Noa e il dramma della società liberale

7 LUG 19
Ultimo aggiornamento: 00:12 | 8 LUG 19
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In Olanda, la scorsa settimana, un’adolescente depressa è morta dopo aver richiesto l’eutanasia, e diversi giornali hanno riportato che la morte è avvenuta in una clinica che accetta richieste di suicidio da parte di persone con disordini mentali”, ha scritto Ross Douthat sul New York Times. “Questa storia si è rivelato falsa. Infatti, l’adolescente si è uccisa in casa, inducendosi alla fame mentre i genitori e i medici offrivano cure palliative. A quel punto l’attenzione mediatica si è spostata sul problema del sensazionalismo e delle fake news motivate dall’ideologia. La narrazione iniziale, effettivamente, era una questione di giornalismo di bassa qualità. Al contrario di quanto suggerito, però, gli avvenimenti rimangono scioccanti anche dopo aver preso in considerazione i fatti reali. Rimane scioccante che i genitori e i medici di una giovane donna rinuncino a curarla, a diciassette anni d’età, e lascino che si uccida. Rimane scioccante che i paesi occidentali stiano normalizzando l’eutanasia per disordini mentali di adulti altrimenti sani. Ma tu, lettore, sei scioccato o semplicemente impensierito? Se Viktor Orbán spinge un’università a lasciare l’Ungheria, è la Crisi dell’Ordine Liberale. Se le persone depresse vengono sottoposte a eutanasia in Olanda è solo… preoccupante, e l’unico grido allo scandalo proviene dalla destra religiosa. Questo problema, la possibilità che il liberalismo possa, attraverso l’applicazione dei propri princìpi, portare a qualcosa di profondamente malvagio, si lega a un dibattito in un certo senso scioccante avvenuto tra gli opinionisti, sulla possibilità che il conservatorismo americano stia diventando ‘post liberale’ e che la destra post Trump possa lasciarsi la liberal-democrazia alle spalle. Molte di queste discussioni sono esagerate. A destra come a sinistra, però, è diventato più facile immaginarsi modi in cui l’ordine liberale può meritarsi di finire, perché le sue mancanze si sono generate da sé, al suo interno. Il liberalismo non è mai stato efficace quanto si pensa a risolvere le proprie crisi. Il peggiore dei mali americani, la schiavitù, fu sconfitta da un presidente autoritario durante una guerra civile, non dal proceduralismo e dal dibattito costituzionale. La crisi degli anni Trenta è finita bene, per il liberalismo, perché un imperialista reazionario si oppose ad Adolf Hitler e un bolscevico rivoluzionario lo sconfisse in battaglia. La pace liberale che ne è seguita, forse, dipese più dalla paura della bomba atomica. Tutto questo suggerisce che forse, un giorno, potrebbe davvero servirci una politica post liberale: per salvare la civiltà liberale dalla distopia o dalla catastrofe. I post liberalismi disponibili al momento non sono seri quanto i loro sostenitori sperano o i loro detrattori temono. Ma se non riuscite a immaginarvi come post-liberali, di destra o di sinistra – conclude Douthat – non siete seri nemmeno voi.”