Tutte le sorprese made in Italy al super salone dell’aviazione

All’Airshow che si apre a Farnborough oggi tutti gli occhi saranno puntati sul Boeing 787 Dreamliner. Si tratta del debutto pubblico europeo dell’aereo civile più avanzato al mondo, dopo anni di polemiche e ritardi. Proprio alla vigilia del più importante salone aerospaziale dell’anno, l’azienda costruttrice americana ha annunciato l’ennesimo slittamento nelle consegne, da fine anno ai primi del 2011. di Pietro Romano
24 AGO 20
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All’Airshow che si apre a Farnborough oggi tutti gli occhi saranno puntati sul Boeing 787 Dreamliner. Si tratta del debutto pubblico europeo dell’aereo civile più avanzato al mondo, dopo anni di polemiche e ritardi. Proprio alla vigilia del più importante salone aerospaziale dell’anno, l’azienda costruttrice americana ha annunciato l’ennesimo slittamento nelle consegne, da fine anno ai primi del 2011. Nonostante i ritardi, comunque, il Dreamliner possiede ancora in carniere tanti ordini da fare impallidire l’Airbus A380, il velivolo più grande del mondo, a due piani, appena atterrato per la prima volta in Italia, a Malpensa.
Proprio la presenza italiana è destinata a illuminare Farnborough, l’antico aeroporto di Londra che ospita da un secolo l’Airshow, fino agli anni Cinquanta vetrina esclusivamente delle produzioni “made in Uk”. E del resto per Finmeccanica ormai quello britannico è diventato (con Italia e Stati Uniti) il terzo mercato “domestico”. Insomma, a Londra e dintorni gioca in casa. Finmeccanica è protagonista di un altro degli eventi più attesi di Farnborough: la presenza del velivolo Sukhoi Superjet 110, jet regionale di nuova generazione, realizzato dalla Scac (Sukhoi civil aircraft company), di cui Alenia Aeronautica detiene il 25 per cento. Al salone, Finmeccanica, con le sue numerose aziende ospitate nello scenografico allestimento in rosso (da Selex sistemi integrati a Selex communications, da AgustaWestland ad Alenia Aermacchi, da Drs Technologies a Telespazio) mette in mostra anche le proprie capacità sistemistiche, in grado di utilizzare integralmente tutti i mezzi e le tecnologie disponibili in una molteplicità di scenari operativi: dalla homeland security alla difesa e sorveglianza aerea, alla protezione dei confini.
E Finmeccanica non esaurisce la presenza italiana a Farnborough. Destinato a suscitare interesse è sicuramente il padiglione dell’Aiad, la federazione delle aziende italiane dell’aerospazio, la difesa e la sicurezza. In esso Avio esporrà le proprie capacità, uniche in Europa, di poter realizzare un intero lanciatore spaziale. Elettronica, l’industria romana guidata da Enzo Benigni presenterà il Dircm, sviluppato insieme agli israeliani della Elbit, un sistema infrarosso che acceca i missili sparati contro aerei ed elicotteri. Di Esa, una piccola azienda-gioiello milanese specializzata nelle componenti elettriche per aerei ed elicotteri, sarà ufficializzato il passaggio a Magnaghi Aeronautica, azienda del gruppo Invesco di Paolo Graziano. Una novità, inoltre, sarà la presenza dell’Agenzia spaziale italiana, che il presidente Enrico Saggese intende orientare maggiormente al business.
di Pietro Romano