Susanna Camusso (foto LaPresse)

La frase "shock" di Renzi sui licenziamenti che manda in tilt la Cgil

Redazione

Il presidente del Consiglio vuole meno leggi e un mercato del lavoro più flessibile, Susanna Camusso promette mobilitazioni e scioperi.

"La gente è con noi e non con i sindacati. Il mercato del lavoro è fermo da anni a causa di una legislazione vecchia. Se sei giovane, è impossibile capire perché si tratta di un sistema focalizzato sul passato. Nell'era digitale non si può continuare con i vecchi schemi". Matteo Renzi, in un'intervista al Washington Post, continua a sottolineare la necessità di una riforma del mercato del lavoro per poter rilanciare l'economia italiana: "E' necessaria una forte riduzione delle leggi ed è importante permettere a un imprenditore di scegliere un lavoratore e, se necessario, licenziarlo". Il premier punta su un modello agile, flessibile, dinamico nel quale "sarà lo stato a sostenere il lavoratore licenziato con un programma di formazione e, al termine del programma, renderà possibile il suo reinserimento nel mondo lavorativo con una agenzia nazionale creata a questo scopo".

 

 

Susanna Camusso, a margine di un convegno a Bologna, accusa Renzi di continuare sulla riforma del lavoro senza ascoltare le sigle sindacali per dimostrare all'Europa di essere "i più rigorosi riformatori del mercato del lavoro per poter chiedere maggiore flessibilità" e quindi sforare il limite del 3 per cento: "L'abolizione dell'articolo 18 dello statuto dei lavoratori "credo che sia uno scalpo che proponiamo all'Europa non che ci viene chiesto dall'Europa", ha sottolineato il segretario generale della Cgil.

 

 

Diatribe verbali a parte, l'apertura di Renzi, durante la Direzione del Pd di ieri, a un incontro con i sindacati, ha prima rasserenato i vertici sindacali, poi provocato l'ennesima puntualizzazione sul tema: "C'è chi dice che bisogna fare una rivoluzione, che serve un 'cambiamento violento' - sottolinea Camusso - ma solo l'uso di questo termine porta con se' l'idea che qualcuno vada sconfitto e che qualcuno debba prevalere, e nega che tutti possano essere attori del cambiamento".

 

 

Sul Foglio di oggi l'intervista a Angelo Pambianco sul mercato del lavoro:

 

[**Video_box_2**]Come suggerito però d“Diritto di licenziare” rimane però, innanzitutto, una formula che parla alla sinistra e al suo popolo. “Renzi sulla riforma del mercato del lavoro si sta giocando la partita della vita – dice al Foglio Angelo Panebianco, politologo dell’Università di Bologna – O i suoi vari oppositori lo ridimensionano, magari riuscendo così pure a farlo fuori, oppure difficilmente riusciranno a fermarlo in futuro”. Rifiutando finora la classica concertazione con le parti sociali, anche se ieri Renzi si è detto disposto a “riaprire la Sala verde”, “dicendo la verità sul conservatorismo della Cgil e sugli interessi che essa difende a scapito di altri interessi”, osserva l’editorialista del Corriere della Sera, “il presidente del Consiglio sta toccando l’identità stessa della sinistra italiana”.

 

Per Panebianco Renzi va valutato sulle realizzazioni pratiche, e sul punto il giudizio è sospeso, ma anche sulle innovazioni culturali: “Davvero, se tirasse dritto sull’articolo 18 e sulla riforma del lavoro, come sembra pronto a fare, si potrà dire che sta calcando le orme di Tony Blair. Il leader riformista inglese negli anni 90 sottrasse definitivamente il Labour ai sindacati. Renzi promette di fare la stessa cosa. Mai come oggi, infatti, è evidente che la minoranza del Pd è diventata un prolungamento della Cgil, a differenza di quando tutte le organizzazioni di area erano un prolungamento del Pci. Quella sinistra, che dopo le primarie perse aveva potuto continuare a fare buon viso a cattivo gioco, adesso sta lottando per la sua stessa esistenza”. Sdoganando il “diritto a licenziare”, secondo Panebianco, “Renzi sta compiendo anche una rivalutazione drastica del ruolo dell’impresa al cospetto della sinistra. Se vince, e la legislazione cambia, muteranno anche gli atteggiamenti degli imprenditori e l’innovazione sarà reale”.  [continua a leggere]