L'Oscar a DiCaprio, d'oro o pixelato che sia, potrebbe essere una vittoria attesa, e insieme una sconfitta

Mariarosa Mancuso
Ci si diverte con i videogame in 16 bit dove l'attore, con cinque candidature e nessuna vittoria, insegue l'agognata statuetta.

Ci si mette pure l’Oscar, manovrando il suo spadone, a impedire che Leonardo DiCaprio proceda sul red carpet e acchiappi la statuetta su cui non è riuscito a mettere le mani in tanti anni di onorata carriera (chi aveva l’occhio lungo lo vide diciannovenne in “Buon compleanno Mr Grape”, ammirando la sua bellezza e la sua bravura, ribadite da “Romeo + Giulietta” e da “Titanic”).
A lato del red carpet, la sagoma di un Oscar gigantesco – nella realtà misura 34 centimetri di altezza e pesa quattro chili, ora sapete perché abbiamo ammirato Kathryn Bigelow che ne reggeva uno con una mano e uno con l’altra – osserva il candidato correre, schivando i fotografi e i rivali. Quando l’attore pericolosamente si avvicina alla meta, e nel mentre fa incetta di bonus come i Golden Globe e altri premi, “zio Oscar” cerca di infilzarlo con lo spadone.

 

Avviene nello splendore dei 16 bit. Insomma: Leonardo DiCaprio è pixelato più o meno come l’idraulico Supermario, nei videogiochi che furono e che sono ricordati con nostalgia in “Ralph Spaccatutto”. Congegnato e realizzato da The Line, premiato collettivo di registi e animatori con sede a Londra, “Leo’s Red Carpet Rampage” – scaricabile per Apple e Android – sta facendo divertire chi trova scandalose cinque candidature e nessuna vittoria. Neppure per “The Wolf of Wall Street” di Martin Scorsese, dove Leonardo era superlativo. Il videogiochino riprende, sempre pixelata, la scena delle pasticche di quaalude che parevano scadute, e invece fanno effetto ritardato: il nostro cerca di raggiungere l’automobile strisciando sui gomiti.

 

La dieta pre Oscar – ma no, cosa andate a pensare, non mangeremo fegato di bisonte crudo – aggiunge al videogioco i sempre più numerosi meme e le sempre più numerose GIF (facciamola breve: immagini circolanti in rete, più o meno contagiose) che sbeffeggiano i mancati Oscar. Torna qui il delirio da Quaalude, che fa di Leonardo DiCaprio un magnifico freak all’inseguimento della statuetta. Abbiamo Matthew McConaughey che si batte il petto – nella scena famosa dove insegna al giovanotto alcune regole per non sfigurare tra gli squali della finanza – e però impugna l’Oscar, mentre DiCaprio distoglie lo sguardo come a dire “anche qui”.

 

[**Video_box_2**]L’attore non era neppure nel selfie di Ellen DeGeneres, dopo la pizza offerta ai candidati dell’Academy. In un altro fotomontaggio – tali sono, tecnicamente – lo vediamo con la camicia colorata di Romeo, molte candele intorno, il cruccio devastante di non avere avuto neppure l’Oscar fatto con i mattoncini Lego. Se glielo danno per “Revenant” Alejandro González Iñárritu (la cerimonia il 28 febbraio) sarà una vittoria attesa, e insieme una sconfitta. Recitare, da che mondo è mondo, vuol dire “fare finta di”. Non rischiare il congelamento, ingoiare schifezze, non lavarsi per giorni.