Balotelli esulta dopo il gol del 2-1 (foto LaPresse)

Italia più forte, battute Inghilterra e umidità

Piero Vietti

I gol di Marchisio e Balotelli per la prima vittoria al Mondiale degli Azzurri. Inglesi arrembanti ma imprecisi. Inutile il gol di Sturridge. Finisce 2-1.

Storicamente gli inglesi a calcio hanno spesso patito gli Azzurri, anche se sarebbe più corretto dire che negli ultimi 30-40 anni hanno patito un po’ tutti. Quella vista in campo a Manaus sarà anche l’Inghilterra più scarsa degli ultimi trent’anni, come ha detto qualcuno – e sarà che Hodgson non è allenatore da grandi sfide – ma nel primo tempo gli inglesi sono sembrati molto diversi da quelli impauriti dell’Europeo di due anni fa. L’Italia gioca meglio, tiene di più il pallone, e quando decide di accelerare – soprattutto a destra, dove Darmian all’esordio mondiale gioca con la personalità di un campione – mette in affanno la difesa dei Tre Leoni. Ma l’Inghilterra tira, corre e non ha paura. Infarcire la squadra di giovani con pochi fantasmi è stata una buona idea di mister Hodgson. Alla fine il primo tempo è equilibrato, e il pareggio di Sturridge – arrivato su un contropiede quando gli Azzurri erano in vantaggio, sciocchezza – è la naturale conseguenza dell’1-0 meraviglioso di Marchisio: il velo di Pirlo è roba da insegnare nelle scuole calcio, e il tiro del numero 8 degli Azzurri passa tra le gambe di almeno un paio di inglesi prima di guardare l’inutile tuffo di Hart, stranamente incolpevole.

 

Finora però è il Mondiale dei secondi tempi, e anche la partita degli Azzurri non fa eccezione. Nella ripresa la squadra di Prandelli trova il vantaggio al momento giusto, quando cioè i crampi ancora non incombono sugli atleti. Darmian innesca Candreva, il cross del numero sei è perfetto per Balotelli, che sul secondo palo di testa non sbaglia. Il pubblico spinge gli Azzurri, gli inglesi pressano e attaccano, sfiorano il pareggio ma non danno mai l’idea di comandare. Le condizioni meteo e del campo non aiutano chi deve fare la partita, e gli inglesi cominciano a cadere in preda ai crampi. Con i ritmi più bassi Pirlo diventa imprendibile, e colpisce una traversa che sta ancora tremando su punizione a ridosso del 90’. L'Italia non sbaglia quasi niente, non perde mai la palla e costringe Rooney e compagni a tirare d a lontano. Nei minuti finali gli inglesi, svuotati, non azzeccano manco più un cross. Per loro la sfida con l’Uruguay sa già di spareggio (anche se sono sembrati complessivamente più forti dei celesti di Tabarez). Per l’Italia una grande prova di squadra: su tutti l’esordiente Darmian, oltre al decisivo Balotelli. Da rivedere Paletta, apparso spesso più inguardabile della sua pettinatura. Gli Azzurri possono andare lontano.

  • Piero Vietti
  • Torinese, è al Foglio dal 2007. Prima di inventarsi e curare l’inserto settimanale sportivo ha scritto (e ancora scrive) un po’ di tutto e ha seguito lo sviluppo digitale del giornale. Parafrasando José Mourinho, pensa che chi sa solo di sport non sa niente di sport. Sposato, ha tre figli. Non ha scritto nemmeno un libro.