Snowden passeggia nell’asse antiamericano con la regia della Russia

Edward Snowden, l’ex contractor dell’intelligence che ha svelato alla stampa il programma di sorveglianza della  National Security Agency (Nsa), non è salito sull’aereo che secondo le ricostruzioni dei media russi doveva portarlo da Mosca all’Ecuador via L’Avana, protetto da una richiesta di asilo politico presso il governo di Quito. Alla rabbia della Casa Bianca che non ha ottenuto la collaborazione dai governi di Hong Kong e Pechino nel tentativo di estradare Snowden – accusato formalmente di spionaggio da Washington – si è aggiunta la frustrazione per le ambiguità di Mosca, che attraverso il portavoce di Vladimir Putin nega ogni contatto diretto con Snowden.
24 AGO 20
Immagine di Snowden passeggia nell’asse antiamericano con la regia della Russia
New York. Edward Snowden, l’ex contractor dell’intelligence che ha svelato alla stampa il programma di sorveglianza della National Security Agency (Nsa), non è salito sull’aereo che secondo le ricostruzioni dei media russi doveva portarlo da Mosca all’Ecuador via L’Avana, protetto da una richiesta di asilo politico presso il governo di Quito. Alla rabbia della Casa Bianca che non ha ottenuto la collaborazione dai governi di Hong Kong e Pechino nel tentativo di estradare Snowden – accusato formalmente di spionaggio da Washington – si è aggiunta la frustrazione per le ambiguità di Mosca, che attraverso il portavoce di Vladimir Putin nega ogni contatto diretto con Snowden. Alcuni funzionari del Cremlino dicono che la Russia non è nella posizione di catturare Snowden, che a quanto pare non ha mai abbandonato la zona di transito dell’aeroporto di Sheremetyevo e quindi non è ufficialmente sul suolo russo, ma Washington vede chiaramente il formarsi di un asse che manovra nell’ombra per organizzare la fuga di Snowden verso un rifugio sicuro e intanto prende tempo citando conflitti legali. Per sovrammercato, il broker del cartello diplomatico che unisce Quito, Pechino e Mosca è il fondatore di Wikileaks, Julian Assange, coadiuvato dal giurista spagnolo Baltasar Garzón, noto più per gli eccessi di zelo giudiziario a sfondo politico che per le conquiste nel campo del diritto.
Assange ha detto che “Snowden sta bene ed è sulla rotta verso l’Ecuador”, ma per confondere le acque continua a ventilare anche l’ipotesi di un ripiegamento verso l’Islanda. Dall’India il segretario di stato, John Kerry, ha detto che sarebbe “molto preoccupante” se Cina e Russia stessero aiutando Snowden, e il portavoce della Casa Bianca ha rincarato la dose: “E’ abbastanza chiaro che le informazioni in possesso di Snowden sono già compromesse”, ovvero sono finite nella mani dei governi che usano la fuga della spia come strumento per accrescere le tensioni con Washington. Programma particolarmente ostile nel momento in cui ad alimentare l’inimicizia in stile Guerra fredda basterebbero le divisioni sull’intervento in Siria e sulla difesa di un insostenibile status quo mediorientale.