La piazza che non c'è
Questa piazza però non è quella che avrebbe voluto Veltroni, che teme la proiezione delle divisioni sindacali all’interno del suo partito, dove c’è chi sta con la Cgil e chi con gli altri sindacati. Allora il segretario democratico se n’è inventata un’altra, unitaria e interclassista, nella quale lavoratori e imprenditori si uniscono nella protesta contro la politica economica del governo. Leggi Non si può scalfarizzare Napolitano

Questa piazza però non è quella che avrebbe voluto Veltroni, che teme la proiezione delle divisioni sindacali all’interno del suo partito, dove c’è chi sta con la Cgil e chi con gli altri sindacati. Allora il segretario democratico se n’è inventata un’altra, unitaria e interclassista, nella quale lavoratori e imprenditori si uniscono nella protesta contro la politica economica del governo. Una piazza immaginaria, sulla quale si può forse imbastire qualche intervista propagandistica, ma che non può sostenere alcuna prospettiva politica, per la banale ragione che non esiste. Per una volta ha ragione persino Epifani a chiedere retoricamente al Pd di dire con chi sta. Veltroni non può rispondere e questo lo si può anche capire. Su questa difficoltà oggettiva della quale in fondo non porta responsabilità dirette potrebbe innestare una discussione chiarificatrice nel Pd e coi sindacati. Sarebbe una risposta alla piazza che c’è e che, per quanto possa essere imbarazzante, è un dato politico reale, non immaginario.