Opposizione legittima, eccome
Umberto Bossi scommette sulla sconfitta dell’Italia nella “guerra economica” e ne trae la conseguenza che quando bisognerà riscrivere i trattati la Padania potrà sedere al tavolo delle trattative. Fortunatamente l’esito della guerra finanziaria non è ancora stabilito (e nel caso difficilmente sarà la Padania a sedersi al tavolo), ma esiste anche la probabilità che Bossi abbia ragione, e le sue previsioni dovrebbero essere considerate quanto quelle, non per forza più attendibili, delle banche che ragionano sullo scenario peggiore.
24 AGO 20

Umberto Bossi scommette sulla sconfitta dell’Italia nella “guerra economica” e ne trae la conseguenza che quando bisognerà riscrivere i trattati la Padania potrà sedere al tavolo delle trattative. Fortunatamente l’esito della guerra finanziaria non è ancora stabilito (e nel caso difficilmente sarà la Padania a sedersi al tavolo), ma esiste anche la probabilità che Bossi abbia ragione, e le sue previsioni dovrebbero essere considerate quanto quelle, non per forza più attendibili, delle banche che ragionano sullo scenario peggiore. In questa ipotesi, va osservato che la Lega ha una proposta, regressiva e antinazionale fin che si vuole, mentre nessun altro saprebbe che pesci pigliare.
Anche il ragionamento di Bossi fa un salto logico, evitando di esaminare il costo che peserebbe sugli italiani dal default. Saltare questo passaggio, concentrandosi solo sulla “finestra” che la catastrofe nazionale aprirebbe alla “Padania”, è propaganda che manca di logica politica. Tuttavia il mito della dissoluzione dà uno sfondo a una battaglia di opposizione legittima rispetto alle scelte recessive del governo. Trattare la Lega come un reperto archeologico si è già rivelato un errore in varie occasioni e oggi ha l’aggravante di un atteggiamento intollerante verso l’opposizione parlamentare. Se l’opposizione sociale ai provvedimenti del governo trova sbocco solo nel secessionismo si crea un corto circuito. Invece di demonizzare Bossi sarebbe meglio rispondere alle esigenze che interpreta e fornire alternative alla sua soluzione secessionista in caso di fallimento dell’euro.
Anche il ragionamento di Bossi fa un salto logico, evitando di esaminare il costo che peserebbe sugli italiani dal default. Saltare questo passaggio, concentrandosi solo sulla “finestra” che la catastrofe nazionale aprirebbe alla “Padania”, è propaganda che manca di logica politica. Tuttavia il mito della dissoluzione dà uno sfondo a una battaglia di opposizione legittima rispetto alle scelte recessive del governo. Trattare la Lega come un reperto archeologico si è già rivelato un errore in varie occasioni e oggi ha l’aggravante di un atteggiamento intollerante verso l’opposizione parlamentare. Se l’opposizione sociale ai provvedimenti del governo trova sbocco solo nel secessionismo si crea un corto circuito. Invece di demonizzare Bossi sarebbe meglio rispondere alle esigenze che interpreta e fornire alternative alla sua soluzione secessionista in caso di fallimento dell’euro.