Tre cose per capire se ieri sera il presidente americano ha parlato bene

Questo giornale è andato in stampa prima di poter ascoltare il discorso del presidente Obama alla nazione americana sulla fine delle operazioni di combattimento in Iraq. Tre cose si possono però dire, per giudicare se ieri il presidente ha parlato bene. La prima è la più facile: dovrebbe avere evitato ogni cornice celebrativa alla “abbiamo vinto, missione compiuta”.
23 AGO 20
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Questo giornale è andato in stampa prima di poter ascoltare il discorso del presidente Obama alla nazione americana sulla fine delle operazioni di combattimento in Iraq. Tre cose si possono però dire, per giudicare se ieri il presidente ha parlato bene. La prima è la più facile: dovrebbe avere evitato ogni cornice celebrativa alla “abbiamo vinto, missione compiuta”. Il predecessore Bush non pronunciò mai nel 2003 la famigerata frase “Missione compiuta”, anzi, mise in guardia dal rischio di pericoli futuri, ma fu dannato dalla scelta di parlare sul ponte della portaerei Lincoln, tra marinai plaudenti, con alle spalle lo striscione “Mission accomplished”.

La seconda:
Obama dovrebbe aver individuato un obiettivo decentemente chiaro per la fase successiva dell’impegno americano in Iraq. Non può essersi soltanto limitato a formule vaghe come “ritiro responsabile”, come ha fatto finora. E’ il punto cruciale, perché non può dare l’impressione che l’Amministrazione è totalmente indifferente alle sorti degli iracheni – senza governo da sei mesi – e che semplicemente non vede l’ora di andarsene. “L’obiettivo dichiarato da Bush, “un Iraq democratico che si governa da sé, si difende da sé ed è un alleato nella guerra al terrore” era anch’esso vago, ma parlava assieme agli iracheni e agli americani.

Ieri sul New York Times Paul Wolfowitz, vice di Rumsfeld nel 2003, avvertiva: “Quello che ora portiamo via dall’Iraq è meno importante di quello che lasciamo laggiù”. La terza: dovrebbe riconoscere il buono fatto dal predecessore, che ha avuto il coraggio di ordinare il surge di truppe quando nessuno ci credeva, e far capire di essersi accorto che negli ultimi 18 mesi, da quando lui è alla Casa Bianca, la politica americana in Iraq non sta più funzionando bene.