La cattura della continuità

La cattura di Michele Zagaria, capo finora inafferrabile (sedici anni di latitanza) dell’ala più militarizzata e feroce della camorra, il cosiddetto clan dei Casalesi, è un nuovo successo dello stato nell’attività repressiva della criminalità organizzata, e di prima grandezza. L’azione di lunga durata condotta dalle forze dell’ordine sotto la guida di Roberto Maroni – da pochi giorni sostituito al Viminale da Anna Maria Cancellieri, che si conferma intenzionata a seguirne l’impegno in materia – ha dato ancora una volta i suoi frutti. Leggi Preso Zagaria, il penultimo boss dei Casalesi
24 AGO 20
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La cattura di Michele Zagaria, capo finora inafferrabile (sedici anni di latitanza) dell’ala più militarizzata e feroce della camorra, il cosiddetto clan dei Casalesi, è un nuovo successo dello stato nell’attività repressiva della criminalità organizzata, e di prima grandezza. L’azione di lunga durata condotta dalle forze dell’ordine sotto la guida di Roberto Maroni – da pochi giorni sostituito al Viminale da Anna Maria Cancellieri, che si conferma intenzionata a seguirne l’impegno in materia – ha dato ancora una volta i suoi frutti. Ed è anche un segnale a chi, nella criminalità organizzata, avrebbe potuto immaginarsi che la particolare situazione politica determinatasi potesse aprire di nuovo, come accadde durante il governo tecnico di Carlo Azeglio Ciampi, uno spazio per tentativi (anche allora illusori, ma comunque reali) di “trattativa”. La criminalità organizzata alimenta la sua forza di intimidazione nei confronti delle popolazioni delle zone in cui agisce proprio attraverso il mito dell’invincibilità dei suoi capi. Le reazioni di incredulità e di ostentata indifferenza che sono state registrate a Casapesenna, il paese del casertano in cui si è potuta realizzare la lunga latitanza del boss, sono un sintomo di questa condizione di permanente soggezione alla legge del terrore camorristico. Solo la dimostrazione concreta e costante di efficienza dello stato nella lotta alla criminalità organizzata può cambiare questa situazione, incrinare l’omertà, dissipare la paura, restituire alle popolazioni la libertà e a tutti la legalità.
La soddisfazione per la cattura di Zagaria è stata ovviamente unanime. A partire dallo scrittore Roberto Saviano, che ha esultato con un banalissimo “preso in trappola come un topo di fogna” , robina da far west. Già nel 2006 Saviano aveva sostenuto che Zagaria era nascosto a Casapesenna, segno della sua competenza in materia. Ma il sottinteso del suo messaggio era che ci fossero – per forza – coperture e connivenze da parte di qualcuno. Andrebbe invece riconosciuto che il lavoro e i tempi di indagine sono lunghi, e che questa e altre operazioni dimostrano il valore di una svolta particolarmente efficace, impressa negli ultimi anni, sia nella direzione operativa sia nella costruzione di strumenti legislativi adatti. In questo campo va affermata la massima continuità, della quale peraltro non c’è, fortunatamente, ragione di dubitare.