Le nostre eccellenze del Passato
Ok. Ottimo il risultato della Sapienza, ma ora guardiamo al Futuro

Archeologi al lavoro alla domus del comandante, scoperta durante gli scavi della metro C a Roma
Nel ranking generale, nei primi venticinque posti, non c’è nemmeno un ateneo italiano. I primi quattro sono occupati da college americani (Mit, Stanford, Harvard, California Institute of Technology) e tutti e quattro sono l’eccellenza nel campo della tecnologia (oltre ad esserlo, ad esempio Stanford, anche nell’umanistica: le cose non si escludono). Il fatto che a Roma ci sia l’ateneo più quotato sulle Scienze dell’Antichità rispecchia però lo stato della Capitale, e dell’Italia: siamo bravissimi ad argomentare il passato, ma il mondo ormai si muove verso un’altra direzione – lo studio del futuro, le scienze tecnologiche. Non che in Italia non esista qualche eccellenza di questo tipo: il problema è che da noi, ancora, le università si considerano cittadelle del sapere “chiuse” nell’accademia, hanno paura ad aprirsi al mondo, al rapporto con l’industria, i privati. Oltre ad essere orgogliosi del nostro passato, è ora di investire di più anche sul (nostro) Futuro.