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Conti pubblici, Italia resta in procedura: il ruolo della clausola di salvaguardia nazionale

(Adnkronos) - L'arbitro alla fine ha fischiato il rigore, ma non nell'area in cui sperava Roma. L'Istat ieri ha certificato che il deficit/Pil dell'Italia nel 2025 si è attestato al 3,1%, quindi sopra il 3% del Pil, come nei dati comunicati prima dell'estate. Di conseguenza, l'Italia resta nel braccio correttivo del patto di stabilità, cioè nella procedura per deficit eccessivo (Edp), almeno fino alla prossima primavera/estate.  

Il nostro Paese sarebbe potuto uscire in anticipo dalla procedura in cui è entrato nel luglio 2024 se il deficit del 2025 fosse risultato a consuntivo, dopo le revisioni, inferiore al 3% del Pil. Lo stesso commissario europeo all'Economia Valdis Dombrovskis aveva confermato più volte che l'uscita dalla Edp quest'anno era "certamente una possibilità", a condizione però che il deficit rientrasse sotto soglia. Così non è stato: l'Istituto Nazionale di Statistica ha confermato che il disavanzo 2025 è stato pari al 3,1%, quindi l'Italia resta in procedura.  

Lo stesso ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti venerdì scorso a Dublino, a margine dell'Ecofin informale/Eurogruppo, era stato molto cauto sulla possibilità che il deficit 2025 subisse una sostanziale revisione al ribasso: "Io non sono fiducioso - aveva risposto - sono speranzoso per l'Italia e per la Repubblica Italiana. Ma non è una decisione che prendiamo noi, è una decisione che prende Istat". E quindi, aveva aggiunto citando l'allenatore serbo della Sampdoria Vujadin Boskov, "è rigore quando l'arbitro fischia. Se non fischia cosa volete che vi dica? Protesterò con l'arbitro, ma non posso farci niente". 

La Commissione Europea ha confermato, in gergo rigorosamente tecnico, che l'Italia non uscirà dalla procedura per deficit quest'anno: Eurostat, ha ricordato un portavoce, pubblicherà i dati definitivi relativi al 2025 per le procedure per deficit eccessivo il prossimo 21 ottobre ma, perché la Commissione Europea "possa proporre la revoca della procedura per deficit eccessivo (Edp, Excessive Deficit Procedure) per l'Italia nel pacchetto d'autunno del Semestre europeo, previsto per novembre, la notifica Edp dell'ottobre 2026 dovrebbe indicare, per il 2025, un disavanzo inferiore al valore di riferimento del 3% del Pil", mentre Istat oggi ha certificato che il deficit 2025 è stato pari al 3,1%.  

Il portavoce ha confermato, nella sostanza, che l'Italia non uscirà dalla procedura per deficit eccessivo quest'autunno, visto che è estremamente improbabile, se non impossibile, che Eurostat riveda al ribasso la stima dell'Istat.  

"Le revisioni tra le notifiche Edp di primavera e quelle d'autunno - ha ricordato il portavoce - sono normali e riflettono l'integrazione di informazioni statistiche nuove e perfezionate, a mano a mano che nel corso dell'anno si rendono disponibili dati più completi. Oggi l'Istat ha diffuso una notifica relativa al disavanzo e al debito delle amministrazioni pubbliche per gli anni precedenti, incluso il 2025. I dati rivisti indicano che l'indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche in rapporto al Pil si è attestato al -3,1% nel 2025". 

La conferma che l'Italia resterà nella procedura per deficit eccessivo almeno fino alla prossima primavera avrà un impatto sulla prossima finanziaria, riducendo i margini di manovra. Ma l'Italia ha chiesto, l'11 settembre scorso, l'attivazione della clausola nazionale di salvaguardia (Nec), richiesta sulla quale la Commissione sta lavorando "con la massima celerità", ha spiegato il portavoce Balazs Ujvari.  

La Nec, però, può diventare una trappola. A causa di come è stato riformato il patto di stabilità alla fine del 2023, con una fortissima impronta germanica, i Paesi che si trovano in procedura per deficit vengono penalizzati rispetto a quelli che, al contrario, ne sono fuori: in altre parole, la Nec funziona diversamente a seconda se a chiederla è un 'peccatore', cioè un Paese che è in procedura, oppure un 'virtuoso', un Paese che ha un deficit inferiore al 3% e, quindi, è fuori procedura.  

Il commissario europeo all'Economia Valdis Dombrovskis aveva più volte spiegato che, nel secondo caso, il Paese che la attiva, se aumenta il deficit oltre il 3% per via delle spese militari, non entra nella procedura per deficit eccessivo. Nel primo caso, invece, se il Paese si trova già in procedura e se, al netto delle spese militari aggiuntive, avrebbe visto il proprio deficit scendere sotto la soglia del 3%, al di sopra della quale rimane esclusivamente a causa delle spese militari, ebbene, in questo caso non esce dalla procedura. Questo oggettivamente penalizza i Paesi che si trovano in Edp, rispetto a quelli che non vi si trovano, quando si tratta di scegliere se attivarla o meno. 

Tuttavia il governo italiano, se utilizzerà la clausola con perizia, potrebbe sfuggire a questa 'tagliola'. Ujvari ha spiegato che l'attivazione della clausola nazionale di salvaguardia non necessariamente ostacolerà l'eventuale uscita dell'Italia dalla procedura per deficit nella primavera del 2027, sempre a patto, ovviamente, che il deficit del 2026 scenda sotto il 3% del Pil. Un obiettivo che potrebbe essere a portata di mano: le proiezioni della Commissione lo danno al 2,9% per il 2026 (occorrerà però vedere le previsioni d'autunno). 

"La questione non è bianco o nero - ha detto il portavoce - prendiamo il caso dell'Italia: se quest'anno dovessimo revocare la procedura per i disavanzi eccessivi (Edp) a suo carico, sarebbe necessario che il deficit di bilancio italiano nel 2025 risultasse inferiore al 3%, a prescindere dalla clausola di salvaguardia nazionale. Guardando poi" agli anni successivi, ha aggiunto, "il deficit dovrebbe mantenersi sotto quella soglia; tuttavia, in questo caso, si potrebbe tenere conto della clausola di salvaguardia nazionale. La questione è più articolata, presenta diverse sfaccettature". 

In pratica, a quanto si apprende a Bruxelles, se il deficit 2026 risulterà, nel 2027, inferiore al 3% e se l'Italia non caricherà troppe spese aggiuntive consentite dalla Nec sull'esercizio 2026, utilizzandola appieno nel 2027 e nel 2028, la Commissione potrebbe decretare l'uscita dall'Edp dell'Italia ugualmente la prossima primavera, a prescindere dall'attivazione della Nec. Per la valutazione del deficit prospettato nel 2027 e nel 2028, si potrà, appunto, "tenere conto" del fatto che è stata utilizzata la clausola nazionale di salvaguardia. Dunque se verrà usata in modo intelligente, cosa della quale a Bruxelles non dubitano, l'attivazione della clausola nazionale di salvaguardia non ostacolerà l'uscita dell'Italia dalla procedura per deficit eccessivo nella primavera dell'anno prossimo. (di Tommaso Gallavotti) 

 

22 set 2026

Pensioni ottobre 2026, cedolino Inps: aumenti, arretrati e rimborsi 730

(Adnkronos) - Pensioni di ottobre, attenzione al cedolino: per alcuni pensionati l’importo potrebbe essere diverso dal mese precedente. Nel pagamento del 1° ottobre entrano infatti diverse novità, tra cui l’applicazione dei nuovi benefici fiscali sulle prestazioni di accompagnamento alla pensione e il riconoscimento degli eventuali arretrati maturati dall’inizio del 2026. Ma non è l’unica voce da controllare: sul rateo possono comparire anche i rimborsi o le trattenute legati al modello 730. Ecco cosa cambia e cosa verificare nel cedolino Inps. 

L’Inps comunica che il cedolino è già consultabile attraverso i servizi online dell’Istituto. I pensionati possono così verificare l’importo della prestazione e conoscere nel dettaglio le eventuali variazioni rispetto ai mesi precedenti. 

L’accredito della pensione sarà effettuato con valuta il primo giorno bancabile del mese, che per ottobre coincide con giovedì 1° ottobre 2026. Per chi ritira la pensione in contanti, resta in vigore il limite di 1.000 euro netti. Nel caso di persone che percepiscono più prestazioni pensionistiche o assistenziali, il pagamento viene effettuato attraverso un unico mandato. 

 

Con la mensilità di ottobre l’Inps applica automaticamente anche i benefici fiscali previsti dalla legge 207/2024 per alcune prestazioni di accompagnamento alla pensione sottoposte a tassazione ordinaria. Tra queste rientrano, ad esempio, l’Ape Sociale, l’isopensione, gli assegni straordinari e le indennità previste dai contratti di espansione. 

Le nuove misure prevedono un beneficio fiscale differenziato in base al reddito. Per i redditi lordi annuali fino a 20.000 euro è prevista una somma non imponibile ai fini Irpef, definita “bonus aggiuntivo”. Per i redditi compresi tra 20.000 e 40.000 euro, invece, è prevista un’ulteriore detrazione d’imposta. 

Con il pagamento di ottobre saranno inoltre riconosciuti gli arretrati del bonus aggiuntivo maturati dal 1° gennaio 2026. L’Inps precisa che la verifica definitiva della spettanza complessiva dei benefici sarà effettuata a consuntivo alla fine dell’anno. Per maggiori approfondimenti è possibile consultare il Messaggio numero 2829 del 14 settembre 2026.  

 

Proseguono inoltre le operazioni di abbinamento dei dati contabili trasmessi dall’Agenzia delle Entrate attraverso i modelli 730/2026. 

Con il rateo di ottobre, l’Inps procederà quindi al pagamento degli eventuali rimborsi a credito non ancora riconosciuti oppure all’applicazione delle trattenute a debito risultanti dalla dichiarazione dei redditi. 

I cittadini possono controllare la propria situazione attraverso il servizio online “Assistenza fiscale (730/4): servizi al cittadino”, disponibile sul sito dell’Inps e sull’app Inps Mobile. Per accedere è necessario utilizzare la propria identità digitale. 

 

C’è infine un’ultima scadenza da ricordare. Entro il 10 ottobre, i contribuenti possono presentare telematicamente la richiesta per ottenere la riduzione o l’annullamento della seconda o unica rata di acconto Irpef e della cedolare secca. 

La possibilità riguarda chi ritiene di dover versare un importo inferiore rispetto a quello calcolato sulla base della dichiarazione dei redditi. 

 

22 set 2026

Meloni: "Mattarella ministro firmava per meno stranieri in classe". Dal Pd al M5S, la protesta delle opposizioni

(Adnkronos) - "Il presidente della Repubblica, quando era ministro dell'Istruzione, redigeva circolari che più o meno invitavano a non concentrare i ragazzi stranieri nella stessa classe, ma perché è una misura di buon senso e che quindi mi pare che sia giusto portarla avanti". Giorgia Meloni passa all'attacco. E lo fa contro il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che lunedì scorso, nel suo intervento all'inaugurazione dell'anno scolastico ad Amatrice, sembrava aver risposto al suo annuncio di un approdo a breve in Consiglio dei ministri di una norma per mettere un tetto al numero di stranieri in classe. "La scuola - aveva ricordato il capo dello Stato - è la più efficace leva di integrazione per chi viene da altri Paesi e per i giovani nati in Italia che sono figli di emigrati. La scuola prepara tutti. È aperta a tutti: così dispone l'articolo 34 della Costituzione".  

Ospite di Cinque minuti, nel salotto di Bruno Vespa su Raiuno, la premier dapprima stempera i toni. Nelle parole di Mattarella, infatti, Meloni non vede un attacco a lei, perché quando il presidente della Repubblica dice che "la scuola deve superare le incomunicabilità, non creare ghetti" sta intendendo la stessa cosa che intende lei. "È chiaramente molto più semplice se tu prendi un bambino straniero che non parla la nostra lingua e lo metti in una classe dove la prevalenza degli studenti non parla la nostra lingua - spiega -. Mentre creare una distribuzione più equa delle classi, delle classi più equilibrate, serve proprio a impedire che un ragazzo straniero, quanto anche i ragazzi italiani, possano sentirsi nel ghetto". Poi ci va giù dura. Scatenando le proteste delle opposizioni.  

 

La prima a intervenire in difesa di Mattarella è Elly Schlein. Per la segretaria del Partito democratico, "tirare per la giacca il presidente della Repubblica Sergio Mattarella cercando di trascinarlo, come ha fatto Giorgia Meloni, sulla polemica strumentale del giorno è segno evidente di una totale mancanza di senso dello Stato e costituisce una provocazione diretta alla più alta carica dello Stato. Una cosa di cui l'Italia non ha assolutamente bisogno". Dai dem intervengono anche i due capigruppo a Camera e Senato, Chiara Braga e Francesco Boccia, che definiscono "squallide" le parole della presidente del Consiglio contro l'inquilino del Quirinale. 

Dal Movimento 5 stelle è il presidente dei senatori Luca Pirondini a tirare per le orecchie Meloni. "Delle due, l'una. O Giorgia Meloni non ha capito le parole di Sergio Mattarella sulla sua proposta sconclusionata e inattuabile del tetto agli stranieri nelle scuole, oppure sta manipolando a suo favore le parole del presidente della Repubblica. In entrambi i casi siamo davanti a una presidente del Consiglio fuori controllo che non si fa scrupolo di fare propaganda sulla pelle della scuola pubblica e attaccare il Quirinale con una sola mossa". Per il pentastellato, la premier "ha deciso di avviare la sua campagna elettorale in maniera ancora più sfacciata di quanto non abbia governato in questi anni. Da qui alle elezioni saranno mesi lunghissimi e, davanti alle sparate di Meloni, molto penosi per gli italiani". 

Per Angelo Bonelli, co-leader di Avs, "Giorgia Meloni ormai non ha più limiti. Per giustificare la sua propaganda sul tetto agli studenti stranieri tira in ballo persino il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Meloni dovrebbe occuparsi dei veri problemi della scuola pubblica italiana", ma "continua invece a usare la scuola come terreno di propaganda e apre uno scontro istituzionale con il presidente della Repubblica creando un problema serio al Paese".  

 

Un assist alla premier, però, arriva da Roberto Vannacci. Il generale e leader di Futuro nazionale, che aveva accolto con favore la proposta di Meloni, si inserisce nel dibattito puntando il dito contro la sinistra, senza mai citare la presidente del Consiglio. "La sinistra sta usando le parole del presidente Mattarella per attaccare il tetto agli alunni stranieri nelle scuole. Peccato che nel luglio del 1990 Mattarella, allora ministro per la Pubblica istruzione, sosteneva la necessità di 'ripartire gli alunni stranieri in ragione di qualche unità soltanto per classe, al fine di agevolarne la naturale integrazione linguistica con gli alunni italiani'", mette agli atti in un video sui social. 

 

22 set 2026

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22 set 2026

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22 set 2026

America's Cup, presentata a Nisida la seconda regata preliminare. Abodi: "Da qui progetto per la formazione dei detenuti"

(Adnkronos) - È stata presentata questa sera, sulla terrazza dell’Istituto Penale per i Minorenni di Nisida, la seconda regata preliminare della Louis Vuitton America’s Cup, in programma a Napoli dal 24 al 27 settembre. Un appuntamento internazionale che ha scelto un luogo fortemente simbolico per raccontare non solo la grande sfida sportiva che porterà in Italia e a Napoli i migliori team della vela mondiale, ma anche una visione dello sport, quella del Governo italiano, capace di generare nuove opportunità per i territori e per le giovani generazioni. La serata si è aperta con l’Inno nazionale, seguito dall’esibizione del tenore Gaetano Amore e dal soprano Irene Scarpato che ha interpretato “’O sole mio” e di Edoardo Bennato, che ha emozionato la platea con “L’isola che non c’è”. A dare il benvenuto agli equipaggi e agli ospiti il Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, insieme al Presidente e all’Amministratore Delegato di Sport e Salute, Marco Mezzaroma e Diego Nepi Molineris, Sindaco di Napoli e Commissario Straordinario del S.I.N. Bagnoli-Coroglio Gaetano Manfredi, al Presidente della Regione Campania Roberto Fico e al CEO dell’America’s Cup Partnership Marzio Perrelli. Nisida non è soltanto la cornice della presentazione, ma parte del messaggio: un luogo di formazione e reinserimento che incontra un progetto internazionale fondato su sport, innovazione e lavoro di squadra. È proprio in questo incontro che la scelta della location acquista una doppia valenza, istituzionale e simbolica. 

Il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, ha annunciato un nuovo progetto che coinvolgerà le carceri italiane nel quale i detenuti avranno un’opportunità concreta di essere coinvolti nei tanti eventi sportivi realizzati in Italia. Il progetto partirà proprio dall’IPM di Nisida: “Ci sono eventi nei quali lo sport supera il perimetro della competizione e diventa visione, identità e prospettiva. Le regate preliminari di Nisida sono uno di questi. Dopo Cagliari, il percorso verso la 38ª America’s Cup fa tappa a Napoli, nello straordinario scenario del suo Golfo -ha commentato il Ministro-. È una prima anticipazione dell’incontro tra equipaggi, barche, mare e vento che, nel 2027, renderà Napoli protagonista della più prestigiosa competizione velica del mondo. Ma Nisida non è soltanto un luogo di straordinaria bellezza. È anche un'isola che richiama alla responsabilità, nella quale vivono ragazzi che stanno attraversando un momento difficile della loro vita e ai quali le istituzioni hanno il dovere di offrire una possibilità concreta per ripartire. Perché nessun giovane può essere identificato per sempre con l’errore commesso, nel rispetto di chi lo ha subito, e ogni percorso di recupero ha bisogno di fiducia, formazione e nuove opportunità".  

"È con questo spirito -ha aggiunto Abodi- che, grazie alla collaborazione con il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, abbiamo deciso di coinvolgere i ragazzi dell’Istituto penale per minorenni di Nisida in un percorso che consenta loro di acquisire competenze, assumere responsabilità e tornare a guardare al futuro con maggiore fiducia. L’America’s Cup rappresenterà il punto di partenza. Successivamente, i ragazzi potranno mettere a frutto quanto appreso ed essere coinvolti nelle attività legate agli eventi sportivi internazionali che Sport e Salute organizza sul territorio nazionale, seguendo gli indirizzi del Governo. Vogliamo che questa esperienza non rimanga un’iniziativa isolata, ma diventi un modello da replicare nei prossimi grandi appuntamenti ospitati dall’Italia. È questo il significato più autentico dello sport: non lasciare indietro nessuno, riconoscere il valore di ogni persona e trasformare una seconda possibilità in un’opportunità concreta di riscatto, mettendo in una relazione stretta sport e rispetto”, ha concluso il Ministro Abodi. 

 

Sul palco sono quindi saliti gli equipaggi delle squadre protagoniste della competizione: dal defender Emirates Team New Zealand a Luna Rossa, da GB1 ad Alinghi, da La Roche Posay-Racing Team ad American Racing Challenger. Tra le altre legacy per l’Istituto Penale per i Minorenni di Nisida ci sarà anche il completo rinnovamento del campo da calcio, che verrà riqualificato grazie al supporto del Ministro per lo Sport e i Giovani e di Sport e Salute: un nuovo spazio per lo sport, la formazione e la socialità, destinato a rimanere a disposizione dei ragazzi dell’Istituto anche dopo la conclusione della competizione.  

“Chi lavora in queste settimane per l'America's Cup -ha detto il Presidente di Sport e Salute, Marco Mezzaroma- porta con sé l'orgoglio di star contribuendo a fare qualcosa di buono. È un orgoglio che oggi vorrei fosse di tutti. Nisida ha una bellezza sconvolgente e insieme una grande delicatezza: un legame con la terraferma che ci ricorda che si può sbagliare, ma che c'è sempre la possibilità di tornare indietro. È questo il potere dello sport ed è il potere enorme che eventi come l'America's Cup possono avere: portare l'attenzione su luoghi e persone che rischiano di restare in disparte. Dall'altra parte, lo sport ha la forza di accendere scintille di riscatto: riscatto personale, per chi sente la sconfitta dietro l'angolo e prova a ricominciare, e riscatto materiale, come a Caivano e a Bagnoli, grazie al lavoro di tutti. Anche a Nisida – ha annunciato Mezzaroma - vogliamo lasciare qualcosa che resti: su mandato del Governo, faremo riprendere vita al campo da calcio dell'Istituto. Così, quando l’America's Cup lascerà Napoli, anche qui resterà vivo lo spirito dello sport e dell'America's Cup” 

Ospite d’onore della serata è stato il trofeo ufficiale dell’America’s Cup, arrivato a Nisida per incontrare i protagonisti della seconda regata preliminare. "Siamo emozionati e onorati di ospitare in Campania le regate preliminari, un appuntamento che, dopo Cagliari, anticipa quello del 2027 con l'America's Cup. Nei prossimi giorni vedremo il Golfo di Napoli trasformarsi in uno scenografico campo di gara per sfide spettacolari che vedono unirsi l'antica tradizione velica con le tecnologie più all'avanguardia. Diamo, quindi, il nostro benvenuto ai team, ai loro supporter e a tutti gli appassionati e ringraziamo coloro che hanno reso possibile la realizzazione di questo evento. È con spirito di squadra che stiamo lavorando, consapevoli che grazie a una forte sinergia istituzionale possiamo raggiungere obiettivi importanti per la nostra comunità. In quest'ottica si inserisce l'impegno della Regione che ha voluto dare il proprio contributo per amplificare l'impatto positivo di queste competizioni internazionali sul territorio. E proprio Nisida ci ricorda la portata delle sfide che, come rappresentanti istituzionali e come comunità, siamo chiamati ad affrontare per la costruzione di opportunità per i più giovani, per la cura e la crescita del territorio. Eventi come questi possono essere occasioni preziose per accelerare e rafforzare lo sviluppo economico, infrastrutturale e la valorizzazione della nostra regione” così il Presidente della Regione Campania, Roberto Fico. 

 

“Con la pre-regata di America’s Cup, Napoli guarda all’Italia, al mondo, da un luogo dal forte significato quale Nisida: un posto di straordinaria bellezza che mette al centro della sua azione l’inclusione sociale. È il valore più alto dello sport, quello che verrà diffuso da una competizione storica che avrà il nostro mare e il nostro patrimonio culturale come scenario privilegiato. Questa tappa di avvicinamento alla Coppa America dell’anno prossimo è il frutto di una sinergia istituzionale con Governo, Sport e Salute e Regione che ci ha consentito di poter ospitare un evento di portata internazionale. Napoli darà grande prova di sé, con le sue peculiarità: accoglienza e bellezza”, così il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi. 

“L’America’s Cup ha nel suo DNA l’essere itinerante: scoprire nuove città, nuove acque, nuove sfide. Ma per i prossimi mesi, quasi 4.000 persone tra team e organizzazione sposteranno qui la propria vita. Qui stiamo costruendo le nostre basi. Qui vivremo, lavoreremo, ci alleneremo e prepareremo la sfida del prossimo anno. Voglio quindi ringraziare la città, le istituzioni, gli atleti e tutti gli attori che stanno rendendo possibile questo evento, che credo rimarrà nella memoria di tutti. L’America’s Cup non è soltanto una competizione velica. È una sfida in cui la tecnologia e le capacità dell’uomo vengono portate al limite. Il tutto in una cornice unica, per uno spettacolo senza paragoni”, ha commentato Marzio Perrelli CEO America’s Cup partnership. A preparare il catering della serata sono stati i ragazzi dell’Istituto Penale per i Minorenni, protagonisti di un’esperienza concreta di formazione e di lavoro, che può rappresentare per loro una nuova chance di crescita e di futuro. 

22 set 2026

Ucraina, Trump vede Zelensky: "Insieme troveremo soluzione per finire la guerra"

(Adnkronos) - "Incontro positivo e produttivo" tra il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il presidente americano Donald Trump a margine dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. A dirlo è il leader di Kiev secondo cui "sia gli Stati Uniti che l'Ucraina desiderano che questa insensata guerra contro la Russia finisca prima dell'inverno''. Con Trump, ha spiegato Zelensky su 'X', ''abbiamo discusso di possibili misure di de-escalation che possano aprire la strada alla diplomazia''. 

Il presidente ucraino si è detto ''grato che nel frattempo i nostri team continuino a lavorare per avviare la produzione di intercettori Patriot in Ucraina. Questo contribuirà a proteggere vite umane, qualora la Russia rifiutasse i negoziati e continuasse a puntare sul terrorismo missilistico balistico contro il nostro popolo quest'inverno e in futuro''. Con Trump, ha aggiunto, ''abbiamo anche discusso di altre questioni bilaterali e multilaterali, tra cui un pacchetto invernale di difesa aerea per l'Ucraina. Ringrazio il Presidente Trump, il suo team e tutto il popolo americano per il loro sostegno''. 

 

Il leader del Cremlino Vladimir Putin "vuole la fine della guerra" con l'Ucraina, le parole del tycoon prima del bilaterale con il presidente ucraino a New York.  

''Troveremo una soluzione alla guerra'', ha poi aggiunto. "Il presidente Zelensky e io stiamo cercando di trovare una soluzione per quanto riguarda la guerra, e penso che ci riusciremo. Il rapporto è molto forte, e quello con l'Europa è molto forte'', ha dichiarato Trump. 

"Metta fine alla guerra", invece, il messaggio che il presidente degli Stati Uniti ha inviato al suo omologo russo, parlando con i giornalisti al suo arrivo oggi al Palazzo di Vetro. Durante il suo intervento Trump ha detto che il conflitto verrà risolto, "succederà credo più velocemente di quanto la gente pensi". 

 

22 set 2026

Superenalotto, estrazione 22 settembre 2026: centrato '5+1' da oltre 531mila euro

(Adnkronos) - Nessun '6' al concorso del Superenalotto di oggi, martedì 22 settembre. Centrato invece un '5+1' da 531.144,82 euro. Tre punti 'cinque' si aggiudicano una quota unitaria pari a 57.200,21 euro. Il jackpot stimato per il prossimo concorso a disposizione dei punti '6' è pari a 31,1 milioni di euro. Il 5+1 è stato centrato ad Arcola in provincia di La Spezia, nella tabaccheria di via Aurelia Sud, 223.  

 

La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri). La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita. In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro. L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi. 

La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro. Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata. 

 

Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+. L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo. In linea di massima: 

- con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro; 

- con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro; 

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- con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro; 

- con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro; 

- con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro. 

 

E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto. Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni. 

 

La combinazione vincente del concorso di oggi, 22 settembre, è: 12 42 57 65 76 77 numero Jolly 21 e numero SuperStar 54. 

 

22 set 2026

La BC Roma di basket si presenta al Palatiziano, Mannion: "Vogliamo portare il club in alto"

(Adnkronos) - La BC Roma si presenta alla città e lo fa nella sua casa, il PalaTiziano, davanti ad oltre mille spettatori. Una serata che segna il primo incontro tra il nuovo Club, Roma e i suoi tifosi e dà ufficialmente il via alla stagione 2026-27. Un Opening Show di oltre due ore, condotto da Pierluigi Pardo, per raccontare non soltanto la squadra e lo staff, ma l’identità, la visione e le ambizioni del progetto BC Roma. Talk, musica, unveiling della nuova maglia, presentazione del roster, open practice e l’incontro finale tra giocatori e pubblico hanno scandito il primo atto della nuova storia del Club.  

Ad aprire il racconto del progetto Donnie Nelson, General Partner di BC Roma, che ha illustrato la visione della proprietà e le ambizioni alla base della nascita del Club. "Abbiamo tanto lavoro da fare ma la squadra è forte. È un progetto che era nell’aria da molto tempo. Roma ha tutte le caratteristiche per essere un progetto vincente", le parole di Nelson. Sul parquet del PalaTiziano, Pardo ha poi coinvolto alcune delle figure chiamate a rappresentare le diverse anime del progetto: Valerio Bianchini, Presidente Onorario; Sergio Scariolo, Consulente Tecnico; Alessandro Magro, Head Coach; e Nico Mannion, Capitano della squadra. "C’è tanta voglia. Abbiamo scelto di venire qua perché conosciamo progetto e visione. Vogliamo portare Roma più in alto possibile. Il nome sul petto è molto importante, conosciamo la responsabilità che abbiamo e daremo il nostro meglio", le parole di Mannion, chiamato a rappresentare la squadra e il legame che giocatori e Club vogliono costruire con Roma e con i propri tifosi. 

A svelare la nuova maglia è stato proprio il Capitano, protagonista dell’unveiling davanti al pubblico del PalaTiziano. Per la prima volta squadra e tifosi hanno così potuto vedere la divisa che accompagnerà BC Roma nelle gare casalinghe della stagione 2026-27. 

 

A Bianchini il compito di raccontare il rapporto tra Roma, la sua storia cestistica e la cultura della vittoria: "Questi ragazzi sono figli e nipoti di quelli della finale Roma-Milano del 1983. I loro padri e nonni hanno trasmesso loro questa passione. Una passione che poi ha dato luogo a tanti campioni e che è perdurata anche nei tempi bui. Sotto c’era questo fiume carsico che si chiama passione. Sono ottimista, Roma abbraccerà di nuovo il grande basket". 

Scariolo ha invece tracciato i valori e la cultura sportiva sui quali BC Roma vuole costruire il proprio percorso: "Dobbiamo guardare all’eccellenza e avere chiaro che per pretendere bisogna dare. Riconquistare la passione di questa città e di questo pubblico. Con pazienza". Coach Magro ha raccontato l’identità tecnica della squadra, il lavoro iniziato sul parquet e la mentalità che dovrà accompagnare il gruppo durante la stagione: "Fare pallacanestro a Roma è speciale. Approccio questa opportunità con grande senso di responsabilità per poter guidare assieme a queste persone una città e un club a un livello di pallacanestro in cui competere con professionalità del lavoro e sacrificio. Vogliamo riportare Roma ai fasti del passato". 

C'è stato poi il momento musicale con l'arrivo di Carl Brave. L’artista romano, coinvolto nel progetto per la realizzazione dell’inno di BC Roma, ha raccontato il proprio rapporto con la città e la nascita del brano, prima di presentare per la prima volta dal vivo l’inno del Club, accompagnato dai tifosi presenti che hanno vissuto il momento vestendo maglie e sciarpe giallorosse con logo BC Roma fatte recapitare dal club sui seggiolini del PalaTiziano. Sabato 26 settembre si comincia sul parquet con l’esordio in campionato in trasferta contro Treviso. Poi, domenica 4 ottobre, BC Roma tornerà nella sua casa, il PalaTiziano, per la prima partita casalinga della stagione contro Bertram Derthona Tortona.  

22 set 2026

Schlein attacca Meloni: "Provoca Mattarella, totale mancanza di senso dello Stato"

(Adnkronos) - Le opposizioni contro Giorgia Meloni dopo la replica della presidente del Consiglio alle parole sulla scuola pronunciate dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. "Il Presidente della Repubblica, quando era Ministro dell'Istruzione, redigeva circolari che più o meno, anche lì invitavano a non concentrare i ragazzi stranieri nella stessa classe, ma perché è una misura di buon senso e che quindi mi pare che sia giusto portarla avanti", ha detto la premier, a '5 Minuti', soffermandosi sulla norma che il governo introdurrà per porre un tetto al numero di studenti stranieri in classe. 

"Tirare per la giacca il presidente della Repubblica Sergio Mattarella cercando di trascinarlo, come ha fatto Giorgia Meloni, sulla polemica strumentale del giorno è segno evidente di una totale mancanza di senso dello Stato e costituisce una provocazione diretta alla più alta carica dello Stato. Una cosa di cui l’Italia non ha assolutamente bisogno", ha dichiarato la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein. 

Sulla stessa lunghezza d'onda della segretaria anche Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei deputati: "Quando una proposta è indifendibile nel merito, si cerca uno scudo politico. Meloni, non sapendo come giustificare una misura sbagliata e inaccettabile, tira in ballo in modo squallido il presidente della Repubblica di cui evidentemente non ha gradito le parole: la scuola non deve alzare barriere. È esattamente il contrario di ciò che la sua proposta vuole fare. Non consentiremo al governo di usare la scuola italiana per un’inaccettabile guerra ideologica alla rincorsa della peggiore destra europea". 

"Le parole dette ieri dal presidente della Repubblica sono nette e chiare. Inequivocabili. Sono un evidente messaggio di accoglienza e di apertura, in netto contrasto con le scelte demagogiche e propagandistiche fatte da Giorgia Meloni e dal suo governo. Sono evidentemente parole che hanno dato fastidio alla presidente del Consiglio. Per questo trovo squallido il tentativo di strumentalizzare l’azione e le affermazioni del capo dello Stato. La destra non può usare la scuola e i minori per rincorrere la destra più estrema", ha detto il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia. 

"Giorgia Meloni ormai non ha più limiti. Per giustificare la sua propaganda sul tetto agli studenti stranieri tira in ballo persino il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Meloni dovrebbe occuparsi dei veri problemi della scuola pubblica italiana", è stata invece la reazione di Angelo Bonelli, deputato di Avs e co-portavoce di Europa verde, "il problema non sono il burqa o gli studenti stranieri. Il problema sono gli oltre 320 mila precari, gli edifici scolastici fatiscenti e i tanti bambini e ragazzi con disabilità che ancora non ricevono un’assistenza adeguata. Su tutto questo il governo non dà risposte. Continua invece a usare la scuola come terreno di propaganda e apre uno scontro istituzionale con il presidente della Repubblica creando un problema serio al Paese". 

Anche il capogruppo del Movimento 5 stelle al Senato Luca Pirondini ha criticato Meloni: "Delle due, l'una. O Giorgia Meloni non ha capito le parole di Sergio Mattarella sulla sua proposta sconclusionata ed inattuabile del tetto agli stranieri nelle scuole, oppure sta manipolando a suo favore le parole del presidente della Repubblica. In entrambi i casi siamo davanti a una presidente del Consiglio fuori controllo che non si fa scrupolo di fare propaganda sulla pelle della scuola pubblica e attaccare il Quirinale con una sola mossa. Se questa materia è stata sempre regolata da circolari e non da una legge dello Stato, la ragione sta nella doverosa elasticità nella sua applicazione e nell'autonomia che va lasciata alle scuole. Questo Meloni lo sa benissimo, ma ha deciso di avviare la sua campagna elettorale in maniera ancora più sfacciata di quanto non abbia governato in questi anni. Da qui alle elezioni saranno mesi lunghissimi e, davanti alle sparate di Meloni, molto penosi per gli italiani". 

 

22 set 2026

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