Il compleanno magico di B.; Obama, Bordin e Viperetta

24 AGO 20
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Al direttore - L’ottimo Di Michele dovrebbe spiegare perché ritiene che Thomas More sia stato un personaggio “sinistro”. Per me, invece, è stato un esempio insuperato di coraggio, rigore e coerenza.
Giuseppe Romiti
Al direttore - “La storia gratta il fondo / come una rete a strascico / con qualche strappo e più d’un pesce sfugge. / Qualche volta s’incontra l’ectoplasma / d’uno scampato e non sembra particolarmente felice. / Ignora d’esser fuori, nessuno glie n’ha parlato”, recitano gli splendidi versi di Montale. E io non ho che rarissimi ricordi di leader sindacali che, passati alla politica, abbiano lasciato memorabili tracce di sé in Parlamento e al governo come ai vertici delle amministrazioni pubbliche e dei partiti. Ora mi tocca pure di ascoltare il redivivo on. Cofferati lanciare duri moniti e lezioni di buon governo a Renzi, e mi sovviene la sua contrastata esperienza di sindaco di Bologna, conclusa con l’irrevocabile decisione di non ricandidarsi per meglio poter accudire al figlioletto da poco nato: “La pendolarità Bologna/Firenze non mi consente d’esser il padre che voglio essere e che il mio nuovo bambino ha il diritto di avere”. Il suo gesto di rinuncia fu salutato anche sul Foglio dalla magnifica Annalena come “una grandiosa retrocessione. Un moderno inno ai padri che l’ha trasformato in un attimo nell’uomo più figo in circolazione”. Peccato che qualche settimana dopo, Cofferati abbia gioiosamente accettato l’offerta di un seggio al Parlamento europeo di Strasburgo, che, come si sa, rispetto alla remota Bologna che lo costringeva lontano dal figlioletto, si trova soltanto a due passi dalla sua dimora genovese.
Gianfranco Trombetta
Vabbè, ma l’apologia ironica e pudica di Annalena era bella in modo sconcertante, lo ammetterà.
Al direttore - Dedicato all’Amor nostro: 78 primavere super, carriera di imprenditore, 20 anni di politica sempre sugli scudi, sentenza che sembrava la sua fine; poi oggi spegne le tante candeline come uno dei nazareni che sa di essere ancora nella partita e forse potrà sostenere Renzi sulla riforma del lavoro salvando il premier dai suoi falchi. Non male come giorno di compleanno!
Roberto Carletti
Non gli ho nemmeno lasciato gli auguri. Gli voglio troppo bene per rompergli i coglioni.
Al direttore - Malgrado i commenti non troppo elogiativi che arrivano a Passera, credo che il Magnifico, questo si evince dal suo pensiero, non si ritirerà. Forse ritiene di non avere un futuro degno del suo passato. Forse è certo che è ormai definitivamente fuori dal giro delle nomine importanti. E’ anche per questo, vero?, che si entra in politica.
Maria Pia Banchelli
Al direttore - In tema di sottovalutazioni e sopravvalutazioni, Obama riconosce pubblicamente, quindi di fronte al mondo intero, di aver appena appena sottovalutato l’Isis, compresa la barba e la scimitarra del califfo. Finalmente noi tutti siamo liberi di affermare che Barack Obama, tranne che da qualcuno, compreso il Foglio, è stato leggermente sopravvalutato; ma soltanto leggermente, quanto basta però per rendere il mondo meno sicuro, soprattutto per i nazareni. Grazie mille!
Andrea Santachiara
Obama ha una giustificazione: anche Bordin sottovalutava il Califfo.
Al direttore - A proposito della rivoluzione Ferrero alla Sampdoria. In Italia, bastano quattro giornate di campionato e vengono fatte previsioni e analisi sul futuro delle squadre, io aspetterei almeno dalla decima giornata.
Giovanni Attinà
Derby rubato, derby meritato. Viperetta.
Al direttore - Occupy Hong Kong sfida la polizia. Impressionante. Nelle foto si vede una moltitudine di giovani che osa protestare contro l’apparato comunista repressore, mentre in Italia le foto mostrano sempre moltitudini di pensionati che protestano a favore dell’apparato comunista repressore.
Giuliano Galassi
Al direttore - La Cei attacca Renzi e la sua agenda politica invocando la sura 18 del libro sacro di sinistra. Anche loro contro i nazareni. Finirà che la strana coppia chiederà asilo ai curdi.
Franco Bolsi
Farebbero meglio in questo momento a preoccuparsi della loro stessa agenda, che è assai fitta.