E io me ne vado in tournée

17 GIU 19
Ultimo aggiornamento: 08:53
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C ’era una volta il ritiro in montagna, con le corse tra i boschi e le passeggiate in altura. Ora per le squadre la preparazione estiva è rappresentata dalla tournée all’estero, con amichevoli dall’altro capo del mondo. Un modello ormai diventato classico anche in Italia, dove le big viaggiano tra gli Usa e l’Asia ogni estate. A meno di “imprevisti”, come capitato alla Roma che, a causa del sesto posto in campionato, parteciperà ai preliminari di Europa League e ha dovuto dare forfait per l’International Champions Cup, sostituita dalla Fiorentina (che si aggiungerà a Juventus, Inter e Milan). Una competizione che garantisce ricavi anche in estate ai club: la Juventus nel 2018 ha incassato 5,1 milioni dalle amichevoli, mentre la Roma si è fermata a 1,7, l’Inter a 3,2 milioni (dati 2017, ultimi disponibili) e il Milan a 2,7 (2017). Senza considerare il potenziale impatto che deriva dall’espansione del brand, che diventa visibile anche per tifosi che solitamente non hanno a che fare con il calcio italiano. Diverse le cifre per il classico ritiro estivo in montagna: l’Inter nel 2016 ha incassato 500 mila euro per 10 giorni in Alto Adige, il Napoli invece per la permanenza a Dimaro il prossimo luglio dovrebbe ricevere 1 milione di euro, circa 200 mila euro in più rispetto alla passata stagione. Molte meno scomodità di un’estate all’estero (anche dal punto di vista strettamente calcistico), ma anche le tournée sono ormai un business per i club.
Matteo Spaziante