La proverbiale pacatezza di Alberto Bagnai

Andrea Marcenaro

Il senatore Alberto Bagnai è stato scelto come voce ufficiale della Lega sui temi economici. Riproduciamo qui alcuni esempi del suo modo di comunicare. “Possono sgozzargli il primogenito e stuprargli la figlia davanti agli occhi. Non capiranno. E’una religione”; “Veramente li ho pisciati perché pare che ci fosse Varufecchia”; “Alle merde esterofile. Ah, dimenticavo: da porci ignoranti traditori pisciapenne non sapete cosa c’è scritto!...”; “Mi proporrai come tue opinioni i contenuti defecati nella tua scatola cranica…Non capisci? Crepa, cazzo, e zitta pure!”. Bon. Il Corriere della Sera così presentava ieri la scelta di Salvini per Bagnai: “Ora toni più bassi”. Lo definiva più volte “pacato” e scevro dai rumori sguaiati insiti piuttosto nel linguaggio salvinista: “La pacatezza e la preparazione del professore saranno la miglior arma, sua e della Lega, in vista dei frangenti che il governo dovrà affrontare”. Auguri cordiali. Per parte nostra, ci sentiamo sollevati nel ribadire che al Corriere hanno la faccia come il culo. La prenderanno senz’altro come un’espressione graziosa in uso abitualmente al ballo delle debuttanti di Vienna.

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