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Imprese: Forum Bioplastiche, criticità e opportunità per il comparto

(Adnkronos) - Dopo oltre un decennio di crescita, la filiera italiana delle bioplastiche compostabili si trova di fronte a un passaggio cruciale della propria evoluzione. Per continuare a creare valore non sarà sufficiente affrontare la crescente concorrenza internazionale giocando in difesa: servirà ripensare il modello di business, investire maggiormente nell'innovazione e rafforzare l'integrazione con le filiere più dinamiche del Made in Italy. È quanto emerge dall'indagine realizzata da Sda Bocconi School of Management tra produttori e trasformatori italiani del comparto e presentata oggi durante il 3° Forum delle Bioplastiche Compostabili organizzato da Assobioplastiche e dal Consorzio Biorepack all'Auditorium Conciliazione di Roma. 

"La ricerca evidenzia una fase di maturazione del comparto - osserva Francesco Bertolini, docente di Sostenibilità alla Sda Bocconi School of Management - La pressione competitiva proveniente dall'Asia è certamente un fattore rilevante, ma il vero nodo riguarda il posizionamento strategico della filiera. Se le bioplastiche compostabili continuano a essere percepite come semplici commodity, sarà molto difficile competere con economie che operano su scala e con costi inferiori. La prospettiva più promettente consiste invece nel valorizzarle come componenti di servizi ecosistemici e integrarle sempre di più con settori ad alto valore aggiunto come alimentare, cosmetica e farmaceutica, dove sostenibilità, innovazione e qualità rappresentano elementi distintivi". 

La trasformazione è resa ancora più necessaria dall'evoluzione del contesto internazionale. Nel caso delle plastiche biobased, ad esempio, i volumi prodotti in Cina sono triplicati in appena tre anni, passando da 0,8 a 2,5 milioni di tonnellate, con una previsione di ulteriore crescita nel prossimo decennio. Una dinamica che rende sempre più difficile competere esclusivamente sul terreno dei prezzi. I numeri elaborati da Plastic Consult mostrano inoltre come il 2025 abbia rappresentato una fase di consolidamento dopo anni di crescita continua. La filiera italiana delle bioplastiche compostabili conta oggi 252 aziende, 2.838 addetti dedicati, 119.100 tonnellate di manufatti prodotti e un fatturato complessivo di 656 milioni di euro. Rispetto al 2024 si registrano una diminuzione del numero di imprese (-9,4%), dell'occupazione (-2,6%), del fatturato (-6,8%) e dei volumi produttivi (-2%). 

In questo scenario, l'innovazione appare destinata a svolgere un ruolo decisivo. Eppure uno degli aspetti più significativi emersi dall'indagine Sda Bocconi riguarda proprio la limitata centralità attribuita allo sviluppo di nuovi prodotti e applicazioni: soltanto una quota ridotta degli operatori (7%) considera oggi l'innovazione di prodotto una priorità assoluta. Un segnale che evidenzia l'esistenza di ampi margini di miglioramento in un mercato dove differenziazione tecnologica, nuove funzionalità e integrazione con altri comparti produttivi possono rappresentare fattori competitivi decisivi. 

Gli investimenti in ricerca restano infatti fondamentali per migliorare ulteriormente termoresistenza, proprietà meccaniche e ottiche, caratteristiche barriera e processabilità dei manufatti, mantenendo al tempo stesso sostenibilità ambientale e competitività economica. L'innovazione rappresenta inoltre il modo migliore per valorizzare una delle caratteristiche distintive delle bioplastiche compostabili: la loro capacità di inserirsi all'interno di un sistema integrato di gestione della frazione organica. Come ricordato da Fabrizio Adani, docente di Chimica e Pedologia agraria e forestale dell'Università degli Studi di Milano, questi materiali possono contribuire a ridurre l'accumulo di microplastiche nell'ambiente e, se correttamente raccolti e trattati attraverso digestione anaerobica e compostaggio, diventano parte di un modello circolare capace di produrre compost e biometano, restituendo valore al suolo e contribuendo alla decarbonizzazione. 

Proprio su questo fronte, il sistema italiano mostra risultati particolarmente significativi. Il modello di responsabilità estesa del produttore sviluppato da Biorepack continua infatti a rafforzare la raccolta differenziata della frazione organica e la valorizzazione a fine vita degli imballaggi compostabili. I dati contenuti nella Relazione di Gestione e Piano Specifico di Prevenzione 2025 del Consorzio indicano che il tasso provvisorio di riciclo degli imballaggi in bioplastica compostabile ha registrato il 52,5%, superando gli obiettivi europei. Parallelamente, i convenzionamenti con Comuni ed enti gestori della raccolta differenziata sfiorano l'80%, mentre la popolazione servita supera il 90%. 

"Il Forum di oggi conferma che la filiera italiana delle bioplastiche compostabili possiede competenze, tecnologie e capacità innovative che rappresentano un patrimonio strategico per il Paese - commenta il neopresidente di Biorepack, Armido Marana - La sfida dei prossimi anni sarà trasformare queste competenze in un vantaggio competitivo sempre più distintivo, rafforzando il legame con le eccellenze del Made in Italy e valorizzando il contributo che le bioplastiche compostabili possono offrire alla transizione ecologica, all'economia circolare e alla competitività delle nostre imprese". 

Proprio per valorizzare le migliori pratiche sviluppate dagli operatori della filiera, durante il Forum Biorepack e Sda Bocconi hanno conferito un Attestato di Merito a tre aziende distintesi per il contributo offerto alla sostenibilità e all'innovazione del comparto: la siciliana Agriplast, per la misurazione dei benefici ambientali generati dall'innovazione; l'umbra Polycart, per la sperimentazione di nuove applicazioni e prodotti compostabili; e la pugliese Progeva, per il ruolo svolto nella promozione del riciclo organico attraverso la produzione di compost e biometano. 

18 giu 2026

Messi, il comunicato della famiglia su papà Jorge: "Sotto osservazione, rispettate privacy"

(Adnkronos) - "La famiglia Messi comunica che Jorge sta affrontando un problema di salute. Attualmente è sotto osservazione medica, si sta riprendendo e le sue condizioni stanno migliorando positivamente. Alla luce delle versioni, delle voci e delle speculazioni circolate nelle ultime ore, la famiglia desidera esprimere il proprio profondo disappunto per la mancanza di sensibilità, rispetto e scrupoli con cui alcune persone hanno trattato una questione strettamente privata e familiare". Oggi, giovedì 18 giugno, la famiglia di Leo Messi ha chiarito con un comunicato la situazione di suo padre, Jorge. Il papà della Pulce sta vivendo un momento difficile per alcuni problemi di salute, che hanno reso difficile anche l'avvicinamento del fuoriclasse argentino ai Mondiali. È questo il motivo per cui Messi è scoppiato in lacrime durante la partita d'esordio contro l'Algeria, sigillata con una tripletta. 

Il comunicato continua così: "La famiglia desidera chiarire che solo i familiari più stretti hanno informazioni affidabili sulle condizioni di Jorge. Pertanto, qualsiasi informazione che non provenga dalla famiglia stessa e dai suoi canali ufficiali non deve essere considerata vera. Chiediamo responsabilità e umanità".  

E ancora: "La salute di una persona e la serenità dei suoi cari non dovrebbero essere oggetto di speculazioni o di un irresponsabile interesse mediatico. Apprezziamo sinceramente le manifestazioni di affetto, rispetto e preoccupazione ricevute e chiediamo che la privacy, la riservatezza e l'intimità di Jorge e di tutta la sua famiglia siano preservate durante questo periodo".  

La questione è stata spiegata nel dettaglio dall'emittente argentina Radio Mitre: "La questione - ha spiegato il giornalista Eduardo Feinmann - riguarda suo padre, che non gode di buona salute già da un po'. Questa settimana si sono verificate alcune situazioni che hanno leggermente peggiorato le condizioni di Jorge e Messi sta vivendo un conflitto interiore". 

18 giu 2026

Pa, Fiori (Inail): "Dobbiamo governare e anticipare il cambiamento, non subirlo"

(Adnkronos) - "Siamo di fronte a un cambiamento epocale, probabilmente secondo soltanto alla rivoluzione industriale”. Lo ha affermato, da Napoli, il direttore generale dell’Inail, Marcello Fiori, a margine del convegno “Governare il cambiamento - Leadership e innovazione”, primo appuntamento di un ciclo formativo rivolto ai dirigenti di seconda fascia dell’Istituto. “Stiamo vivendo una trasformazione tecnologica, una trasformazione ecologica e una trasformazione sociale del mondo del lavoro e anche del sistema di welfare italiano”, ha spiegato Fiori, sottolineando la necessità che “l’Inail torni a essere protagonista all’interno di questi cambiamenti”. 

“È fondamentale che la nostra classe dirigente sia protagonista del cambiamento e il percorso avviato con l’iniziativa di Napoli punta a rafforzare le competenze manageriali e la capacità di confrontarsi con esperienze e visioni diverse. Dobbiamo confrontarci e non avere paura di queste sfide, non dobbiamo avere l’ansia del cambiamento”, ha aggiunto Fiori. “L’obiettivo è governare il cambiamento, essere protagonisti e interpretare i nuovi bisogni e le nuove esigenze del mondo del lavoro, dei cittadini e delle imprese”. 

Secondo il direttore generale Inail “la trasformazione del lavoro porterà con sé anche nuovi rischi. Dobbiamo prevenirli, perché l’economia della prevenzione deve diventare il nostro principale obiettivo. Possiamo farlo soltanto se comprendiamo dove sta andando la società e quale ruolo può giocare l’Inail nel sistema delle pubbliche amministrazioni italiane”. 

 

“Anche noi siamo dentro questo cambiamento perché siamo una Pubblica amministrazione. Dobbiamo avere il coraggio, la lungimiranza e la determinazione per governare e anticipare il cambiamento invece che subirlo”, ha sottolineato. “Quando si è dentro una rivoluzione, a volte non si riescono neppure a vedere i confini del cambiamento. Per questo dobbiamo essere bravi a immaginare gli scenari futuri, a medio e lungo termine, perché le nostre politiche assicurative e sociali di protezione del mondo del lavoro hanno una prospettiva di almeno vent’anni”, ha proseguito Fiori. “Questa è la vera sfida, da affrontare attraverso la lettura dei dati e l’utilizzo dell’intelligenza artificiale”. 

Il direttore generale ha richiamato anche gli effetti dell’invecchiamento della popolazione e dell’innalzamento dell’età pensionabile. “Avremo al lavoro persone che prima magari erano già a riposo e questo significa nuove fragilità e nuovi rischi”, ha osservato. Tra le trasformazioni in atto, Fiori ha citato anche la rivoluzione della logistica e l’emergere di nuove categorie da tutelare. “Sono cambiamenti epocali che richiedono nuove protezioni”, ha detto, ricordando l’estensione della copertura assicurativa ai rider e agli studenti. “Prima nove milioni di studenti non erano considerati soggetti a rischio. Oggi siamo in grado di garantire tutela della salute e prevenzione degli infortuni anche al mondo della scuola”. 

“Anche l’emersione delle malattie professionali non deve essere vista come un problema, ma come il riconoscimento di diritti che in passato venivano negati”, ha aggiunto. “La prevenzione è un bene per tutta la società, perché significa poter lavorare più a lungo, ma in salute”. “Uno dei lavori che stiamo tentando di fare è riscoprire la nostra identità. L’Inail ha una storia straordinaria e ha sempre accompagnato la crescita del sistema produttivo italiano”, ha concluso Fiori. “La nostra scommessa è non mettere in contraddizione la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori con la crescita economica. La sicurezza non è un costo, ma un investimento e un fattore di sviluppo per il Paese”. 

18 giu 2026

Centrosinistra, Schlein allarga la foto: "Renzi? Mai messo veti"

(Adnkronos) - "Mai messo veti. Il programma lo scriveremo tutti insieme da settembre". Tocca ad Elly Schlein placare i malumori, più o meno espliciti, degli esclusi dal selfie a 4 con Giuseppe Conte e i leader Avs, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni. La 'testardamente unitaria' segretaria del Pd ha fatto un mantra dello stop ai veti in questi anni. Oggi, intervendo in tv, ha tenuto a ribadire la linea. A scanso di equivoci. "L'alleanza progressista è già più larga" rispetto alla foto del pranzo tra i leader Pd, M5S a Avs, dice Schlein. "L'abbiamo costruita nei tanti comuni e nelle tante regioni dove ci siamo candidati insieme, abbiamo vinto insieme e governiamo insieme senza avere un problema. Quindi l'alleanza progressista è già più larga". 

Schlein spiega di aver avvertito Matteo Renzi prima che uscisse la foto sui social. Anche Riccardo Magi era stato chiamato dalla segretaria Pd. "Ero stato informato", riferisce il leader di Più Europa. Dice Schlein: "Renzi lo sa che io sono unitaria e continuerò ad esserlo. Non perché ce lo chiede il medico, ma perché ce lo chiede la nostra gente che vuole un'alternativa ad un governo che non ha fatto nulla. Io non ho mai messo veti su nessuno". Quindi il programma si scriverà tutti insieme? "Tutti sappiamo che il programma lo faremo insieme a tutta l'alleanza a partire da settembre". Detto questo, sottolinea, "non vuol dire che prima staremo fermi perché non partiamo da zero", è normale che "le principali forze di opposizione, che lavorano già insieme su tanti temi da molti anni, facciano anche delle iniziative". A partire delle due piazze l'8 e il 15 luglio in una città del Nord e una del Sud.  

Pure Avs getta acqua sul fuoco. Dice Fratoianni: sulla foto è partita una "surreale discussione su chi manca. Abbiamo ribadito che è del tutto evidente che ci saranno anche altre fasi, che ci sarà un allargamento della coalizione, che non ci sono veti, che discuteremo la scrittura definitiva del programma e che non la facciamo con quella foto", ha spiegato l'esponente di Avs. Con Pd e M5S c'è "una convergenza" ma nessuno la ritiene "autosufficiente". Interviene anche Bonelli: "Trovo veramente incredibile che si sia aperta una discussione sulla foto che ritrae insieme Conte, Schlein, Fratoianni e il sottoscritto . Evidentemente siamo sulla strada giusta, se dà fastidio a qualcuno il fatto che tre forze importanti del Paese, che da sole hanno il 41-42% di consensi, abbiano cominciato a parlarsi su come costruire un programma. Non c'è nessuna preclusione per un centro, ma aspettiamo che facciano una sintesi tra le cinque forze che ci sono nel Paese".  

 

La sintesi della galassia centrista però è tutta ancora da concretizzare tra Casa Riformista di Renzi, i civici di Alessandro Onorato, Più Uno di Ernesto Ruffini, Primavera di Vincenzo Spadafora e poi c'è anche Più Europa. Magi, da parte sua, spiega che è al lavoro ad unire. "Sto lavorando" a una casa unica ''per coordinare tutte le realtà diverse di quest'area -dice ad HuffPost- così da presentare una proposta comune nel centrosinistra, Matteo Renzi compreso". Mai più l'errore del 2022, dice Magi avvertendo anche chi in Più Europa ha tentazione terzopoliste. 

"Il Terzo polo aiuta solo Meloni a rivincere: ripeterebbe lo stesso errore del 2022. Consentirebbe a qualcuno di ammirare allo specchio la propria purezza politica, ma non darebbe un contributo al Paese. Ben più sfidante è lavorare al Primo polo, quello di governo, affinché sia un polo europeista, liberal democratico. Non diamo nulla per scontato, ma a settembre ne discuteremo con Schlein e gli altri. Rispetto a chi si considera più figo degli altri, noi preferiamo sporcarci le mani politicamente, lottando nel fronte progressita per rendere maggioritari i nostri punti cardine. Lo impone la posta in gioco".  

Intanto domani Schlein, Conte e Fratoianni si ritroveranno ancora insieme per 125 anni della Fiom, il sindacato dei metalmeccanici della Cgil, a Bologna. Mentre oggi la segretaria dem ha partecipato a Bruxelles al pre-vertice dei Socialisti e Democratici in vista del Consiglio Europeo e ha avuto anche un faccia a faccia con Ursula Von der Leyen e con Antonio Costa. Con la presidente della commissione Ue, Schlein ha spinto per proseguire nella strada degli investimenti comuni e sulla necessità del superamento del voto all'uninamità. Sullo sfondo ci sono le tensioni nella maggioranza Ursula dopo il voto del Ppe con la destra sul nuovo regolamento rimpatri. "Non è accettabile che vi siano più maggioranze dentro il Parlamento Europeo, non è accettabile che i Popolari inseguano l'estrema destra". Conseguenze sull'assetto in Ue? "Come dico da tempo, i nostri voti non sono mai da dare per scontati", argomenta Schlein.  

Martedì invece è convocata la Direzione dem alle 13. "Un tempo prima si discuteva e poi si prendevano decisioni, qui invece ci si riunisce quando le foto sono già sui social...", si commenta nella minoranza Pd. I riformisti non intendono comunque alimentare tensioni, "tantomeno in questa fase". Del resto oggi Schlein ha già indirettamente risposto a Lorenzo Guerini. L’importante, ha detto il presidente del Copasir, "è che la prospettiva sia arrivare a un’alleanza larga" e che il programma non prescinda "dal confronto tra tutti i soggetti che comporranno la coalizione". Schlein ha rassicurato su entrambi i fronti.  

 

 

18 giu 2026

Pa, Zangrillo: "Non dobbiamo temere il cambiamento, ma coglierne le opportunità"

(Adnkronos) - “Stiamo vivendo una fase, un’epoca molto complessa e noi dobbiamo essere capaci di stare vicini alle nostre comunità e ai nostri territori. La Pubblica amministrazione ha un ruolo molto rilevante e ha come missione quella di garantire servizi alle persone. Dobbiamo essere capaci di comprendere i cambiamenti in atto nel contesto nel quale siamo immersi e attrezzarci dal punto di vista delle competenze e delle capacità per cogliere tutto quello che di buono c’è in questi cambiamenti”. Lo ha affermato il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, a Napoli, a margine del convegno Inail “Governare il cambiamento - Leadership e innovazione”. 

“È un’epoca difficile, però è anche un’epoca di trasformazioni che si possono tradurre in fatti molto positivi e di grande potenzialità. Le nuove tecnologie, la digitalizzazione e l’intelligenza artificiale possono aiutarci moltissimo a rendere i servizi ai cittadini più efficienti, più chiari e più vicini alle loro aspettative”. Per Zangrillo, tutto questo richiede un forte investimento sulle persone. “Dobbiamo formare le nostre persone, seguirle e ascoltare i territori”, ha sottolineato. “Ascoltare i territori significa essere capaci di dialogare con il sistema delle imprese e con i cittadini, perché le soluzioni ai loro problemi nascono anche da un autentico confronto”. 

Ampio spazio, quindi, al tema della valorizzazione del capitale umano. “La mia preoccupazione professionale è che ciascuno possa dare qualcosa per arrivare al risultato. La Pubblica amministrazione italiana è il più grande datore di lavoro del Paese, con 3,4 milioni di persone. La prima preoccupazione del ministro deve essere quella di far sentire ciascuno dei dipendenti pubblici utile alla causa”, ha sottolineato. “Quando si parla di motivazione e di mettere le persone al centro io non ho in mente soltanto i dirigenti, ma tutti i dipendenti della Pubblica amministrazione, da chi svolge la mansione più umile a chi ha la responsabilità più elevata”. 

 

Sul tema dei rinnovi contrattuali, Zangrillo ha rivendicato il cambio di passo impresso dal Governo. “Abbiamo dato continuità ai rinnovi e siamo stati capaci di realizzarli in modo puntuale. Abbiamo chiuso la tornata 2022-2024 e avviato quella 2025-2027 già nel primo anno di riferimento. Questo non era mai successo nella Pubblica amministrazione italiana”, ha osservato, definendo il risultato “un ulteriore segnale di attenzione verso le nostre persone”. 

“Il salario e la possibilità di riconoscere una retribuzione giusta sono elementi che concorrono alla motivazione delle persone”, ha aggiunto. Guardando al disegno di legge sul merito, il ministro ha spiegato che i cittadini “si dovranno aspettare una Pubblica amministrazione capace di premiare le persone migliori, di individuare i talenti e di migliorare la propria performance”. “Premiare i migliori e andare in soccorso di chi è più in difficoltà accresce il valore complessivo della Pubblica amministrazione”, ha detto. 

“Io non posso più accettare una Pubblica amministrazione dove il dipendente bravo viene gestito allo stesso modo del dipendente cattivo. In una situazione del genere non migliora chi è in difficoltà, ma si stufa chi lavora bene”, ha rimarcato. “Il disegno di legge sul merito vuole introdurre strumenti che consentano ai dirigenti di misurare le performance delle persone e di intervenire con premi quando lo meritano o di supportarle quando hanno bisogno di essere aiutate”, ha concluso il ministro. 

18 giu 2026

Chi è Tori Penso, arbitra di Repubblica Ceca-Sudafrica ai Mondiali

18 giu 2026

Infrastrutture, Cozzoli: (Ads): "Droni e Ia per infrastrutture più sicure e intelligenti"

18 giu 2026

Monte Bianco, Autostrade dello Stato con Sitmb avvia monitoraggio con droni e Ai

(Adnkronos) - Droni in volo sulle pareti del Monte Bianco, immagini ad alta risoluzione elaborate in tempo reale dall’intelligenza artificiale e una piattaforma digitale capace di trasformare i dati in strumenti concreti per la prevenzione. È questo il focus della dimostrazione operativa di Autostrade dello Stato in collaborazione con Sitmb – Società Italiana per Azioni per il Traforo del Monte Bianco per sperimentare sul campo nuove tecnologie dedicate al monitoraggio e alla sicurezza delle infrastrutture. Nel corso dell’evento, svolto presso la Sala Verticale della stazione Pavillon delle Funivie SkyWay a 2.173 metri di altitudine, sono state effettuate attività dimostrative sulle aree a protezione del Traforo del Monte Bianco, con l’impiego di droni per il rilievo di pareti rocciose, reti paramassi presenti lungo i versanti.  

I dati acquisiti sono stati elaborati attraverso algoritmi di intelligenza artificiale in grado di supportare il monitoraggio delle infrastrutture, individuare eventuali variazioni delle condizioni del territorio e fornire agli operatori informazioni aggiornate per la pianificazione degli interventi. L’iniziativa si inserisce nel più ampio percorso di innovazione delle infrastrutture avviato da Autostrade dello Stato – in collaborazione con Polo Strategico Nazionale - attraverso Strive, la piattaforma dedicata allo sviluppo e alla sperimentazione di progetti innovativi per la gestione delle infrastrutture autostradali. L’obiettivo è rendere la rete sempre più sicura, resiliente e intelligente grazie all’integrazione di sensori, droni, sistemi di rilievo digitale e analisi dei dati in tempo reale.  

La sperimentazione, conclusa con successo, ha evidenziato come l’impiego combinato di rilievi aerei, tecnologie digitali e intelligenza artificiale consenta controlli più rapidi e accurati anche nelle aree più difficilmente accessibili, rafforzando la capacità di prevenzione e migliorando la gestione delle emergenze. Un modello tecnologico scalabile, pensato per essere esteso non solo agli scenari montani ma anche a ponti, viadotti, gallerie e altre opere strategiche presenti sul territorio nazionale. All’evento hanno partecipato, tra gli altri, Massimo Rey, assessore con delega alla viabilità, manutenzione, patrimonio e protezione civile di Courmayeur, l’Ing. Riccardo Rigacci, Direttore Gerente del Tmb-Geie e una delegazione del Politecnico di Torino. 

 

La sperimentazione realizzata oggi sul Monte Bianco, sottolinea Vito Cozzoli, Amministratore Delegato di Autostrade dello Stato, "rappresenta un esempio concreto di come l'innovazione possa contribuire ad accrescere la sicurezza delle infrastrutture. L'integrazione tra nuove tecnologie IA e competenze specialistiche consente di sviluppare strumenti sempre più efficaci a supporto della prevenzione, della manutenzione e della gestione delle opere. È attraverso iniziative come questa che Autostrade dello Stato intende promuovere un modello infrastrutturale più moderno, scalabile, affidabile e capace di rispondere alle sfide del futuro".  

“Questa iniziativa - sottolinea Mirko Nanni, Amministratore delegato di Sitmb – è il frutto dell’efficace collaborazione con Autostrade dello Stato. La sinergia nell’ambito della compagine azionaria della Società italiana per il Traforo del Monte Bianco è infatti fondata su una visione condivisa dello sviluppo infrastrutturale, capace di tradursi in cooperazione operativa. Per Sitmb la sicurezza resta una priorità assoluta, anche nella sua dimensione tecnologica, attraverso la sperimentazione e l’adozione di soluzioni innovative a supporto del monitoraggio, della prevenzione dei rischi e della tutela del territorio”. 

18 giu 2026

Maturità 2026, la traccia più scelta nella prima prova è il brano di Mario Calabresi

(Adnkronos) - La traccia più scelta dagli studenti nella prima prova scritta dell’esame di maturità 2026 è quella relativa al brano tratto dal libro di Mario Calabresi 'Alzarsi all’alba', svolta dal 23,2% dei maturandi. Il brano era la seconda proposta nell’ambito della 'Tipologia C - Riflessione critica di carattere espositivo-argomentativo su tematiche di attualità'. Come riferisce il ministero dell'Istruzione, la seconda traccia più gettonata è stata la terza proposta della 'Tipologia B - Analisi e produzione di un testo argomentativo': il brano tratto dal saggio di Frank Furedi 'I confini contano. Perché l’umanità deve riscoprire l’arte di tracciare frontiere', scelta dal 20,7%. 

Il 19% si è orientato verso la prima proposta della Tipologia C, il brano tratto dall’articolo 'Funziona a meraviglia' della giornalista Wenke Husmann. Due tracce sono state scelte, a pari merito, dal 12,7% dei maturandi: la seconda proposta della 'Tipologia A - Analisi e interpretazione di un testo letterario italiano', relativa all’opera 'I piaceri' di Vitaliano Brancati, e la prima traccia della Tipologia B, dedicata al discorso di insediamento del presidente Giuseppe Saragat all’Assemblea Costituente. Il 6,5% degli studenti ha optato per la seconda proposta della Tipologia B, basata sul brano tratto dal libro di Piero Bianucci 'Te lo dico con parole tue. La scienza di scrivere per farsi capire'. 

La poesia di Cesare Pavese 'Passerò per Piazza di Spagna', prima traccia della Tipologia A, è stata scelta dal 5,3% dei maturandi. La traccia dedicata al brano di Wenke Husmann è stata la più scelta nei Licei (20,1%), quella relativa al brano di Mario Calabresi la più scelta nei Tecnici (30,9%) e nei Professionali (37,6%). I dati derivano da un’indagine campionaria rappresentativa a livello nazionale. 

18 giu 2026

Natalità, Rivolta (Artsana): "Impegno a portare successo di Generazione G a livello istituzionale”

(Adnkronos) - “L’iniziativa nasce nel 2023 in occasione del sessantesimo anniversario di Prenatal, insieme a Toys Center, con l’idea di superare un approccio puramente assistenzialista al tema della denatalità. L’obiettivo non era solo ‘sostenere le famiglie’, ma creare una rete generativa capace di incidere sulle condizioni che rendono difficile diventare genitori”. Lo ha detto Alberto Rivolta, amministratore delegato Gruppo Artsana, al dibattito ‘La demografia cambia la società’, organizzato oggi da Adnkronos, a Palazzo dell’Informazione a Roma, descrivendo il progetto ‘Generazione G’ che “si struttura come una rete nazionale di supporto a famiglie fragili”, costruita attraverso punti vendita e partnership sociali, con un coinvolgimento di soggetti del terzo settore e dell’associazionismo. “In due anni - aggiunge - sono stati raccolti oltre 1 milione di euro e sono state seguite più di 570 famiglie, con la nascita di circa 130 bambini direttamente intercettati o sostenuti dal programma”. 

Un elemento centrale è la volontà di misurare l’impatto del progetto. “In collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma - continua Rivolta - è stato costruito un indicatore di ritorno sociale dell’investiment, che stima circa 3,2 euro di beneficio sociale ed economico per ogni euro investito. Il messaggio chiave che ne deriva è lo spostamento della narrazione da ‘costo della natalità’ a ‘investimento sociale’. Si tratta - sottolinea - di un’iniziativa di ‘welfare preventivo e relazionale’. Non è solo un sostegno economico o materiale, ma comporta l’attivazione di una rete di tutor e supporto psicologico, sociale ed educativo per i neogenitori, con l’obiettivo di intervenire prima che la fragilità diventi esclusione o rinuncia alla genitorialità”.  

L’impegno è “di analizzare e studiare come portare i successi che abbiamo registrato in questi progetti aziendali a livello nazionale e portarli nelle interlocuzioni con le istituzioni pubbliche - afferma Rivolta - Non c’è dubbio che la collaborazione tra privato, pubblico e aziende del terzo settore sia un prerequisito fondamentale per poter veramente generare un impatto significativo sulla natalità”. 

18 giu 2026

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