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5 ott 2026

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5 ott 2026

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5 ott 2026

Pinerolo, studente con disabilità ustionato con accendino da compagno di scuola

(Adnkronos) - I carabinieri stanno svolgendo accertamenti su una presunta aggressione che si sarebbe verificata la scorsa settimana in un istituto professionale di Pinerolo, Arturo Prever, dove uno studente 19enne, con disabilità, sarebbe stato avvicinato, al termine di una lezione, negli spogliatoi da un compagno di scuola, quest’ultimo minorenne, che gli avrebbe passato un accendino acceso sulle braccia provocandogli lesioni giudicate guaribili in cinque giorni. A denunciare l’episodio ai carabinieri sarebbe stata la mamma della vittima che avrebbe presentato querela. Gli atti sono stati inviati alla procura dei minori di Torino.  

“Sono molto avvilita che un episodio come questo sia successo nella mia scuola, sono episodi che non dovrebbero succedere mai da nessuna parte, ma in particolare in un istituto che ha fatto dell’inclusione la sua mission a 360 gradi tanto che noi abbiamo 200 allievi iscritti e frequentanti e riusciamo a portare tutti al successo formativo - ha sottolineato la dirigente scolastica, Roberta Martino, interpellata telefonicamente - mi sconvolge che uno ragazzo possa manifestare sentimenti di questo genere in una scuola come la mia”.  

La dirigente ha convocato un consiglio di classe straordinario il giorno successivo ai fatti, ma la riunione è stata aggiornata a questa settimana perché il presunto aggressore si è presentato senza genitori e quindi, essendo minorenne, c’era la necessità di tutelarlo. “Questo consiglio si pronuncerà per una sospensione superiore ai 15 giorni e quindi la questione passerà in mano al consiglio d’istituto - ha aggiunto la dirigente - questa è una scuola dove le sanzioni hanno sempre come obiettivo la rieducazione, quindi siamo per le sospensioni sociali in modo che i ragazzi che compiono gesti non consoni possano essere rieducati. Per questo caso, però, proporrò un’espulsione dall’istituto perché non può essere accettato un episodio del genere”, ha concluso.  

“Quanto accaduto all’Istituto Prever di Pinerolo è un episodio gravissimo, che condanniamo con fermezza. Esprimiamo tutta la nostra vicinanza allo studente vittima di questo gesto odioso e ignobile e alla sua famiglia. La violenza e la sopraffazione non possono trovare spazio nelle nostre scuole, tanto più quando colpiscono una fragilità”. Così il presidente del Piemonte, Alberto Cirio, e l’assessore all’istruzione Daniela Cameroni. 

“Come Regione siamo impegnati da anni nella prevenzione e nel contrasto del bullismo e del cyberbullismo, sostenendo progetti nelle scuole e lavorando insieme alle istituzioni e alle realtà del territorio. Continueremo su questa strada, rafforzando il nostro impegno - aggiungono - ma oggi vogliamo rivolgerci soprattutto ai ragazzi: gesti come questo non sono bravate e non vanno emulati. Quando un compagno viene deriso, umiliato o aggredito, scegliete di stare dalla sua parte. Aiutatelo, non voltatevi dall’altra parte. Anche questo significa avere coraggio”, concludono Cirio e Cameroni. 

5 ott 2026

Ue, costruttori auto Gb (Smmt): "Con esclusione Regno Unito da Made in Europe a rischio 20mila posti di lavoro in Italia"

(Adnkronos) - "L'Italia è uno dei Paesi che pagherà il prezzo più alto se l'Unione europea taglierà fuori il Regno Unito dalle regole del Made in Europe. Si stima un impatto sul pil italiano di 1,7 miliardi di euro e ben 20.000 posti di lavoro a rischio, dato che le aziende italiane di componentistica vendono e dipendono moltissimo dal mercato automobilistico britannico". Ad affermarlo all'Adnkronos è Mike Hawes, amministratore delegato della Smmt, Society of Motor Manufacturers and Traders, l'associazione di categoria dell'industria automobilistica britannica, commentando il piano industriale con cui Bruxelles intende favorire le produzioni del Vecchio Continente.  

"Le intenzioni sono comprensibili, ma i confini di questa strategia sembrano non tenere conto di decenni di filiere integrate. Escludere il Regno Unito sarebbe un autogol, indebolendo la competitività, riducendo la scala e limitando la scelta dei consumatori. Abbiamo tutti bisogno di un piano migliore, che riconosca l'industria automobilistica britannica come un partner di fiducia e rafforzi, anziché frammentare, l'industria automobilistica europea”, aggiunge Hawes.  

Come anticipato, tra i paesi che potrebbero pagare di più questa esclusione, c'è l'Italia. Secondo uno studio di Oxford Economics commissionato dalla stessa Smmt, è infatti tra le nazioni che pagheranno il prezzo più alto in caso di un taglio netto. "L'industria della componentistica italiana è un tassello fondamentale, vendendo e dipendendo in larga misura dalle linee di montaggio d'Oltremanica. Il Regno Unito rappresenta il principale mercato di esportazione dell'Ue per le autovetture e viceversa; inoltre, i produttori dell'Ue vendono all’Uk più componenti automobilistici che a qualsiasi altro mercato globale, nell'ambito di una relazione commerciale del valore di 80 miliardi di euro l'anno”. 

L'analisi condotta da Oxford Economics stima che la produzione automobilistica britannica sostenga attività economiche per un valore di 24 miliardi di euro e garantisce il lavoro a 250.000 persone in tutta l'Ue, coinvolgendo settori che spaziano dai servizi di pubblica utilità a quelli finanziari e immobiliari. “Tali benefici sarebbero compromessi se venisse escluso il nostro Paese dalle disposizioni chiave relative al marchio Made in Europe. Nella formulazione attuale, ai veicoli prodotti nel Regno Unito verrebbe negato l'accesso agli incentivi riservati ai prodotti di fabbricazione Ue, come il sostegno alle flotte aziendali a basse emissioni e i benefit per la riduzione di emissioni di CO2, e sarebbero esclusi dagli appalti pubblici degli Stati membri dell'Ue, nonostante il ruolo svolto dal Regno Unito nella filiera automobilistica europea”.  

“Una simile eventualità porrebbe la produzione britannica in una posizione di svantaggio competitivo sul suo mercato principale, riducendo la domanda di veicoli prodotti nel Regno Unito e, di conseguenza, diminuendo l'approvvigionamento britannico di componenti, beni e servizi provenienti dall'Ue. Ciò comporterebbe inoltre costi più elevati e una minore scelta per i consumatori europei, proprio nel momento in cui il settore necessita di dimensioni adeguate, investimenti e accessibilità economica per affrontare le sfide competitive e accelerare la transizione verso una mobilità a zero emissioni”, conclude Mike Hawes. (di Alessandro Allocca) 

5 ott 2026

Vittorio Sgarbi ricoverato, Myrta Merlino: "È debolissimo, situazione medica molto complicata"

(Adnkronos) - "Ho parlato stamattina con Elisabetta Sgarbi. Vittorio è stazionario purtroppo". Myrta Merlino, ospite oggi a La volta buona, ha parlato delle condizioni di salute di Vittorio Sgarbi, ricoverato in terapia intensiva al Policlinico Gemelli di Roma dove è arrivato giovedì scorso con una grave insufficienza respiratoria.  

"Non sono (i medici, ndr) ancora in grado di stubarlo, perché ha un problema con il catarro infetto che deve evitare di ingoiare. Una situazione medica molto complicata. Vittorio è debolissimo", ha aggiunto la giornalista nel salotto di Caterina Balivo su Rai1. 

"Io non ho mai visto una sorella amare così tanto suo fratello, come Elisabetta ama Vittorio. E Sabrina (Colle, ndr) ha dedicato tutta la sua vita a Vittorio. Da amica dico che Vittorio è circondato dall'amore", ha aggiunto la giornalista ricordando la forte passione dell'ex sottosegretario alla Cultura per la vita pubblica, la televisione e l'arte.  

"Essendo un uomo dei grandi eccessi, la depressione e la non voglia di vivere è stata così tanto forte che l'ha indebolito anche fisicamente. Io credo che il silenzio, l'amore di chi gli ti sta vicino sono fondamentali", ha aggiunto lanciando poi un appello alla figlia Evelina Sgarbi, che lo scorso anno aveva presentato un'istanza al tribunale civile di Roma per la nomina di un amministratore di sostegno per il padre: "Se fossi nella figlia di Vittorio eviterei polemiche in questo momento e proverei a fare il tifo per una sua guarigione".  

5 ott 2026

Ballando, Mariotto svela: "Eravamo tutti spaventati". Poi, il consiglio a Matano e d'Urso

(Adnkronos) - Guillermo Mariotto svela alcuni retroscena della prima puntata di Ballando con le stelle. Ospite oggi a La volta buona, il giurato del dance show di Rai1 ha raccontato le "paure" vissute dalla giuria nel corso della prima puntata andata in onda sabato sera, a causa dei nuovi ingressi dietro il bancone di Alberto Matano e Barbara D'Urso al posto di Fabio Canino e Selvaggia Lucarelli. 

Una nuova squadra che avrebbe creato, inizialmente, tensione e "ansia da prestazione". "Eravamo tutti spaventati, io avevo il cuore in bocca. Sembrava stessimo per andare in onda per la prima volta", ha raccontato Mariotto. Lo stilista venezuelano ha poi rivolto un consiglio ai nuovi giurati, invitandoli a trovare una loro identità nel programma: "Vanno stanati. Devono prendere posizione su quello che devono fare e su come devono farlo. Capisco che è stata la prima volta. Non si può fare buonismo, altrimenti succedono altre dinamiche che potrebbero stravolgere la situazione", ha detto lasciando intendere qualche dubbio sul debutto dei nuovi giurati. 

A commentare la nuova giuria anche Giancarlo Magalli, ospite in studio da Caterina Balivo. Il conduttore ha detto di aver apprezzato il cambiamento, anche se "Matano sembra Canino 2.0, e D'Urso sembra Lucarelli 2.0".  

Nel corso della puntata si è parlato anche del giudizio espresso da Barbara D'Urso nei confronti di Ornella Muti, in gara insieme a Pasquale La Rocca. Al termine dell'esibizione di sabato sera, d’Urso ha detto di aver apprezzato il tango proposto ma sottolineando di non aver percepito "passione". Un commento che ha ricevuti fischi dal pubblico in studio e che non è piaciuto particolarmente a La Rocca, che ha risposto direttamente alle parole: "La performance è arrivata allo studio, se a lei non è arrivato va bene così". Anche Rossella Erra si è espressa sull’argomento. L'opinionista ha raccontato che tra Ornella Muti e Barbara D'Urso in passato ci sarebbe stata "un'incomprensione", senza però entrare nei dettagli del precedente. 

5 ott 2026

Nautica, Mazzi: "Italia ha vocazione marittima e turistica naturale"

(Adnkronos) - “Sono venuto al Salone soprattutto per ascoltare le istanze di questo settore, una realtà d'eccellenza che merita sempre maggiore considerazione anche in sede europea e internazionale. Come governo Meloni stiamo portando avanti una battaglia centrale sul turismo, ottenendo risultati significativi, anche se in Europa si fa ancora fatica a percepire pienamente il turismo come una vera e propria industria economica. Un paese come l'Italia, con oltre 8mila chilometri di coste, ha una vocazione marittima e turistica naturale ed evidente". È quanto ha evidenziato Gianmarco Mazzi, ministro del Turismo, intervenendo alla ‘XII Conferenza Nazionale sul Turismo Costiero e Marittimo’, organizzata da Federturismo Confindustria con la collaborazione di Confindustria Nautica nell'ambito del 66esimo Salone Nautico Internazionale di Genova, la kermesse leader mondiale del settore in svolgimento presso il nuovo Waterfront di Levante fino al 6 ottobre sotto l'emblema e il pay-off ‘We are made of sea’. 

"Durante il confronto ho raccolto proposte e istanze chiare, alcune persino lapalissiane, ed è mio impegno prioritario mettermi subito al lavoro per capire le ragioni dei rallentamenti normativi degli ultimi anni e accelerare sulle semplificazioni, sui decreti e sulle norme necessarie. Lavorerò a stretto contatto con questa comunità d'imprese, fatta di eccellenze manifatturiere e industriali, in vista di una stagione che vedrà il mare italiano assoluto protagonista nel mondo anche grazie ai grandi appuntamenti internazionali della vela, come gli eventi legati all'America's Cup che coinvolgeranno Napoli, Genova e altre città italiane”, ha aggiunto. 

5 ott 2026

Rifiuti, Coripet estende il ciclo del Pet: dal bottle-to-bottle alle reggette

(Adnkronos) - Dopo le bottiglie, le reggette. Coripet si prepara ad ampliare il proprio perimetro di attività e a estendere il modello di economia circolare sviluppato in questi anni per le bottiglie in Pet a una nuova tipologia di imballaggio: le reggette, le strisce in plastica utilizzate soprattutto nella logistica, nell’industria e nella distribuzione per assicurare colli, scatole e merci durante il trasporto e la movimentazione. 

L’ampliamento consentirà ai produttori di reggette in Pet ed in Pp - polipropilene- di entrare nel sistema Coripet e disporrà di una filiera organizzata per la raccolta, l’avvio a riciclo e la produzione di materia prima seconda per ridare nuova vita alle reggette. La raccolta delle reggette usate avrà una natura prevalentemente industriale e non sarà rivolta al grande pubblico. Le reggette vengono infatti utilizzate e accumulate soprattutto nei luoghi nei quali transitano grandi quantità di merci. L’obiettivo è costruire una filiera dedicata e tracciabile, capace di raccogliere flussi omogenei di reggette in Pet e Pp, avviarli a riciclo e rendere nuovamente disponibile la materia recuperata per la produzione di nuove reggette. 

“Con questo allargamento facciamo un passo ulteriore: portiamo il principio dell’economia circolare dal mondo delle bottiglie a una nuova applicazione del Pet e del Pp - afferma Corrado Dentis, presidente di Coripet - Il Ppwr imprime un’accelerazione molto forte a questo processo perché spinge il mercato verso imballaggi riciclabili e con un utilizzo crescente di materia prima seconda. Per chi produce imballaggi in Pet e Pp diventa sempre più strategico poter contare su un sistema capace non soltanto di gestirne il fine vita, ma anche di creare le condizioni affinché il materiale recuperato possa rientrare nel ciclo produttivo”. 

5 ott 2026

Export, il Sistema Paese fa tappa a Roma: imprese e territori del Centro alla prova dei nuovi mercati

(Adnkronos) - Portare la diplomazia economica nei territori e mettere le imprese direttamente in contatto con chi può accompagnarle sui mercati internazionali. È questa la logica di “Obiettivo Export”, il percorso promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale che il 6 ottobre arriva a Roma, all’Auditorium Parco della Musica “Ennio Morricone”, per la tappa dedicata alle imprese e ai territori del Centro Italia. Adnkronos sarà media partner dell’evento e trasmetterà una diretta speciale dalle 13 alle 14, che sarà visibile sulla nostra homepage e i nostri canali video (Youtube e Dailymotion). 

L’appuntamento romano chiude un percorso che ha già toccato Torino e Bari e prepara la Conferenza Nazionale dell’Export 2026, in programma a dicembre. L’idea alla base dell’iniziativa è portare il Sistema Paese più vicino alle imprese: non soltanto illustrare le politiche per l’internazionalizzazione, ma raccogliere esigenze e difficoltà dei territori e creare un confronto diretto con la rete diplomatica e commerciale italiana nel mondo. 

“Obiettivo Export”, che sarà aperto dal discorso del ministro Antonio Tajani, si inserisce nella strategia con cui la Farnesina punta ad ampliare i mercati di sbocco delle imprese italiane, rafforzando la presenza del Made in Italy nelle aree a maggiore potenziale senza rinunciare ai mercati maturi. 

Il principio è quello della diversificazione: ridurre la dipendenza da pochi mercati, individuare nuove opportunità e accompagnare le imprese in un contesto internazionale segnato da tensioni geopolitiche, dazi, trasformazione delle catene globali del valore e crescente competizione per tecnologie e materie prime. 

L’obiettivo indicato dal governo è portare l’export italiano oltre 700 miliardi di euro entro il 2027, facendo leva non soltanto sulle grandi aziende già presenti sui mercati internazionali, ma soprattutto sulla capacità di coinvolgere un numero crescente di piccole e medie imprese. 

La tappa romana guarda in particolare al Centro Italia, un’area caratterizzata dalla convivenza tra produzioni tradizionali del Made in Italy, industrie ad alto contenuto tecnologico, farmaceutica, manifattura avanzata, cultura e filiere creative. 

Il confronto riunirà rappresentanti delle istituzioni e della rete diplomatico-commerciale italiana, associazioni imprenditoriali, aziende, operatori dei settori industriali e del Made in Italy e soggetti pubblici impegnati nel sostegno all’internazionalizzazione. 

Tra i temi in agenda ci saranno il ruolo dei territori nella crescita sui mercati internazionali e gli strumenti messi a disposizione delle imprese dal Sistema Paese. 

Una parte del confronto sarà dedicata alla sicurezza delle materie prime e degli input strategici, diventata un elemento sempre più importante della competitività internazionale. Per un Paese come l’Italia, fortemente orientato alla trasformazione e all’alta specializzazione ma povero di materie prime, diversificare gli approvvigionamenti significa proteggere le filiere industriali e creare le condizioni per continuare a innovare ed esportare. 

Al centro anche il futuro del Made in Italy tra mercati maturi e nuove frontiere, in uno scenario nel quale l’incertezza geopolitica e la trasformazione delle catene del valore obbligano le imprese a ripensare strategie e geografie dell’export. Qualità del prodotto, identità, innovazione e diversificazione dei mercati diventano così elementi sempre più intrecciati. 

Ma “Obiettivo Export” punta soprattutto a essere qualcosa di diverso da una tradizionale conferenza. 

Accanto al confronto pubblico, infatti, sono previsti incontri diretti tra imprese ed esperti della Farnesina e delle principali strutture del Sistema Italia per l’internazionalizzazione. Le aziende potranno confrontarsi con responsabili degli uffici commerciali delle ambasciate italiane, rappresentanti della rete ICE all’estero ed esperti degli strumenti finanziari e promozionali a sostegno dell’export. 

Una formula pensata per trasformare la diplomazia economica in uno strumento concretamente accessibile anche alle Pmi: dalla conoscenza dei mercati alle opportunità commerciali, dai finanziamenti alle garanzie, fino all’accompagnamento nelle strategie di ingresso in nuovi Paesi. 

Il programma dedica inoltre specifici momenti di lavoro alle eccellenze culturali e produttive dei territori, mettendo a confronto istituzioni, operatori economici, mondo della cultura e industrie creative per costruire percorsi di internazionalizzazione dedicati. 

Un altro laboratorio sarà rivolto invece a startup e Pmi innovative, con un approfondimento sugli strumenti di promozione e sostegno disponibili per affrontare i mercati esteri. 

È qui il filo conduttore dell’intero percorso verso la Conferenza nazionale dell’Export: fare della rete diplomatica, finanziaria e commerciale italiana una vera infrastruttura al servizio della crescita delle imprese, avvicinando territori e mercati internazionali in una fase in cui la geografia dell’economia mondiale sta cambiando rapidamente. 

5 ott 2026

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