Logo Il Foglio

Us Open, oggi Alcaraz/Williams-Glasspol/Routliffe: orario e dove vederla in tv

25 ago 2026

Arriva 'Come farsi lasciare in 10 giorni' 2? Hudson e McConaughey pronti a tornare

25 ago 2026

Tragedia nell'Aquilano, bimba di 4 anni investita e uccisa da una moto

25 ago 2026

Franco Simone, lo sfogo contro Iva Zanicchi: "Io, l'artista più calunniato dopo Mia Martini"

(Adnkronos) - "Dopo Mia Martini sono stato l'artista italiano più calunniato". Comincia così il lungo sfogo di Franco Simone, cantautore e autore televisivo, condiviso sul suo profilo TikTok e indirizzato a Iva Zanicchi.  

"Mi hanno confermato che ancora oggi sono nella black list, la cosiddetta lista nera degli indesiderati in Rai. Senza avere alcuna colpa, ma solo per quello che hanno raccontato di me", esordisce il cantautore italiano.  

Nel suo racconto, Simone accusa innanzitutto Iva Zanicchi con la quale, sostiene, di aver avuto in passato un rapporto molto stretto: "Eravamo legati da un affetto fraterno. Mi chiamò per un programma televisivo dicendomi che aveva bisogno di me per aiutarla. Io ovviamente accettai. Ho litigato tante volte solo per difenderla", ha spiegato. Secondo il suo racconto, dopo aver ottenuto l'apprezzamento degli altri colleghi nel contesto lavorativo, Zanicchi avrebbe cambiato atteggiamento nei suoi confronti: "Ha avuto la spudoratezza di riunire gli altri colleghi, in mia assenza, chiedendogli di mettersi contro di me. Fece in modo che cambiasse tutto".  

"La signora Zanicchi, addirittura, in diretta disse che io l'ho ricattata, dicendo che io mi sentissi il re del rock", ha continuato a raccontare Franco Simone. "Lei è - prosegue nel video sfogo - solo una delle tante persone che sono passate nella mia vita che hanno cercato di denigrarmi".  

 

 

"Di me dicono che ho un carattere pessimo, mi dipingono spesso come un terrone che approfitta di qualsiasi situazione per fare strada. Questo solo in seguito alle parole che ha detto Iva Zanicchi. Ancora oggi, dopo tanti anni, mi ritrovo tanti commenti di chi si chiede perché non vado nei programmi televisivi. Non mi invitano perché sono nella black list. Come artista posso essere messo in discussione ma come uomo no".  

In conclusione, Franco Simone lancia un appello alla cantante di 'Zingara' "Cara Iva spero che tu un giorno ti metta una mano sulla coscienza, mi chieda perdono e racconti a tutti il male che mi hai fatto". 

25 ago 2026

La lascia 7 giorni prima del matrimonio, lei festeggia comunque... con l'abito da sposa

25 ago 2026

Vomito, diarrea e febbre alta per 25 bambini dopo giornata al mare a Cosenza: tutti ricoverati

25 ago 2026

Netflix smentisce la docu-serie su Rita De Crescenzo: "Nessun progetto in lavorazione"

25 ago 2026

In pensione a 30 anni, coppia gira il mondo con i figli a 70 euro al giorno

(Adnkronos) - In pensione a trent'anni per girare il mondo con i figli piccoli. È quanto ha deciso di fare una coppia del Regno Unito, che da tempo coltiva l'idea di lasciare il Paese per continuare a visitare nuovi stati, dopo aver già esplorato 27 paesi. La spesa per sostenere il loro giro del mondo? Appena 60 sterline al giorno, circa 70 euro. 

Ryan Blackley, 35 anni, e sua moglie Jess, 34, sono partiti dalla Gran Bretagna per la Thailandia con i figli Noah, di sei anni, e Bodhi, di quattro, a febbraio, e ora stanno viaggiando per l' Asia con una spesa media di 1800 sterline al mese. I loro viaggi sono finanziati dalle 2500 sterline che guadagnano ogni mese affittando le loro casa in patria. Le loro spese mensili sono inoltre inferiori rispetto a quando vivevano in Gran Bretagna, dove mutuo, bollette e cibo ammontavano a circa 2286 sterline 

Inizialmente la coppia aveva in programma di trasferirsi in Portogallo e viaggiare per l'Europa, ma alla fine ha cambiato idea dopo aver deciso che il clima invernale più mite dell'Asia si adattava meglio alle loro esigenze. Prima di intraprendere il viaggio, un totale di 9334 chilometri verso Chiang Mai, hanno preparato solo due valigie e uno zaino a testa. 

L'uomo, originario di Cambridge, ha affermato che la coppia aveva sempre pianificato di utilizzare gli immobili come mezzo per crearsi una sufficiente indipendenza finanziaria da poter lasciare il Regno Unito, e il proprio lavoro: "Avevamo un piano per andarcene dal Regno Unito, e questo piano prevedeva l'acquisto di immobili", ha detto l'uomo al Daily Mail, "abbiamo avuto una bella vita lì, ma è arrivato un punto in cui abbiamo capito che il Regno Unito non era il posto giusto per noi in cui vivere e crescere dei figli. Non è un paese sicuro", aggiungendo che: "il costo della vita è pazzesco". A 

La coppia ha scelto inolytr di educare i propri figli girando per il mondo, poiché Ryan ha affermato di voler sfuggire a quello che lui considera un sistema educativo obsoleto: "Il sistema scolastico è un sistema molto obsoleto. Per noi l'intero concetto di vita è capovolto, perché devi andare a scuola, lavorare e poi goderti la vita a 68 anni. Chissà, innanzitutto se sarai ancora vivo e, in secondo luogo, quali saranno le tue condizioni di salute. In questo modo insegniamo tutto ai bambini. Sanno come leggere, scrivere, fare matematica, imparare l'inglese", ha spiegato. 

 

25 ago 2026

Save the Children-Ferrero, da partnership progressi per minori e comunità in Costa d'Avorio

(Adnkronos) - Migliorare le condizioni di vita e le opportunità educative dei bambini nelle comunità produttrici di cacao in Costa d'Avorio. E' l'obiettivo della partnership strategica di lungo periodo tra Save the Children e Ferrero, i cui risultati, raggiunti tra il 2020 e il 2025, mostrano "progressi significativi" nella lotta al lavoro minorile e nel rafforzamento delle comunità, resi possibili sia da "un approccio olistico sia dalla stretta collaborazione con le istituzioni e attraverso i sistemi pubblici locali". Il programma, infatti, si basa su un approccio integrato e di sistema, che unisce protezione dell'infanzia, istruzione e sviluppo economico delle comunità, coinvolgendo famiglie, scuole, istituzioni, organizzazioni della società civile e attori della filiera del cacao. Il rafforzamento della resilienza economica delle famiglie rappresenta una delle componenti chiave del modello e un elemento fondamentale per affrontare le condizioni che possono contribuire ad alimentare il lavoro minorile. Tra il 2020 e il 2025, la quota di nuclei familiari con fonti di reddito diversificate è passata dal 24% al 65%, mentre la percentuale di famiglie che vive al di sotto della soglia di povertà è diminuita dal 60% al 43%.  

L'istruzione rappresenta un altro pilastro fondamentale dell'intervento. Nello stesso periodo, la percentuale di bambini iscritti alla scuola primaria è cresciuta dal 78% all'84%, mentre la frequenza regolare alle lezioni è aumentata dal 75% al 97%. Inoltre, l'89% dei bambini che hanno frequentato le classi ponte, dedicate al recupero degli anni scolastici persi, è stato successivamente inserito nel sistema educativo formale per completare il ciclo primario. Oltre la metà dei bambini coinvolti nel programma (53%) ha migliorato le proprie competenze di lettura, scrittura e calcolo, mentre la percentuale di bambini tra 0 e 5 anni con una crescita fisica regolare è aumentata dal 54% al 79%. Parallelamente, l'88% delle famiglie ha mostrato una maggiore conoscenza dei diritti dell'infanzia e il 94% ha dichiarato di essere maggiormente in grado di riconoscere, prevenire e contrastare il lavoro minorile all'interno delle comunità. Particolare attenzione è stata dedicata anche ad adolescenti e giovani, accompagnati in percorsi di formazione e inserimento professionale. Al termine del programma, il 64% dei giovani partecipanti risultava occupato in un'attività lavorativa retribuita, contribuendo a costruire opportunità concrete di autonomia economica e sviluppo. 

"Risultati - sottolineano da Save the Children e Ferrero - che confermano la validità di un modello basato sulla collaborazione tra tutti gli attori coinvolti, dalle comunità locali alle istituzioni. Un approccio che integra competenze, risorse e responsabilità condivise, favorisce lo scambio di conoscenze tra pubblico, privato e privato sociale, aumenta l’efficacia degli investimenti e contribuisce a trasformare le buone pratiche in soluzioni sostenibili e replicabili. Un modello la cui efficacia è stata misurata fin dall'inizio attraverso un sistema di monitoraggio e valutazione dell'impatto". A partire dai risultati maturati nel quinquennio 2020–2025, la partnership entra ora in una nuova fase, che proseguirà fino al 2030 e che si è ulteriormente rafforzata grazie al sostegno della Cooperazione italiana. "I risultati raggiunti - dice Daniela Fatarella, direttrice generale di Save the Children Italia - confermano che è possibile produrre cambiamenti concreti e duraturi nella vita di bambine, bambini, adolescenti e delle loro famiglie quando si interviene sulle cause profonde del lavoro minorile con un approccio integrato e di sistema".  

"Rafforzare la protezione dell'infanzia, ampliare l'accesso all'istruzione e investire nello sviluppo comunitario - spiega - significa creare le condizioni affinché i diritti dei bambini siano pienamente garantiti e le comunità possano diventare più resilienti e prospere nel tempo. È questo il valore di un investimento di lungo periodo, reso possibile dalla partnership con Ferrero e ulteriormente rafforzato dal sostegno della Cooperazione italiana. Dalla collaborazione tra istituzioni pubbliche, settore privato e società civile possono nascere modelli capaci di generare un impatto misurabile, sostenibile e replicabile, contribuendo al tempo stesso a una filiera del cacao sempre più responsabile e attenta ai diritti dell'infanzia". Per Francesco Tramontin, vice president Global Public Affairs di Ferrero "questi importanti risultati dimostrano il valore di un impegno di lungo periodo nelle comunità produttrici di cacao e sono parte integrante dell’approccio di Ferrero all’approvvigionamento responsabile, che combina modelli di sourcing attenti con interventi a sostegno di bambini, famiglie e comunità. Ma sfide strutturali come il lavoro minorile - aggiunge - non possono essere affrontate da un singolo attore. Dobbiamo partire da ciò che funziona e portarlo su scala, mettendo insieme competenze e risorse e, soprattutto, lavorando non solo con i Governi, ma anche attraverso i Governi, rafforzando sistemi e capacità locali. Questa è l’ambizione di Cacao Connect: un modello aperto di collaborazione tra istituzioni pubbliche, settore privato, società civile e ricerca per contribuire a un cambiamento più ampio e duraturo nelle comunità produttrici di cacao". 

I risultati del progetto in Costa d’Avorio sono stati presentati oggi, al Meeting per l'Amicizia fra i Popoli di Rimini, nel corso del panel istituzionale 'Cacao Connect – La via italiana per il cacao in Africa', promosso dal ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, insieme ad Alliance of Bioversity International and Ciat, Ferrero, Save the Children e Icam. 

25 ago 2026

Inter, Lautaro Martinez e Bastoni litigano con l'arbitro

25 ago 2026

Elementi totali: 20
Vai a