La Vittoria “socia” di Roma e il “late speech” di Corradino: lettori & humour

23 AGO 20
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Al direttore - Beccato l’assassino di Yara. Esulta Alfano: “Almeno questo non è di Ncd”.
Maurizio Crippa
Al direttore - Mondiali brasiliani. Il Foglio vive e Lotti insieme a noi. Forza Azzurri! Saluti.
Luca Del Pozzo
Al direttore - Se non riuscite a trovare Jack O’Malley, non preoccupatevi. Sono 50 anni che le prendono, e non è bastata una delle più raffazzonate Nazionali italiane del Dopoguerra a farli non dico vincere, ma almeno pareggiare. All’inizio stenterà a riconoscervi (dopo una bottiglia di single malt è comprensibile) ma dopo una settimana vedrete che è ancora lì che discetta della superiorità del calcio inglese.
Paolo Ascari
Al direttore - “… che schiava di Roma…” non è un po’ troppo? Non si potrebbe meglio dire: “… che socia di Roma Iddio la creò”?
Luigi Fressoia

La sua è una trovata arbasiniana niente male, non fosse che Alberto Arbasino è un patriota di profilo perfino risorgimentale. Ma nel “paese senza” esistono soci, non schiavi o schiavisti della Vittoria.
Al direttore - Il futuro di Grillo e Casaleggio, non parlo di destino che è parola troppo grossa, dopo il mancato successo elettorale alle europee, da loro improvvidamente previsto, insieme a tanta stampa compiacente, può essere descritto da una osservazione dello scrittore mitteleuropeo Stefan Zweig, tratta dalla raccolta di racconti “Storia di una caduta”: “La storia infatti non tollera gli intrusi, sceglie essa stessa i propri eroi e respinge spietata coloro che non ha chiamato, anche se tanta è la pena che si sono dati; chi è caduto dal carro del destino, non vi può più risalire”. Un cordiale saluto!
Giovanni Santachiara
Ora faranno tutte le acrobazie del mondo, ma “non si può risalire” da Bibbona.
Al direttore - Ma sì onore e rispetto a Elon Musk che ha liberalizzato migliaia di brevetti di Tesla, la sua maison automobilistica pioniera delle elettriche, del go green movement, del trasporto sostenibile. Saremo avvolti nel silenzio senza più gli scoppiettii del vecchio motore a benzina inventato nell’Ottocento dal tedesco Nikolaus August Otto. Sostituiremo le pompe di benzina con le prese per l’elettricità nelle città, sulle statali e sulle autostrade facendo i conti anche con la limitata durata della percorrenza di un’auto elettrica. Vaste programme. Ma resta una domanda: come faremo poi a smaltire milioni di batterie esauste senza inquinare peggio che col petrolio la cara madre terra? Rsvp.
Gino Roca
Al direttore - A proposito, qualcuno sa che fine hanno fatto le studentesse nigeriane per cui tutto il mondo civile si era mobilitato per mezza giornata qualche tempo fa? Cordialmente.
Giovanni De Merulis
E’ la volta dei ragazzi israeliani, non ci saranno campagnucce rapide del bring back, ma alla fine se Dio vuole verranno riportati a casa. Israele non è una lobby.
Al direttore - Scrivo solo per ringraziare la direzione di dare spazio agli articoli comici/satirici ma spesso con tanta semplice verità di Maurizio Milani. E’ la prima rubrica che leggo, mi allieta la giornata. A volte la sua ironia rende meglio di qualche articolo supponente di vari commentatori politici (di altri giornali, naturalmente). Direttore, grazie Fisso!
Ennio Cavalli
Il divino Marcenaro ha chiesto una settimana di riposo (è pazzo per le sue nipoti) e allora lei avrà in prima l’oggetto della sua sacrosanta ammirazione. Sempre che non si innamori di un pettirosso fisso.
Al direttore - Diagnosi errate, la malasanità di Mineo. Non è afa africana a intontire gli italiani in questi giorni, ma ipocrisia politicamente corretta. Così, sull’incauto Mineo, che ha accostato Renzi a un bambino autistico, si è rovesciata l’ondata ipocrito-strumentale di chi non perde mai l’occasione di prendere il tram al volo. Il premier non sa ancora che per i disabili non ci si indigna, si opera. Ma una domanda dobbiamo farcela: Corradino Mineo quale Matteo Renzi ha conosciuto? Paragonarlo a un bambino autistico ci sembra improprio. Regaleremo a Mineo il “Manuale diagnostico dei disturbi mentali” e così si accorgerà che non a un bimbo autistico andava paragonato Renzi, ma a una sindrome caratterizzata da irrequietezza e agitazione psicomotoria.
Francesco Berardino
Al direttore - Sono d’accordo con lei. Nessun processo per Mineo; lo sfogo del senatore (o ex senatore?) è da considerarsi fuori tempo massimo dato l’acre odore di naftalina che promana dai completi gessati un po’ vintage sfoggiati con orgoglio passatista. Direi quindi che il suo è stato un late speech.
Alberto Bergamaschi