale) e soprattutto fornisce la piattaforma. Fornisce anche alcuni strumenti di fotoritocco che dovrebbero rendere la vita più facile ai fotografi grazie all’intelligenza artificiale. Presto Meero aprirà anche a clienti privati.
Il successo di Meero mostra che c’è una prateria aperta per nuovi business: la creatività in affitto è ancora un territorio relativamente inesplorato. Il punto fondamentale è capire fino a quanto la creatività può essere preservata. Il sito di Meero si compone di due parti. Quella destinata ai fotografi è piena di foto “inspirational”, di paesaggi lussureggianti e servizi fotografici di alto livello. Quella destinata ai business è piena di foto di avocado e di piastrelle del bagno.