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Conference League, oggi Atalanta-Pafos: orario probabili formazioni e dove vederla in tv

14 ott 2026

Roma, harakiri all’Olimpico: avanti 3-1 all’83’, crolla nel finale e il Real Madrid vince 4-3 al 90'

(Adnkronos) - Sembrava fatta, poi l’incubo. La Roma accarezza una vittoria di prestigio in Champions League contro il Real Madrid, forte di un vantaggio di 3-1 che resiste fino all’83’. Ma nel calcio, a volte, bastano pochi minuti per trasformare una serata da ricordare in una disfatta difficile da digerire. I giallorossi si spengono proprio sul più bello e gli spagnoli ne approfittano, completando una rimonta incredibile: dal 3-1 al 4-3, con il gol decisivo di Antonio Rüdiger al 90’. 

Il momento che cambia tutto arriva all’83’. Il Real accorcia le distanze con Espi, il più rapido a intervenire sulla ribattuta di Gollini dopo un colpo di testa su calcio d’angolo. La rete viene inizialmente annullata per fuorigioco, ma il controllo del Var ribalta la decisione: gol convalidato e partita improvvisamente riaperta. 

La Roma accusa il colpo e, appena due minuti più tardi, subisce anche il pareggio. All’85’ è Endrick a svettare in area sugli sviluppi di un altro corner, indirizzando il pallone alla destra di Gollini. Il portiere non riesce a intervenire e il Real completa una rimonta che fino a pochi istanti prima sembrava lontanissima. Il peggio, per la Roma, deve ancora arrivare. I giallorossi faticano a contenere la pressione degli avversari e all’87’ rischiano ancora, quando Bellingham sfiora il gol di testa su un altro calcio d’angolo. 

Poi, al 90’, arriva la sentenza. Arda Güler disegna dalla destra un altro cross perfetto con il mancino e Rüdiger, appostato nell’area piccola, trova il tempo per colpire di sinistro tra Molina e Wesley. Il pallone finisce in rete: è il 4-3 del Real Madrid. Il difensore tedesco non esulta, quasi a chiedere scusa al pubblico che lo aveva sostenuto in passato. Un gesto che aggiunge un dettaglio simbolico a una serata già incredibile. 

14 ott 2026

Malen non perdona: il Var conferma la doppietta, Roma sul 3-1

14 ott 2026

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14 ott 2026

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14 ott 2026

Ucraina, Musk spegne Starlink e ferma i droni di Kiev: "Decisione di Trump"

(Adnkronos) - Elon Musk 'spegne' il sistema satellitare Starlink su ordine di Donald Trump e crea problemi all'Ucraina, che fa affidamento sulla tecnologia per coordinare le azioni militari nella guerra con la Russia. Nelle ultime 24 ore, Kiev ha dovuto fare i conti con un rallentamento nel funzionamento del sistema satellitare, strumento essenziale nel conflitto. Il presidente Volodymyr Zelensky si è rivolto direttamente a Musk dopo gli ultimi episodi: "Spero che sia un errore, magari un grosso problema tecnico. Non lo so, ma chiediamo che venga riattivato", dice il presidente ucraino in un'intervista al giornalista britannico Piers Morgan. 

Musk, in un post su X, fornisce una spiegazione che chiama in causa i vertici militari americani e il presidente Trump. I limiti di velocità e di utilizzo di Starshield - la versione militare della costellazione satellitare - sono decisi dall'esercito e, in ultima istanza, dal presidente Donald Trump. Musk si esprime rispondendo all'ex ministro della Difesa ucraino, Mykhailo Fedorov, che ringrazia il miliardario per il ripristino della connettività Starlink fino a 160 chilometri orari e chiesto di eliminare i limiti imposti a Starshield, considerati cruciali per la difesa dell'Ucraina. "I sistemi Starshield sono di proprietà e sotto il controllo del governo americano. Qualsiasi limite alla velocità o all'utilizzo è deciso dall'esercito Usa e, in ultima istanza, dal presidente", scrive Musk, distinguendo Starshield da Starlink, precisando che quest'ultimo è un servizio commerciale di proprietà e sotto il controllo della sua azienda. "L'utilizzo di Starlink è limitato ad attività civili o difensive e non può essere impiegato per azioni militari offensive, perché sarebbe inappropriato per un'azienda commerciale", chiarisce Musk. 

Starlink ha iniziato a funzionare a velocità ridotta nella notte, dopo che Trump ha ripetutamente chiesto una pausa negli attacchi alle infrastrutture energetiche. "SpaceX ha introdotto un limite di velocità per i terminali Starlink in movimento", il rilievo del consigliere del presidente Zelensky, Sergiy Beskrestnov. "Le nostre forze di difesa non erano state avvertite di questa restrizione, il che ha portato all'interruzione di diverse missioni. Ovviamente- sottolinea - questa azione non può essere una coincidenza ed è legata all'attuale situazione politica". 

Le restrizioni introdotte nelle ultime ore al sistema Starshield riguardano i terminal per le comunicazioni usati al fronte, spiegano fonti ucraine, precisando che diversi lanci sono falliti in seguito all'oscuramento. Il video di due droni in ascesa con la connessione in calo, quindi non più in grado di proseguire sulla loro traiettoria, è stato inviato da un comandante delle forze ucraine a Ukrainskaya Pravda. I terminal standard installati sui droni operano a una velocità di 160 chilometri l'ora. Una velocità insufficiente per alcune missioni per cui Kiev usa Starshield. 

Alcuni droni già in missione hanno perso la connessione per circa 20 secondi a una velocità bassa, di 110-120 chilometri orari, al limite dei 10-20 secondi tollerati dal sistema. Ridurre la velocità dei droni per mantenere la connettività rende le piattaforme più vulnerabili agli attacchi delle forze russe. I droni più veloci non sono in grado di completare la loro missione in condizioni di connessione o velocità ridotte, vale a dire soprattutto per i droni a media e lunga gittata che devono accelerare rapidamente durante la fase di lancio. Unità ucraine dispiegate nel settore di Huliaipole della regione di Zaporizhzhia hanno iniziato ad avere problemi di connettività nella notte. Nella notte, i terminal Starshield non hanno funzionato a velocità superiori ai 160 chilometri orari.  

14 ott 2026

L’Olimpico celebra Mourinho: cori, striscioni e lui manda un bacio alla Curva Sud

(Adnkronos) - L’amore tra José Mourinho e il popolo romanista non conosce il tempo. All’Olimpico, il ritorno dello Special One da avversario si trasforma in un momento carico di emozione, con la Curva Sud pronta a tributargli un’accoglienza speciale. Striscioni, cori incessanti e uno stendardo che lo raffigura con la Conference League conquistata nel 2022 raccontano un legame che va ben oltre i risultati sportivi. Il nome di Mourinho risuona sugli spalti, scandito da una tifoseria che non ha dimenticato le emozioni vissute durante la sua esperienza sulla panchina giallorossa. Un omaggio sentito, capace di riportare alla memoria una delle pagine più significative della storia recente della Roma, culminata con il trionfo europeo a Tirana. 

Dalla panchina, il tecnico portoghese non resta indifferente. Si alza, guarda il suo ex pubblico, ringrazia i tifosi e manda un bacio verso gli spalti. Un gesto semplice, ma ricco di significato, che suggella lo scambio di affetto tra l’allenatore e una piazza con cui ha condiviso momenti indimenticabili. Per Mourinho, Roma continua a rappresentare molto più di una tappa della sua carriera. E per i romanisti, lo Special One resta l'uomo che ha riportato un trofeo europeo nella Capitale dopo una lunga attesa. 

All’Olimpico, almeno per un momento, non contano rivalità o colori diversi. Restano i ricordi, la gratitudine e un legame che il tempo non sembra aver scalfito. L’abbraccio della Curva Sud e quel bacio ricambiato raccontano tutto: Mourinho non è stato dimenticato. 

14 ott 2026

Feyenoord-Como, che beffa per Sanchez: il pallone deviato va sul palo carambola sulla sua gamba e finisce in rete

14 ott 2026

Mihajlović nel 'cuore' di tutti, premio alla memoria e opera d'arte di Benito Macerata

(Adnkronos) - Tra i momenti più intensi ed emozionanti della cerimonia del Premio Eccellenza Euro-Mediterraneo 2026 che si è svolta oggi a Roma nella Sala Spadolini del Ministero della Cultura, ha assunto un significato particolare il conferimento del Premio Speciale alla Memoria dedicato a Sinisa Mihajlović, indimenticato calciatore e allenatore serbo che ha lasciato un segno profondo nel mondo del calcio e nel cuore di milioni di tifosi. Nel corso dell'evento, che ha visto tra i premiati anche personalità di spicco del panorama calcistico come Francesco Totti, Christian Vieri, Gennaro Gattuso e Alessandro Moggi, il riconoscimento è stato consegnato alla famiglia di Mihajlović in un clima di grande partecipazione e commozione. 

A rendere ancora più significativo l'omaggio è stata la consegna di un'opera realizzata dall'artista e pittore marchigiano Benito Macerata, che ha voluto dedicare il proprio lavoro alla figura dell'ex campione serbo. Un tributo artistico che va oltre il semplice ricordo sportivo e che intende celebrare la forza morale, il coraggio e la determinazione che hanno caratterizzato la vita di Mihajlović, sia dentro che fuori dal rettangolo di gioco. L'opera di Macerata si propone infatti come un simbolo di memoria e riconoscenza, capace di trasformare in immagine i valori che hanno reso Sinisa un esempio per intere generazioni: Sinisa nel 'cuore' (elemento che contraddistingue le opere di Macerata) di tutti, con la capacità di affrontare le difficoltà con dignità, la passione per il proprio lavoro e il legame autentico con il pubblico e con il mondo dello sport. 

"La consegna di questa opera alla famiglia di Sinisa Mihajlović rappresenta per me un gesto dal significato umano e simbolico molto importante. Attraverso l'arte desidero rendere omaggio alla sua figura, al suo coraggio, alla sua determinazione e ai valori che ha saputo trasmettere dentro e fuori dal campo. La memoria di Sinisa continua a vivere attraverso l'affetto di chi lo ha conosciuto, stimato e ammirato. È con questo spirito che consegno questo quadro quale segno di rispetto e di profonda considerazione", ha dichiarato Benito Macerata. 

Parole che racchiudono il senso più autentico dell'iniziativa: custodire il ricordo di un uomo che, oltre ai successi sportivi, ha lasciato un'eredità fatta di forza, umanità e resilienza. Attraverso il linguaggio universale dell'arte, l'opera di Macerata diventa così un ponte tra memoria e presente, un segno tangibile di affetto rivolto alla famiglia Mihajlović e a tutti coloro che continuano a riconoscersi nei valori incarnati dal campione serbo. 

14 ott 2026

Meloni al Pd: "Non sono arrivata dove sono con carezze e moine, da sinistra misoginia"

(Adnkronos) - Non solo l'attacco a Giuseppe Conte. Nel suo intervento di replica alla Camera sulle comunicazioni prima del Consiglio europeo, la premier Giorgia Meloni risponde anche al Pd, puntando il dito contro la sinistra dopo le parole in Aula del dem Peppe Provenzano. 

 

"Collega Provenzano", esordisce Meloni, "vorrei sapere cosa intendeva quando ha detto che non sono andata a non so quale vertice perché Trump non mi vezzeggiava. Vezzeggiare significa trattare qualcuno con carezze e moine, io non so come devo interpretare questo atteggiamento... Perché una cosa è non essere d’accordo con la mia linea politica, io faccio politica da 35 anni e non sono arrivata dove sono arrivata con carezze e moine, ma combattendo, con le mie idee, dimostrando il mio valore e con il consenso dei cittadini, e lei non utilizzerebbe questo tono con un collega maschio. Collega Boldrini - ha poi aggiunto la premier -, mi pare che dobbiamo iniziare a fare i conti con una misoginia che ha impedito alla sinistra in Italia di consentire alle donne di arrivare dove meritavano", le parole di Meloni. 

 

“L’Europa in questo tempo è chiamata a fronteggiare qualcosa che somiglia a una bancarotta morale dell’Occidente. Solo che Meloni cosa può dire? Lei il responsabile di questa bancarotta morale, giuridica e politica, Trump, lo aveva candidato al Nobel per la pace pochi mesi fa. Noi siamo al fianco dell’Ucraina perché per noi il diritto internazionale, la Carta delle Nazioni Unite, valgono sempre, non fino a un certo punto. E smettere di aiutarli ad autodifendersi non avrebbe portato alla pace, ma alla resa all’aggressore. Questo però non significa che si debba aspettare che cada l’ultimo missile per lavorare a una pace. La pace è una costruzione politica e diplomatica. Un lavoro difficile, anche perché Putin è pronto a sabotarlo. Ma necessario. L’Italia, in questo lavoro, c’è sempre stata, per tradizione e vocazione. Ma non con Meloni”. Così il deputato e responsabile Esteri del Pd Provenzano, intervenendo in Aula nel dibattito prima della replica di Meloni. 

“Un’Italia che non c’è in un’Europa senza ambizione, questa è la sintesi della sua politica. Anche sul Medioriente - ha aggiunto - siamo l’unico grande Paese europeo che non ha riconosciuto la Palestina e non ha introdotto sanzioni nei confronti delle colonie illegali. Perché ogni volta che la destra può fare qualcosa contro Netanyahu non lo fa. Sul Libano siamo stati spettatori. Sulla guerra illegale all’Iran, a pagare il prezzo delle scelte di Trump e Netanyahu siamo noi. Per arrivare poi al vulnus democratico dell’invio una missione militare in Arabia Saudita, con i rischi connessi, all’insaputa del Parlamento. Invece di andare all’Onu Meloni dov’era? In Cdm a dichiarare guerra ai bambini nelle scuole, a fare polemica sul burqa. Fumo negli occhi. Strategia del caos. E’ un governo di trumpisti minori. La polemica con l’Europa rientra nella strategia del caos. L’altro ieri, all’assemblea di Assolombarda, ha detto che ‘L’Italia non è in Europa per dire sempre sì’, che ‘servono risposte strutturali’. Ma in Europa c’è lei, da quattro anni. Il vicepresidente esecutivo della Commissione è del suo partito. Se dall’Europa non arrivano risposte - ha concluso - la domanda va rivolta a voi stessi”. 

 

14 ott 2026

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