Lavoro minimal
Proseguendo nei piccoli passi, il governo ha approvato un pacchetto minimo su Iva (rinvio di tre mesi, poi si vedrà) e sul lavoro giovanile: incentivo fino a 650 euro per gli assunti a tempo indeterminato tra i 18 e i 29 anni. Ma per usufruirne gli under 29 devono essere privi di impiego da almeno sei mesi, oppure non devono avere un diploma di scuola superiore o professionale, o infine devono vivere da soli con una o più persone a carico. Nonostante questi paletti, Enrico Letta si è detto sicuro di poter togliere dalla disoccupazione “200 mila giovani a cominciare dal mezzogiorno”. Gli sgravi varranno per 18 mesi per i nuovi assunti e per 12 per la stabilizzazione dei contratti a termine. Leggi l'editoriale Iva, Imu, legge elettorale e F-35. Per ora Letta non risolve, rinvia
24 AGO 20

Proseguendo nei piccoli passi, il governo ha approvato un pacchetto minimo su Iva (rinvio di tre mesi, poi si vedrà) e sul lavoro giovanile: incentivo fino a 650 euro per gli assunti a tempo indeterminato tra i 18 e i 29 anni. Ma per usufruirne gli under 29 devono essere privi di impiego da almeno sei mesi, oppure non devono avere un diploma di scuola superiore o professionale, o infine devono vivere da soli con una o più persone a carico. Nonostante questi paletti, Enrico Letta si è detto sicuro di poter togliere dalla disoccupazione “200 mila giovani a cominciare dal mezzogiorno”. Gli sgravi varranno per 18 mesi per i nuovi assunti e per 12 per la stabilizzazione dei contratti a termine.
La dimensione minimalista dell’intervento, che anche alla luce dei suggerimenti delle istituzioni internazionali (come la Banca centrale europea) continua a eludere una riforma radicale del mercato del lavoro e della sua produttività, non è il solo aspetto che fa discutere. Se infatti la copertura per il lavoro – 1,5 miliardi – verrà trovata tra fondi europei e nazionali, questi ultimi di 794 milioni (“che nell’immediato non creano aggravi per il debito e i cittadini”, ha detto il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni), il rinvio dell’Iva comporta in parte una salata tassa del 58,5 per cento sulle sigarette elettroniche, ma soprattutto l’aumento degli acconti Irpef, Ires e Irap che si pagano sull’anno dopo. L’acconto Irpef passa dal 99 al 100 per cento, quello Ires dal 100 al 101, quello Irap dal 100 al 110. “Non un aumento ma un appesantimento di cassa”, dice Saccomanni, ricordando che gli interessati pagheranno meno a saldo l’anno dopo. Misure che dovrebbero valere per 2013 e 2014: quest’anno si pagherà tutto con il conguaglio di fine anno. Chi ne risentirà? Oltre ai consumatori di sigarette elettroniche, e a chi si era lanciato in questo business, tutti coloro che nella denuncia dei redditi vanno in debito d’imposta, i lavoratori autonomi, le società. Un plauso si è alzato dalle confederazioni sindacali, in particolare dalla Cgil. “E’ positivo che il provvedimento degli incentivi si rivolga ad assunzioni a tempo indeterminato”, ha commentato Susanna Camusso.
Tra l’altro non mancano un paio di paragrafi di stampo solidarista, come la nascita della “carta per l’inclusione sociale” che “servirà a combattere la povertà estrema”. Sotto l’aspetto politico, invece, il pacchetto consente soprattutto al Pdl di dichiararsi soddisfatto, cosa che Angelino Alfano non ha mancato di rimarcare. Lo stop all’aumento Iva di luglio era infatti nel menù della cena tra Letta Jr. e il Cav. di martedì sera (“ora starà al Parlamento trasformare il rinvio in una cancellazione”, ha aggiunto Alfano specificando che la stessa cosa vale per l’Imu), mentre detassazione e decontribuzione dei contratti per i neoassunti erano un altro cavallo di battaglia del centrodestra: il bonus di 650 euro corrisponde al 33 per cento di un costo del lavoro medio, pari appunto a tasse e contributi. Non tutti però si dichiarano entusiasti: “Vogliamo vedere il testo – ha detto il capogruppo Renato Brunetta – soprattutto le norme sul lavoro, visto che su questi temi la cabina di regia governo-maggioranza non è mai stata convocata né dal ministro Giovannini né da Saccomanni”. Più tranchant Daniela Santanchè: “Sono solo aspirine a malati gravi”.
Letta ha detto che il 2013 sarà ancora tutto in salita (lo spread è tornato appena sotto i 300 punti e i Bot semestrali hanno richiesto un tasso oltre l’uno per cento), “ma nel 2014 ci sarà la discesa”. Superato questo tornante, non scontato, il premier si gioca la sua vera partita oggi a Bruxelles dove i capi di governo europei discuteranno, appunto, di disoccupazione. In assenza di un piano più ambizioso, all’Italia verrebbero 400 milioni dall’Ue. Esattamente un anno fa, sullo scudo antispread, Mario Monti mise il veto sfidando Angela Merkel. Farà lo stesso il suo successore?
Leggi l'editoriale Iva, Imu, legge elettorale e F-35. Per ora Letta non risolve, rinvia