Quel demonio del Cav. agita ancora il sonno dei sinceramente democratici
Come il codone di Godzilla, che nel film strisciava minaccioso tra i grattacieli, così la codina (democraticamente demoniaca) del Cav. toglie ancora il sonno e genera tuttora allarme. Ieri, a scorrere la prima pagina del Fatto parevano i giorni d’oro, satolli di escort e intercettazioni. Grido d’apertura: “Il ritorno del Caimano” – così che il giornale di Padellaro si fa morettiano, dal titolo del film, piuttosto che travagliano, che ha sempre optato per il più riduttivo Cainano.
24 AGO 20

Ecco, l’ultima beffa del Cav. – ai suoi profondi detrattori, e quindi ai suoi amatori più carnali: trasformarsi in una sorta di Dorian Gray che uscendo di scena porta sotto le luci, al proprio posto, il ritratto terribilmente invecchiato di quelli che negli ultimi due decenni delle sue azioni (e, si capisce, delle sua cattive azioni) si sono nutriti. E tutti a domandarsi cosa mai il Cav. stia tramando (secondo il Sole 24 Ore pare che nientemeno “il Cavaliere stia lavorando a un patto con Mario Monti e soprattutto con Corrado Passera”). Così, tutti ancora intorno al Cav., come se il Cav. fosse ancora dov’era – un vero incubo, la sua fine. Nel parapiglia, pareva persino che lo stesso commento sull’Unità (“Mai più senza le donne”) fosse suo: il tema c’era tutto, ma l’azzardo era davvero esagerato.