Dove si baciano Ionio e Tirreno
Avviluppata del manto di costumatezza e segreto, Luna accoglieva a sé i venti per farne fragranza nell’attesa di Lupo

Lo stretto di Messina (foto via Wikimedia Commons)
Luna, ieri, s’attardava nella sua passeggiata del tramonto lungo le coste dello Ionio. Ma nel momento esatto in cui andava a riposare il Sole, Luna – indossando il velo del venerdì – sentiva arrivare sui sandali l’onda irrequieta. Faceva capolino sui passi di Luna per poi andarsene a riposare sul verde prato del mare, l’onda, e da lì – proprio di fronte a Messina – scioglieva a se stessa i legami delle parole e della voce così da accendere il brillio di dodici cavallucci dalle squame rosse e blu, lanciati al trotto sul largo dorso dello Stretto. Luna faceva sosta al Pilone, dove si baciano Ionio e Tirreno, e avviluppata da capo a piedi del manto di costumatezza e segreto, accoglieva a sé i venti viventi e presenti giunti dai contrafforti dei Peloritani per farne fragranza di da spargere nell’attesa di Lupo giunto infine – con l’ardire degli ebbri – per cogliere il bacio. Innanzi al mare chiamato a testimonio. E così anche innanzi all’onda chiamata a testimoniare, e innanzi – infine – ai cavallucci dalle squame rosse e blu.