Pillole di Obama

A seguire gli spostamenti dell’Amministrazione Obama sulla diffusione della pillola del giorno dopo si rischia di rimanere disorientati. Martedì la Food and Drug Administration (Fda), l’agenzia del farmaco, ha abbassato da 17 a 15 l’età minima oltre la quale è consentito acquistare la pillola del giorno dopo. Mercoledì il dipartimento di Giustizia ha annunciato il ricorso contro la sentenza di un giudice di New York, Edward Korman, che ordinava la rimozione dei limiti di età. Tutte le donne, a prescindere dall’età, hanno diritto ad accedere alla contraccezione, dice Korman. E’ curioso che le motivazioni del giudice facciano leva proprio su una disposizione del Fda.
23 AGO 20
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A seguire gli spostamenti dell’Amministrazione Obama sulla diffusione della pillola del giorno dopo si rischia di rimanere disorientati. Martedì la Food and Drug Administration (Fda), l’agenzia del farmaco, ha abbassato da 17 a 15 l’età minima oltre la quale è consentito acquistare la pillola del giorno dopo. Mercoledì il dipartimento di Giustizia ha annunciato il ricorso contro la sentenza di un giudice di New York, Edward Korman, che ordinava la rimozione dei limiti di età. Tutte le donne, a prescindere dall’età, hanno diritto ad accedere alla contraccezione, dice Korman. E’ curioso che le motivazioni del giudice facciano leva proprio su una disposizione del Fda: nel 2011 l’agenzia ha confermato che la pillola non comporta rischi per la salute delle adolescenti, dunque ha liberalizzato la vendita di un farmaco già elevato da Obama nella lista dei medicinali senza obbligo di ricetta. E’ a quel punto che il presidente si è prodotto in una manovra classica del suo repertorio: il passo indietro tattico dopo un’iniziativa troppo avventata. Nelle “culture wars” Obama mira in alto e poi aggiusta il tiro per poter ostentare senno e moderazione.
L’eliminazione dei limiti di età avrebbe aggiunto ai critici pro life anche le famiglie preoccupate per l’incontrollata diffusione della pillola, e così il segretario della salute, Kathleen Sebelius, ha scavalcato la Fda e ha ordinato la vendita del farmaco soltanto ai maggiori di 17 anni. Paradossalmente la sentenza che il governo contesta è lo sviluppo coerente delle posizioni obamiane su contraccezione e vita, e il giudice smaschera il calcolo politico: “La motivazione dietro l’azione del segretario era ovviamente politica. Era una decisione elettorale che molti esperti hanno letto come un tentativo per evitare di innervosire i gruppi religiosi e altri oppositori del controllo delle nascite”. La stessa cosa pensavano i gruppi pro choice, che dal presidente sono stati blanditi o tenuti a distanza a seconda delle circostanze. Ha allungato loro il calumet della pace abbassando di due anni l’età minima, ma un giudice ha ricordato le logiche conseguenze della posizione obamiana in materia, depurate da logiche di convenienza. Il trucco è stato scoperto, il calumet rifiutato.