La regola aurea di Giggino ’o populista

Andrea Marcenaro

Basta che ci mettiamo d’accordo, però. E il pullover delle isole Scalloway, e le sete di Como, e il tweed solo se tessuto nelle Ebridi, e la pashmina di capra chanthangi, e gli ombrelli purché di Smith&Sons, e la villa a Portofino alta, e il Patek Philippe per guardare l’ora, e la fava che vi strangoli, poi, per una volta che Giggino ’o populista bibbitaro si piega alla regola aurea dell’élite nel redigere la finanziaria: chi più spende meno spende, sempre stronzo resta?

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