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Mauro Corona a Verissimo: "Sono un traditore e un violento, non cerco il perdono"

(Adnkronos) - "Io non mi piaccio, non mi sono mai piaciuto". Mauro Corona si confessa a Verissimo, condotto da Silvia Toffanin su Canale 5, in un'intervista a cuore aperto. Lo scrittore e scultore si commuove fino alle lacrime quando sullo schermo scorrono le immagini di Ferruccio, l'amico del cuore recentemente scomparso. A 76 anni, Corona traccia un bilancio della propria vita senza fare sconti. 

"Sono possessivo, geloso, violento a livello verbale, sono un traditore. Sono tutto quello che siamo tutti, non mi sopportavo più e avendo una certa età ho voluto rivelare chi sono. E l'ho fatto con un libro in cui ho fatto parlare mio fratello", morto giovanissimo in circostanze tragiche.  

Mio fratello aveva quasi 17 anni, aveva lasciato casa per andare a lavorare. E' morto annegato in una piscina, ma aveva un taglio in testa probabilmente in una rissa. C'erano una decina di ragazzi, penso sia stato colpito con una bottiglia ed è caduto svenuto in piscina. Nessuno ci ha detto cosa sia successo e oggi non voglio nemmeno più saperlo. Se n'era andato da casa dove la situazione era terribile: mio padre era violento, ci legava al palo per 6-7 ore se sbagliavamo a mungere una capra. Mio padre aveva due occhi potenti, terribili. Io sopportavo, mio fratello aveva paura. Mio padre ha provato anche a darmi una coltellata, mi ha ferito alle dita", racconta. 

"Mio fratello ha detto basta, è andato via per lavorare. Faccio dire a lui chi sono e mio fratello mi ha fatto a pezzi. Non cerco il perdono degli altri, cerco il perdono di me stesso. Io so perdonare, non ho bisogno di quello degli altri", aggiunge.  

20 set 2026

Roma, donna accoltellata. Malore per l'aggressore, avrebbe tentato un gesto estremo

20 set 2026

Salvini a Pontida: "Non voglio divisioni, facciamo congresso straordinario Lega a ottobre"

(Adnkronos) - "Domani convocherò il consiglio federale della Lega a Milano e proporrò nel mese di ottobre di convocare un congresso straordinario della Lega per decidere insieme, ma poi rilanciare uniti e compatti". Ad annunciarlo a sorpresa il segretario Matteo Salvini dal palco di Pontida. E rivolgendosi ai militanti ha detto: "Non meritate che ci siano divisioni, non voglio divisioni, voglio unità, serenità, determinazioni, idee chiare e compattezza". 

"Torno al congresso per chiedere se ho la fiducia della mia famiglia e lo chiederò alzata di mano per alta di mano", ha chiarito, dicendosi "pronto a offrire la mia vita per i miei figli e per voi. Se ho la vostra fiducia e il vostro sostegno, continuerò a mettere la mia passione per una Lega forte, unita e vincente". Dopo il congresso, però , ha avvertito, "la prima voce fuori posto che non fa un torto a Matteo Salvini, ma danneggia il lavoro di decine di migliaia di militanti in tutta Italia, dovrà spiegare perché continua a fare regali alla sinistra". 

Salvini è stato accolto da un'ovazione sul palco di Pontida. Oltre 5 minuti di applausi per il segretario della Lega, con la folla che gridava "Matteo, Matteo". Lui, con addosso una t-shirt bianca, ha risposto mettendosi la mano sul cuore e con un gesto di gratitudine, indicando le persone che lo applaudono dal pratone. Si è levato poi il coro "c'è solo un capitano". "Grazie, è già difficile parlare, me lo rendete ancor più complicato. Grazie dal profondo del cuore, ma non vorrei farvi fare troppo tardi", ha detto lui, prima di iniziare il suo intervento. 

"Si vince uniti e la Lega è e sarà più unita che mai", ha affermato aprendo il suo intervento con un attacco ai giornali e ha ricordato che "la Lega non ha padroni e non è in vendita". "C'è qua qualche giornalista a inventare e screditare", scrivono che "il pratone è vuoto, che Pontida è vuota. Guardate come è vuota Pontida e fatevi sentire da questi servi di regime che odiano la libertà", ha incitato la folla . Il riferimento, esplicitato dal vicepremier, era a un articolo sul sito del Foglio. 

"In questo articolo ancor più surreale viene usata una parola per definire voi: 'mercenari'". E poi, rivolgendosi a "questi servi di un regime destinato a morire", Salvini ha intimato: "Sciacquatevi la bocca quando parlate della Lega di Pontida, quando parlate di libertà, di un terreno sacro che ci sarà sicuramente molto più a lungo delle vostre testate che rispondono al padrone di turno. Non dovete avere paura se scrivete queste infamie, perchè il popolo di Pontida è pacifico, ma fossi in voi proverei tanta vergogna". E dalla folla si è alzato il grido "vergogna, vergogna". 

"Se questo poco spazio che ci danno" - la stampa - "lo riempiamo con polemiche interne facciamo solo un favore alla sinistra", ha quindi detto. "L'esame di coscienza me lo faccio tutte le notti quando mi addormento e tutte le mattine quando mi sveglio", ha affermato. Un chiarimento che sembrava una risposta a quanto detto poco prima dal ministro per gli Affari regionali e le autonomie, Roberto Calderoli. 

"Tutte le sere e tutte le mattine mi chiedo 'Matteo oggi ti sei meritato la fiducia che milioni di leghisti ripongono in te?' Mi metto costantemente in discussione e sono convinto che il progetto autonomista portato avanti solo dalla Lega trionferà insieme a un impegno sovranista in Europa, per evitare che l'autonomia delle Regioni venga espropriata dai burocrati di Bruxelles", ma - ha avvertito - "per fare questo non possiamo prestare il fianco a una sinistra che ci vorrebbe cancellare, sostituire e fare espatriare". 

20 set 2026

MotoGp, oggi Gp Austria - Diretta

20 set 2026

"Vannacci premier entro 10 anni", la previsione di Alemanno

(Adnkronos) - "Sono convinto che se non sbagliamo avremo Roberto Vannacci presidente del Consiglio entro dieci anni. Ma non dobbiamo andare al centro". E' la previsione di Gianni Alemanno nella kermesse a Orvieto con Roberto Vannacci, fondatore e leader di Futuro Nazionale. L'ex sindaco di Roma ribadisce il concetto espresso in un'intervista a Repubblica.  

"Non dobbiamo rischiare di fare gli stessi errori fatti dal centrodestra al governo, e che fece già Gianfranco Fini: farsi risucchiare dal centro. Oggi - prosegue Alemanno - le elezioni si vincono stando a destra, come dimostrano Le Pen in Francia e l’Afd in Germania". E quindi cosa propone? "L’alleanza - dice - si può fare solo su basi concretamente di destra". 

"Io porrei due discrimini: se vogliamo la crescita bisogna fermare la guerra in Ucraina e inoltre serve cambiare questa Unione europea, che è all’origine di tutti i mali", spiega ancora Alemanno. "Bisogna chiuderla adesso - sottolinea - statuendo i confini sanciti dalla guerra. Non possiamo fare un conflitto nucleare per la Crimea e il Donbass". A Orvieto, è venuto qualcuno di Fratelli d’Italia? "Nessuno - risponde Alemanno - Avevo fatto personalmente molte telefonate, chiamando pure il presidente del Senato Ignazio La Russa, ma alla fine Meloni ha chiuso tutte le porte". 

E su dove può arrivare Vannacci, Alemanno sostiene: "Alle prossime politiche oltre il 10 per cento, in quelle dopo farà il premier". Ma non è debole sui programmi? "Se riuscirà a unire la sensibilità identitaria a quella sociale dilagherà", dice. Alla domanda se voterebbe per Rampelli sindaco di Roma, Alemanno risponde: "Noi al primo turno presenteremo il nostro candidato, come a Milano. Alle amministrative andremo da soli". 

A Orvieto, rispondendo ai giornalisti Salvini? "Aveva promesso di fare il sovranista, ha raccolto il 35% dell'elettorato, promettendo di mettere in discussione l'Unione europea, invece non ha mai mantenuto gli impegni né sulla questione Ue né sull'Ucraina: la mattina promette di fermare questo conflitto e la sera vota con la Meloni a favore delle sanzioni. Queste incoerenze alla fine si pagano. L'incoerenza non paga e noi vogliamo andare dritti per la nostra strada", dice Alemanno. 

E "quando qualcuno - sottolinea l'ex sindaco di Roma all'Adnkronos - accusa Vannacci di aver tradito Salvini, noi rispondiamo che non è Vannacci che ha tradito Salvini è Salvini che ha tradito le promesse che aveva fatto". Quindi, il messaggio diretto di Alemanno a Vannacci: "Tu sei stato un comandante della Folgore e per me vale di più delle collocazioni politiche. Noi siamo gente d'onore che entra nella casa dell'onore. La nostra fedeltà sarà assoluta".  

20 set 2026

Pontida, Lega intitola pratone a Bossi. Salvini accolto da ovazione, lancia congresso straordinario

(Adnkronos) - La Lega intitola il 'sacro prato' di Pontida a Umberto Bossi, il fondatore del partito morto quest'anno. Un tributo che arriva all'indomani del giorno del compleanno: ieri, sabato 19 settembre, il Senatur avrebbe compiuto 85 anni. Una targa per "colui che per primo diede voce al suo popolo e orgoglio alla sua terra". 

Il raduno è iniziato come da tradizione con l'omaggio ai "militanti che non ci sono più e che combattono con noi dall'alto". A fare gli onori di casa il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alessandro Morelli. Il segretario Matteo Salvini, inquadrato dalle telecamere era al lato del palco, insieme ai giovani, ad assistere raccolto al momento di omaggio, accompagnato dalla musica della cornamusa. La prima immagine della lunga carrellata di leghisti morti nel 2026 è stata quella di Bossi, morto lo scorso 19 marzo. Al senatur è stato dedicato poi un lungo video, con immagini di repertorio e gli slogan più noti, accompagnati da diversi applausi. Al termine del video-omaggio, dal pratone si è levato il grido 'Bossi, Bossi'. Poi il 'Va pensiero' cantato dal tenore Davide Pastorino. 

Un'ovazione ha accolto Matteo Salvini sul palco di Pontida. Per lui oltre cinque minuti di applausi, con la folla che grida "Matteo, Matteo". Lui, con addosso una t-shirt bianca, ha risposto mettendosi la mano sul cuore e con un gesto di gratitudine, indicando le persone che lo applaudono dal pratone. Si è levato poi il coro "c'è solo un capitano". "Grazie, è già difficile parlare, me lo rendete ancor più complicato. Grazie dal profondo del cuore, ma non vorrei farvi fare troppo tardi", ha detto lui, prima di iniziare il suo intervento. 

"Si vince uniti e la Lega è e sarà più unita che mai", ha affermato Salvini che ha lanciato il congresso straordinario per chidere se ha fiducia e consenso. Il suo intervento si è aperto con un attacco ai giornali e ha ricordato che "la Lega non ha padroni e non è in vendita". "C'è qua qualche giornalista a inventare e screditare", scrivono che "il pratone è vuoto, che Pontida è vuota. Guardate come è vuota Pontida e fatevi sentire da questi servi di regime che odiano la libertà", ha detto Salvini dal palco. Il riferimento, esplicitato dal vicepremier, era a un articolo sul sito del Foglio. "In questo articolo ancor più surreale viene usata una parola per definire voi: 'mercenari'". E poi, rivolgendosi a "questi servi di un regime destinato a morire", Salvini ha intimato: "Sciacquatevi la bocca quando parlate della Lega di Pontida, quando parlate di libertà, di un terreno sacro che ci sarà sicuramente molto più a lungo delle vostre testate che rispondono al padrone di turno. Non dovete avere paura se scrivete queste infamie, perchè il popolo di Pontida è pacifico, ma fossi in voi proverei tanta vergogna". E dalla folla si è alzato il grido "vergogna, vergogna". 

"La parola d'ordine che vogliamo portare avanti è il concetto di squadra. Bisogna superare la logica del leader contro leader, anche perché la polarizzazione del voto rischia di far sì che tutto si concentri sulla Meloni". Lo ha detto il capogruppo della Lega al Senato e segretario in Lombardia, Massimiliano Romeo, dal palco di Pontida. "Il concetto di squadra può essere di forza, tutti facciamo parte della squadra. Questa è la squadra che abbiamo proposto. Nessuna critica, solo proposte costruttive nel bene e nell'interesse del movimento", ha assicurato Romeo. 

"C'è già un segretario, mi sembra ovvio". Lo afferma Luca Zaia, presidente del Consiglio regionale del Veneto, a margine dell'evento della Lega a Pontida. "Questa è la festa del popolo, della Lega, non è una festa personale di Zaia, di Salvini, di Fontana o di qualcun altro. È la festa del popolo" aggiunge l'ex governatore rispetto alle recenti frizioni all'interno del partito. 

"Quando veniamo a Pontida, ormai io ci vengo praticamente da sempre, dobbiamo avere il massimo rispetto per questi militanti, questi sostenitori e anche simpatizzanti che comunque dedicano il loro tempo libero al partito. E questo a me piace sottolinearlo, perché noi non saremmo qui se non ci fossero loro" aggiunge. 

La Lega "è unica e unitaria, sotto la guida del segretario eletto dal congresso". Lo ha detto nel suo intervento a Pontida il ministro per gli Affari regionali e le autonomie, Roberto Calderoli, che sul palco ha portato un ramoscello di ulivo, per simboleggiare proprio l'unità del partito e l'ampolla con l'acqua del Po. 

"Io ne sono custode e l'ho riportata oggi, perché per me è il Santo Graal dell'autonomia, del federalismo e della dichiarazione di indipendenza della Padania", ha detto il ministro. "Qualcuno - ha aggiunto - forse sorriderà, ma è storia. Senza quella minaccia nel '96 non avremmo vinto agli uninominali. Senza quella ampolla col cavolo che avremmo ottenuto dalla sinistra la modifica del titolo quinto della Costituzione". 

Bossi "nel 2012 disse 'piuttosto che dividere la Lega io faccio un passo indietro'. E l'ha fatto chi la Lega l'ha creata. Lui l'ha fatto e credo che oggi come dirigenti, un esamino di coscienza sia necessario farlo", ha detto ancora Calderoli. Un esame di coscienza "a partire da me stesso, dal nostro segretario Salvini, a partire dai governatori e di tutti i segretari regionali. Siamo disposti a dire che prima viene la Lega e poi vengono gli uomini e le donne? Io sono convinto di sì", ha detto Calderoli, invitando i "fratelli coltelli ad andare da un'altra parte, qui non c'è posto". 

"I nemici non sono dentro la Lega ma fuori e sono più raffinati, e magari non si vedono". E' uno dei passaggi dell'intervento da Pontida del ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, che si rivolge anche agli assenti: "Senza di voi lo spirito di Pontida muore". 

20 set 2026

Calciatore investito in campo, l'incidente da brividi

20 set 2026

Meloni: "In Cdm a breve norma con numero massimo studenti stranieri in classe e divieto burqa"

(Adnkronos) - "Sta per arrivare in Cdm un provvedimento che introduce per legge il numero massimo di studenti stranieri per classe, e introduce l'obbligo per i genitori di studenti stranieri con problemi gravi di inserimento scolastico di imparare l'italiano, e introduce il divieto di burqa e hijab a scuola". L'annuncio della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, dal palco di Fenix, la festa di Gioventù nazionale.  

"Non esiste che in una classe italiana a sentirsi in un angolo siano bambini italiani perché sono diventati la minoranza. Non si può fare. Chiamare tutto questo integrazione è un'altra menzogna, una menzogna comoda per chi vive di ideologia, per chi ci fa la morale dai salotti e poi i propri figli li manda in scuole nelle quali questo problema non esiste", ha aggiunto. Un bambino, ha quindi sottolineato, "deve imparare la nostra lingua, conoscere la nostra cultura, rispettare le nostre regole. È l'unico modo serio di accogliere". 

"Per decenni per colpa di un certo buonismo, la scuola italiana ha avuto paura di dire la verità. Vietato dire hai sbagliato, vietato dire questo non va bene, via discorrendo. Hanno tentato di convincerci che fosse questo il modo più giusto di educare. Quella non è educazione, e non è rispetto, è una menzogna. Una menzogna che quel ragazzo paga anni dopo. Il conto salato non lo ha pagato chi aveva gli strumenti economici per trovare altrove quello che la scuola italiana non poteva garantire quando non lo garantivano ripetizioni di qualità, i corsi di eccellenza, le vacanze studio all'estero. No, il conto lo ha pagato chi per crescere, per affermarsi, poteva contare solo sulla scuola pubblica. E' stato questo il più grande fallimento del '68, di una rivoluzione che nasceva per tutti e ha finito per produrre l'esatto contrario: dare a tutti lo stesso voto non significa dare a tutti la stessa opportunità. Se tu pretendi di dare a tutti la sufficienza, mortifichi il merito e nascondi le lacune e danneggi tanto chi ha bisogno di stimoli, quanto chi ha bisogno di soffrire. Il primo dovere della scuola è quello di valutare il ragazzo, insegnarti che il giudizio esiste, gli errori servono per crescere e che l'educazione e il rispetto si fondano sulle regole e non sulla loro negazione", ha detto Meloni. 

"Manco quando abbiamo tolto il bollo della macchina a 14 milioni di veicoli gli è andata bene" alle opposizioni. "Una volta che pensavamo di andare insieme a cantare 'Bollo ciao'. Loro lo vogliono pagare perché l'abbiamo fatto noi. Gli faremo il pronto corrente dedicato per i nostalgici del bollo auto, così lo possono pagare", ha detto ancora Meloni. 

Rispondendo ad alcuni presidenti di regione del centrosinistra, dal palco di Fenix, Meloni ha detto "che è falso" quello che dicono "che i soldi della campagna elettorale li pagano le regioni. Ma loro sono abituati a fare politica così. Avete la faccia di parlare di chi paga le campagne elettorali dopo lo schifo del Superbonus? Dopo che avete accumulato 200 miliardi di debiti che avete scaricato su questi ragazzi e sul governo successivo, perché Giuseppe Conte andasse in giro a fare campagna elettorale a dire di ristrutturare casa gratuitamente, ma non vi vergognate. Ci vuole coraggio. La campagna elettorale dei Cinque stelle è costata a ciascuno italiano 3500 euro, anche a chi una cosa non ce l'aveva, chi era appena nato". 

"Abbiamo portato il fondo di finanziamento ordinario per l'università al suo livello più alto di sempre, lo strumento che serve a pagare i docenti, il personale, a mantenere le strutture, ad aprire nuove aule, fare manutenzione, pagare i servizi degli studenti. Oggi il fondo è 9,4 miliardi di euro, che è il 25% in più rispetto al 2019 e mi perdonerete se sono così didascalica, però ho sentito dire proprio in questi giorni la segretaria del Partito democratico Elly Schlein che Meloni sull'università taglia e apre ai privati. Ora io voglio chiedere: Elly cara, carissima ma è possibile che tu non riesca a trovare un solo argomento vero per contestare? Uno vero, ti prego. Te li do io, te li do io se vuoi, perché siamo imperfetti anche noi, ma ti prego una volta vera dilla. Una ti prego! Te le passo io sottobanco. Pure noi qualcosa sbagliamo, ma una vera... Non ce se la fa. Come facciamo ad avere tagliato sull'università se oggi il fondo di finanziamento è di 9,4 miliardi e quando siamo arrivati eravamo a 8,6. E si sa che io non sono un fenomeno in matematica, ma lì arrivo. Non si può fare opposizione così su tutto", ha detto ancora la presidente del Consiglio. 

20 set 2026

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20 set 2026

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