La terza via di Berlino

Nel quartiere di Kreuzberg gli adesivi con la scritta “Fuck Off Google” sono ancora ovunque: sui lampioni e sui semafori (qui a Berlino sovente incamiciati da strati di affissioni abusive che i turisti amano molto fotografare) oppure nei cessi dei locali più frequentati, sepolti nella tappezzeria di sticker che ricopre le piastrelle e le porte.
Sono i residui di una lunga battaglia fra un nutrito gruppo di attivisti locali e il colosso californiano, che a Kreuzberg voleva aprire un nuovo esclusivo campus, il settimo al mondo dopo Londra, Parigi, Tel Aviv, San Paolo del Brasile, Varsavia e Madrid. La sede doveva essere la vecchia Umspannwerk nella Ohlauerstraße, una sottostazione elettrica dall’irresistibile flair post industriale. Un progetto ambizioso: quasi 3.000 metri quadrati destinati a ospitare e “incubare”, come si dice in gergo, decine di startup tecnologiche e i loro fondatori.