Tecnomontiani crescono, finanche nel partito dipietrista
Crescono, tra “montiani” e “tecnici”, i dissidenti riformisti nell’Italia dei valori. Sono in arrivo le dimissioni del deputato Renato Cambursano, unico del partito dipietrista ad avere votato la manovra. Ma c’è anche un tecnico come Sandro Trento, responsabile nazionale del dipartimento Economia e finanze del partito.
5 AGO 20

Crescono, tra “montiani” e “tecnici”, i dissidenti riformisti nell’Italia dei valori. Sono in arrivo le dimissioni del deputato Renato Cambursano, unico del partito dipietrista ad avere votato la manovra. Ma c’è anche un tecnico come Sandro Trento, responsabile nazionale del dipartimento Economia e finanze del partito. Nel suo blog ospitato sul sito del Fatto quotidiano, Trento non risparmia gli endorsement alla manovra montiana: “Il decreto salva Italia presentato dal presidente Monti ha innanzitutto il pregio di essere costruito su ipotesi serie e non su variabili ipotetiche: presunte entrate future, condoni o misure del tipo di quelle che Tremonti ci aveva abituato a trovare negli anni passati”, scriveva in un post del 10 dicembre intitolato “Una manovra drastica, ma seria”. Anche sull’Imu il parere è favorevole: “La manovra ripristina un’imposta sugli immobili che non sarà leggera.
Ma è giusto trasferire carico fiscale dai redditi e dalle imprese alle ‘cose’, cioè agli immobili innanzitutto”. Altri endorsement al governo: due giorni fa, dopo che Antonio Di Pietro aveva tuonato in Parlamento contro l’esecutivo dei poteri forti, Trento ha proseguito elogiando altre iniziative del governo, oltre alla riforma delle pensioni: “Importante l’attenzione per le regioni meridionali. Il ministro per la Coesione sociale investirà un miliardo di euro in edilizia scolastica, in infrastrutture di trasporto, nella banda larga nelle regioni del sud. Non è poco”.
Trento, classe 1962, dal 1990 al 2006 è stato al Servizio studi di Bankitalia. Poi, fino a settembre 2007, direttore del Centro studi di Confindustria. L’economista, che non ha mai militato in alcun partito, aveva tempo fa contribuito ad allestire un think tank, il Centro studi Folder – come cartellina in inglese, ma anche acronimo di “Forum liberal-democratico per l’economia e le riforme” – che, assistito da giovani laureati, puntava a una vasta produzione di dati, grafici e tabelle. Trento schiva le richieste del Foglio di approfondire la sua posizione in un partito con una linea di politica economica che di fatto non condivide. Ma anche nel recente passato le dissonanze erano note all’interno dei dipietristi: mentre l’Italia dei valori cavalcava il referendum contro l’apertura ai privati del servizio idrico, Trento sempre sul suo blog elogiava la liberalizzazione dei servizi pubblici locali, compreso quello dell’acqua.
Un’altra voce discordante e “montiana” – sicuramente il caso di dissenso più clamoroso – è invece quello di Cambursano, l’unico dell’Idv ad aver votato la fiducia alla manovra e poi ad aver presentato le sue dimissioni al partito (e, cosa più rara, anche alla Camera). Al Foglio Cambursano dice di essere in attesa delle decisioni dell’esecutivo del partito e che lui invece prenderà una decisione entro mercoledì, giovedì al massimo. “Ho già pronta la lettera di dimissioni per il presidente Fini”, dice il deputato, che definisce il suo voto “una scelta civile prima che politica”. Nel merito del provvedimento, che non trova perfetto ma “l’unica strada percorribile al momento”, Cambursano riconosce che ci sono anche elementi positivi, o che comunque lo sono diventati con i miglioramenti al testo degli ultimi giorni: “Le pensioni, per esempio.
Non c’è dubbio che dopo la riforma Dini così lontana negli anni l’abbandono del sistema retributivo fosse da effettuare, e anche in modo accelerato, come è stato fatto. Bene anche le misure sugli immobili all’estero, e l’indicizzazione delle pensioni fino a 1.400 euro”. Cambursano si dice poi favorevole al contratto unico del lavoro (“ho già presentato una proposta di legge come primo firmatario, sul modello di quella Ichino”) mentre sulle proposte del ministro del Welfare Elsa Fornero (che conosce, “da torinese”), è ottimista, anche se “bisognerà vedere nel merito”. Cambursano ha lavorato in Borsa in passato, ed è stato dirigente del Sanpaolo di Torino.