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Vita da... camper, è davvero possibile? Ecco quanto può costare oggi

(Adnkronos) - Vita in camper, oggi è davvero possibile? Vivere viaggiando è un sogno per tanti, ma quanto costa davvero? La risposta dello spagnolo Jesus è sorprendente: "Tra 300 e 500 euro al mese". Come raccontato dalla radio spagnola Cadena Cope, l'uomo vive da mesi vive a bordo di 'India', il suo camper lungo sei metri, trasformato in una vera casa su quattro ruote. Una scelta che gli permette non solo di ridurre le spese, ma anche di cambiare il proprio stile di vita e ritrovare una maggiore serenità. 

Una storia, la sua, che mostra un modo alternativo di abitare e viaggiare: niente affitto, poche spese fisse e la possibilità di spostarsi a piacimento. "Si spendono soldi per il cibo e un po’ di gasolio, ma per nient’altro" racconta, spiegando di essersi accorto - dopo aver venduto il suo appartamento - che vivere in una casa tradizionale gli sarebbe costato almeno il doppio. 

Per Jesus, però, il valore di questa scelta non si misura soltanto in euro. La vita in camper è diventata anche un modo per affrontare un periodo difficile della sua vita e lasciarsi alle spalle stati d’ansia e depressione. Dalla sua esperienza è nato così il progetto "Viaja en tribu", con cui cerca oggi di avvicinare altre persone alla vita in camper e alla possibilità di viaggiare in modo consapevole. Il messaggio che condivide sui social è altrettanto semplice: "Non devi per forza viaggiare fino alla fine del mondo, anche se aiuta davvero". 

Secondo il telegiornale tedesco Tagesschau, anche un camper semplice e usato può costare decine di migliaia di euro. Per un modello nuovo, la cifra sale generalmente tra i 60 e gli 80mila euro, a cui bisogna aggiungere eventuali costi per personalizzazioni e allestimenti. 

Dopo il boom registrato durante gli anni della pandemia, il mercato ha però iniziato a rallentare. Dal 2024 i prezzi sono scesi, rendendo l’acquisto di un camper più accessibile. 

Per Jesus, comunque, il vero risparmio arriva dopo. Una volta superato l’investimento iniziale, vivere in viaggio significa avere una casa sempre con sé, ridurre al minimo le spese fisse e, soprattutto, poter scegliere ogni giorno dove andare. Un modo di vivere che non è solo una questione economica, ma una nuova idea di libertà. 

26 ago 2026

Cavo Dragone: "Russia e Iran? Minacce per Europa, per Kiev la pace passa dalla deterrenza"

(Adnkronos) - La Russia e l'Iran? Sono minacce per l'Europa, e per Kiev la pace passa dalla deterrenza. Così l'ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, presidente comitato militare della Nato, che, in una lunga intervista al quotidiano Il Foglio, spiega: “Fermare il massacro è un obiettivo che condivido assolutamente e che chiunque porti questa uniforme sottoscriverebbe senza esitazioni. La divergenza riguarda il metodo". Nel febbraio 2022, aggiunge, "l’obiettivo dichiarato nella pianificazione russa era prendere Kiev in tre giorni. Il sostegno militare ha consentito a uno Stato aggredito di continuare a esistere e, quando verrà il momento di un negoziato, di parteciparvi disponendo di qualcosa. Le condizioni imposte a chi non ha alternative, storicamente, hanno raramente prodotto stabilità durevole o pace”.  

Cavo Dragone sottolinea come spendere di più in armamenti non significa desiderare una guerra: “Parlerei di investimento più che di spesa, e di sicurezza più che di armamenti. La sicurezza è la precondizione di tutto il resto: nessuna economia cresce, nessun sistema sanitario funziona, nessuna scuola apre in un contesto che non sia sicuro. Vale la pena guardare cosa contiene concretamente l’obiettivo concordato. Oltre agli strumenti prettamente militari, una parte rilevante riguarda anche mobilità e infrastrutture energetiche, le reti e la cybersicurezza, le scorte sanitarie, la protezione civile. Vi è poi la componente tecnologica: intelligenza artificiale, spazio, sensoristica, sistemi autonomi. Sono ambiti che incidono sulla competitività industriale europea nei prossimi decenni - continua Cavo Dragone - e che coinvolgono università e imprese. Sul perché questo riduca la probabilità di un conflitto, la logica della deterrenza si regge su tre elementi: capacità reali, credibilità della volontà di impiegarle, chiarezza nel comunicarle. Un'aggressione si verifica quando chi la considera stima di poterla condurre rapidamente e a costo contenuto. Ogni investimento fatto in tempo di pace interviene su quella stima, e la rende meno favorevole. Ci sono anche ricadute immediate e visibili, indipendenti da qualunque scenario: le stesse infrastrutture servono nelle emergenze naturali, la stessa protezione informatica difende ospedali e banche, la stessa base industriale genera occupazione qualificata. Un investimento in sicurezza produce risultati anche quando la minaccia rimane lontana". 

"La Nato - aggiunge - prende molto sul serio ogni minaccia al territorio alleato e l'Iran non può più essere considerato esclusivamente un problema mediorientale. Teheran fornisce capacità militari alla Russia per una guerra combattuta in Europa e sviluppa capacità missilistiche a sempre maggiore distanza. La cooperazione tra Russia, Iran, Corea del Nord e Cina rende il quadro ancora più complesso e dimostra quanto le minacce alla sicurezza euro-atlantica siano oggi interconnesse. C'è poi una dimensione strettamente europea - sottolinea Cavo Dragone - L'Europa è diventata anche uno dei teatri della repressione transnazionale iraniana, che per anni ha colpito dissidenti, giornalisti e oppositori arrivando a minacciare la sicurezza delle persone e condizionando il dibattito pubblico nelle nostre società. Nel giugno 2026 ventiquattro paesi, tra cui l'Italia, hanno denunciato formalmente complotti e altre attività ostili attribuite agli apparati di sicurezza iraniani. Dobbiamo valutare l'Iran per quello che è e dice di essere: un attore capace di proiettare instabilità e minacce ben oltre il medio oriente". Infine, il ruolo dell'Italia nella Nato: "L'Italia ha una traiettoria di crescente responsabilità riconosciuta e apprezzata dai partner della Nato. Con personale altamente qualificato e assetti aerei, navali e terresti". 

26 ago 2026

Ballando, Barbara D'Urso e l'infortunio alla spalla: nove mesi dopo "fa ancora male"

26 ago 2026

Partito Liberaldemocratico: "Programma Vannacci? Altro che 'Futuro', è 'Medioevo Nazionale'"

26 ago 2026

Ascolti tv, 25 agosto: Moreno vince (di nuovo) su Infante, 'Vita in Diretta' al 18,6% share

(Adnkronos) - Nella serata di ieri 'Nata per te' su Canale 5 si è aggiudicato la vittoria nel prime time con 1.624.000 telespettatori e uno share del 14%. Secondo gradino del podio per 'Lassie torna a casa' su Rai 1 che ha conquistato 1.345.000 telespettatori (share del 10,6%). Terza posizione per 'Angeli e demoni' che ha raggiunto 926.000 telespettatori (7,5% di share).  

Per quanto riguarda gli altri ascolti del prime time su La7 'In Onda Prima Serata ha radunato 838.000 telespettatori (6% di share) e su Italia1 'Yoga Radio Estate' ha ottenuto 806.000 telespettatori (7,7% di share),  

Su Rai3 'Pooh. Un Attimo Ancora' ha segnato 805.000 telespettatori (5,6% di share), sul Nove 'Giuseppe Giacobazzi – Il Pedone' ha radunato 510.000 telespettatori (4,3% di share), su Rete4, dopo la presentazione (385.000 telespettatori – 2.5% di share), 'Le Grandi Domande di Freedom' ha totalizzato 425.000 telespettatori (3,9% di share) e su Tv8 'No Time to Die' ha ottenuto 340.000 telespettatori (3,2% di share). 

Nel day time, il secondo giorno su Rete4 di Milo Infante con 'Ore 11' ha ottenuto 412.000 spettatori e l’8.2% di share nella prima parte e 569.000 spettatori con il 6.9% nella seconda parte, in onda dopo il Tg4 (al debutto di lunedì gli ascolti erano stati di 460.000 spettatori con il 9.6% di share, nella prima parte, e 550.000 spettatori con il 6.9%, nella seconda parte).  

Nel pomeriggio, lo scontro diretto tra 'Vita in Diretta' su Rai1 e 'Verità Nascoste - Il Diario' su Canale 5, ha visto prevalere ancora, nel periodo di sovrapposizione, il programma condotto da Manuela Moreno. 'Vita in Diretta' ha ottenuto 827.000 spettatori con il 10.9% nella parte chiamata Start, 1.117.000 spettatori con il 15.2% nella presentazione e 1.403.000 spettatori con il 18.6% nel programma vero e proprio. Su Canale 5 (dove andrà in onda per due settimane fino al 4 settembre) 'Verità Nascoste – Il Diario' ha registrato 1.176.000 spettatori e il 16% di share nella prima parte e 1.043.000 spettatori e il 13.9% di share nella seconda parte. 

26 ago 2026

Il presidente dell'Accademia della Crusca: "Lasciamo il termine 'woke' agli americani"

(Adnkronos) - "Sinceramente, non credo che si tratti di una parola comprensibile a tutti, tanto più perché può essere usata con due diversi significati. E se lasciassimo 'woke' agli americani, con tutte le sue implicazioni?". E' la domanda posta da Paolo D’Achille, presidente dell’Accademia della Crusca e professore ordinario di Linguistica Italiana presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università Roma Tre, a proposito di una delle parole più controverse entrate nel dibattito pubblico italiano: “woke”, appunto. Un termine inglese che, intorno al 2020, ha iniziato a circolare con sempre maggiore frequenza anche in Italia, fino a essere registrato dai dizionari e ora diventata anche oggetto di polemica politica nel centrosinistra. Una parola apparentemente semplice, ma tutt’altro che univoca, che può assumere significati diversi a seconda di chi la utilizza e del contesto in cui viene pronunciata. 

Dal punto di vista linguistico, spiega D’Achille all'Adnkronos, “woke” deriva dal verbo inglese "to wake", “svegliare”, ed è utilizzato in italiano sia come sostantivo sia come aggettivo, rimanendo invariabile. Il termine nasce negli Stati Uniti e, già dagli anni Quaranta, viene utilizzato per indicare una particolare consapevolezza nei confronti delle ingiustizie e delle discriminazioni, ricorda D'Achille. Nel suo significato originario, “woke” identifica singoli attivisti, ma soprattutto movimenti e gruppi impegnati nella difesa dei diritti civili, nella lotta alle disuguaglianze sociali e contro le discriminazioni legate, in particolare, all’etnia, al genere e all’orientamento sessuale.  

E' però un secondo significato, oggi, ad aver conquistato maggior spazio nel linguaggio politico e mediatico. Un significato negativo e spregiativo, utilizzato soprattutto dagli oppositori della cosiddetta “cultura woke”. In questa accezione, osserva il presidente dell'Accademia della Crusca, “woke” viene riferito a chi porta le battaglie progressiste verso forme considerate radicali o aggressive, trasformandole, secondo i critici, in atteggiamenti di intolleranza. Il termine finisce così per essere associato anche a questioni come la cosiddetta “cancel culture” e al dibattito sulla teoria del “gender”.  

 

Il risultato è una parola che può significare due cose quasi opposte: da una parte la consapevolezza e l’impegno contro discriminazioni e disuguaglianze; dall’altra un’etichetta utilizzata per criticare proprio quelle posizioni, quando vengono considerate estremiste o intolleranti. Una doppia valenza che, secondo il presidente della Crusca, rende “woke” tutt’altro che immediata per il pubblico italiano. "Non credo che si tratti di una parola comprensibile a tutti", sottolinea D’Achille, proprio perché il termine può essere impiegato con significati differenti e spesso contrapposti.  

Anche la sua origine contribuisce a spiegare la difficoltà di trovare un equivalente italiano. “Woke”, infatti, è un anglicismo per il quale non si è mai realmente cercato un traducente. La ragione, secondo D’Achille, è legata alla storia stessa della parola: il termine e il concetto provengono dagli Stati Uniti e vengono spesso utilizzati per descrivere fenomeni della cronaca e del dibattito pubblico americano, dalle manifestazioni agli scontri sociali e politici. Una parola, dunque, che porta con sé non soltanto un significato linguistico, ma anche un preciso bagaglio culturale e politico.  

Ed è proprio da qui che nasce la domanda di D’Achille: "E se lasciassimo 'woke' agli americani, con tutte le sue implicazioni?". Una provocazione che apre anche una questione più ampia: quanto è opportuno importare nel nostro italiano parole nate all’interno di contesti culturali e politici molto specifici? E quanto, invece, il loro ingresso nella lingua finisce per trascinare con sé significati, contrapposizioni e conflitti che appartengono soprattutto alla società che le ha generate? Nel caso di “woke”, la risposta sembra tutt’altro che semplice. La parola è ormai entrata nell’uso italiano. Ma il dibattito sul suo significato, sulla sua comprensibilità e sull’opportunità stessa di utilizzarla resta aperto. (di Paolo Martini) 

26 ago 2026

Malaria all'aeroporto di Francoforte, 1 morto e 5 casi tra i dipendenti: rafforzati i controlli

(Adnkronos) - Allerta all'aeroporto di Francoforte, uno dei maggiori in Europa, dove una persona è morta e altre cinque risultano positive alla malaria. Si tratta di dipendenti dello scalo, come riporta il quotidiano Bild, dopo aver parlato con un portavoce di Fraport. 

Secondo il Robert Koch Institute (RKI), l'infezione potrebbe essersi verificata tra il 4 e il 6 luglio. A metà del mese scorso, infatti, era emerso che alcuni addetti al carico e allo scarico delle merci avevano contratto la malaria e che la trasmissione poteva essere avvenuta tramite la puntura di zanzare infette che avevano viaggiato in stiva. Non ci sarebbe stata, dunque, una trasmissione da uomo a uomo.  

Il portavoce di Fraport, Andreas Schopf, ha dichiarato: "Le nostre più sentite condoglianze vanno alla famiglia del defunto. Gli altri dipendenti colpiti stanno ricevendo cure mediche". Tuttavia, al momento, non sono stati registrati altri focolai. "I nostri reparti specializzati stanno monitorando attentamente la situazione. Abbiamo informato a fondo tutti i dipendenti e abbiamo chiesto loro di consultare un medico in caso di sintomi e di specificare che lavorano in aeroporto, e che vi sono casi di malaria aeroportuale, in modo che possano essere effettuati test mirati", ha aggiunto Schopf alla Bild. All'interno dell'aeroporto sono state piazzate delle trappole e alcuni esemplari di zanzare sono già stati uccisi. Gli animali saranno sottoposti ad analisi presso ad Anversa per verificare l'eventuale presenza del parassita responsabile della malaria. 

L'ultimo caso di malaria aeroportuale (Airport malaria), secondo il Robert Koch Institute (RKI), è stato rilevato in Germania nel 2023, sempre a Francoforte. Tuttavia, un evento del genere è raro al di fuori delle cosiddette aree endemiche e prevede che le zanzare vengano trasportate in altri continenti tramite aerei cargo o passeggeri. 

26 ago 2026

Kessie torna in Serie A? Duello di mercato Juve-Roma

(Adnkronos) - Il duello di mercato per il ritorno di Franck Kessie in Serie A entra nella fase decisiva. Sul centrocampista ivoriano accelerano con forza Roma e Juventus, in una sfida che a breve potrebbe arrivare alla svolta. Come riportato da Sky Sport, i giallorossi hanno provato a cambiare gli equilibri nelle ultime ore: nella serata di martedì 25 agosto hanno incontrato l’agente del giocatore, battendo un primo colpo per anticipare la concorrenza bianconera. 

La Juventus, però, si era già mossa in precedenza e ad oggi, mercoledì 26 agosto, ha una posizione di vantaggio nella corsa al centrocampista.  

Il pressing della Juve resta forte. I bianconeri continuano a lavorare con l’entourage del giocatore e stanno cercando di arrivare a dama. A spingere per l’operazione c’è anche Luciano Spalletti, che considera l'ex Milan un elemento importante per completare il centrocampo e vorrebbe averlo a disposizione il prima possibile. La proposta bianconera è già delineata: due anni di contratto, con un’opzione per una terza stagione.  

Dall’altra parte, la Roma è uscita allo scoperto. L’incontro con l’agente di Kessie rappresenta un segnale chiaro della volontà di inserirsi nella trattativa. La Juventus conserva il vantaggio accumulato grazie alle mosse anticipate, ma il blitz giallorosso ha cambiato lo scenario e adesso ogni passo può diventare determinante. Se i bianconeri scegliessero di aspettare, i giallorossi potrebbero guadagnare terreno. Se invece la Juve deciderà di forzare l’operazione, la trattativa potrebbe chiudersi in breve. In ogni caso, il ritorno del centrocampista ivoriano in Serie A è sempre più vicino. 

26 ago 2026

Melanoma, nuove speranze da vaccino sperimentale di Moderna e Msd: "Risultati promettenti"

(Adnkronos) - Un vaccino sperimentale a mRna è riuscito a prevenire la recidiva o la diffusione del melanoma in uno studio, condotto su pazienti affetti dalla forma di patologia più complessa. L'annuncio arriva da Moderna e dal suo partner Msd. Si apre così la strada a un trattamento potenzialmente innovativo in grado di prolungare la vita delle migliaia di persone a cui ogni anno viene diagnosticato questo tumore della pelle potenzialmente letale.  

 

Lo studio di fase 3 ha coinvolto pazienti sottoposti a intervento chirurgico per la rimozione di un melanoma con l'obiettivo di ridurre il rischio di recidiva. "Si tratta del primo annuncio di risultati positivi di fase 3 per una terapia oncologica basata su mRna", hanno dichiarato Msd e Moderna in un comunicato congiunto. Il vaccino a mRna, somministrato in combinazione con l'immunoterapico Keytruda di Msd, ha raggiunto gli obiettivi chiave dello studio di fase 3 condotto su oltre 1.100 pazienti affetti da melanoma ad alto rischio o in stadio avanzato, i quali erano stati sottoposti a intervento chirurgico per la rimozione completa della massa tumorale.  

"I risultati odierni rappresentano una pietra miliare per il trattamento adiuvante del melanoma. Si tratta del primo studio di fase 3 a dimostrare che Intismeran - un trattamento sviluppato sulla base dell'esclusiva 'impronta digitale' mutazionale del tumore del singolo paziente - somministrato in combinazione con Pembrolizumab, è in grado di ridurre il rischio di recidiva o morte in pazienti con melanoma di stadio IIB-IV completamente resecato, rispetto al solo Keytruda", ha spiega la professoressa Georgina Long, che ha guidato lo studio de direttrice medica del Melanoma Institute Australia nonché professoressa di Oncologia Medica del melanoma dell'Università di Sydney, nella nota della Msd -. La combinazione di Intismeran e Pembrolizumab ha il potenziale di stabilire un nuovo paradigma terapeutico nel contesto del trattamento adiuvante del melanoma, aiutando i pazienti a rimanere liberi dalla malattia più a lungo". 

"Intervenendo più precocemente nel decorso della malattia, quando molti tumori sono considerati più trattabili, l'obiettivo della terapia adiuvante somministrata dopo l'intervento chirurgico è aumentare le probabilità di guarigione per un maggior numero di pazienti", ha affermato Dean Y. Li, presidente dei Msd, che ha aggiunto "questi primi risultati di fase 3 relativi a Intismeran in combinazione con Keytruda come terapia adiuvante confermano le potenzialità di un approccio più personalizzato alla cura del cancro. Riteniamo che le terapie basate su neoantigeni personalizzati abbiano il potenziale di ridefinire il trattamento dei pazienti con melanoma di stadio IIB-IV completamente resecato. Insieme a Moderna, attendiamo con interesse di presentare i dati dello studio 'INTerpath-001' in occasione di un congresso medico internazionale e di condividerli con le autorità regolatorie”.  

 

"Siamo contenti ed è la conferma dell'ottimismo che c'era già per i risultati di fase 2 che erano andati bene" dice all'Adnkronos Salute Paolo Ascierto, oncologo e direttore dell’Unità di Oncologia Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative dell’Istituto Pascale di Napoli. "Ora quelli di fase 3 sembrano promettenti. E' una ulteriore rivoluzione nel campo della lotta al melanoma ma non solo. Siamo all'inizio di una grande svolta nel campo dell'oncologia: nella terapia adiuvante l'immunoterapia aveva raggiunto già certi risultati, ora con questo vaccino terapeutico - non preventivo va precisato - personalizzato a mRna aumentano i benefici e diminuiscono le ricadute dei pazienti già operati" per un melanoma in stadio avanzato. 

In Italia quale potrebbe essere la platea di pazienti candidabili una volta ottenute le autorizzazione da parte di Fda, Ema e Aifa? "Una stima può essere di circa 3mila persone", risponde Ascierto. L'oncologo aggiunge che "ora aspettiamo i dati che saranno presentati presto in un convegno scientifico, è solo l'inizio per i vaccini mRna anti-tumore. Infatti - ricorda - ci sono diverse sperimentazioni per altre neoplasie come il polmone, il rene, sul pancreas c'è un campo interessante di ricerche". 

 

Moderna è stata insieme a Pfizer-BioNTech una delle prime a sviluppare e commercializzare su larga scala un vaccino contro il Covid-19 basato sulla tecnologia a mRna. "Per molti anni, l'idea di creare un trattamento a mRna, progettato specificamente per il tumore di un singolo individuo era difficile da immaginare. Oggi stiamo contribuendo a trasformare quella visione in realtà", ha affermato Stéphane Bancel, ceo di Moderna. In seguito alla diffusione di questi risultati sul vaccino anti-melanoma, le azioni di Moderna hanno registrato un forte rialzo pre-apertura alla borsa di New York. Msd e Moderna intendono ora presentare i dati a un prossimo convegno scientifico e avviare l'iter per ottenere l'approvazione normativa del trattamento.  

 

26 ago 2026

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