Israele e i coltelli nel fianco. Il salvinismo vero lapsus di Berlusconi

23 AGO 20
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Al direttore - Grazie Europa. D’ora in poi acquisterò soltanto merci sulla cui etichetta sia scritto in modo ben visibile “prodotto israeliano delle colonie”.
Giuliano Cazzola
Ben detto. Specie in queste ore in cui Israele oltre a essere considerato una spina nel fianco si ritrova periodicamente a dovere fare i conti con molti coltelli, nel fianco.
Al direttore - I gravi ostacoli frapposti dalla Commissione Ue, da oltre nove mesi, all’istituzione di una società per l’acquisizione e gestione dei crediti bancari deteriorati e quelli, successivi, al salvataggio di quattro istituti in dissesto, di cui il Foglio ha scritto il 13 novembre, poggiano, tutti, su di una concezione aberrante del divieto di “aiuti di stato”, che ora si vorrebbe estendere anche all’intervento pubblico per l’operatività dei musei. Di questo passo il ruolo del “pubblico” viene messo fortemente in discussione. Se non si affronterà questo argomento da parte del governo italiano, si continuerà nell’equivoco, accresciuto dal fatto che, come è accaduto per la predetta società, la Commissione, dopo tanti mesi di confronti, ha dichiarato addirittura, senza che rispondesse al vero, che il Tesoro italiano non aveva presentato una proposta, dimostrando così come intende la collaborazione tra autorità. Se, poi, si omette di sollevare il problema dell’assurda dilatazione del concetto di aiuto di stato, cruciale per l’organizzazione e il governo dell’economia, perché “maiora premunt” – vale a dire, la richiesta di flessibilità per la legge di Stabilità per oneri delle migrazioni e, più in generale, il giudizio sulla stessa legge – allora non ci si potrà lamentare per gli ostacoli, le contraddizioni e i ritardi brussellesi sui temi citati, oltre ai più generali danni. Con i più cordiali saluti.
Angelo De Mattia
Al direttore - Berlusconi torna in campo. Ho visto il Cav. da Vespa. Simpatia e solidarietà umana immutate, anzi, appare ancora spendibile nell’ambito di una STRATEGIA politica. Strategia postula però tempi lunghi, mentre nell’arco di sette mesi si decideranno Milano, Roma, Bologna, Torino, Napoli e poi il referendum confermativo sulle riforme, roba politicamente immensa e decisiva sia per Renzi sia per il centrodestra. La strategia non ha gli spazi necessari, resta solo la tattica. Complicato: il cuore mi dice Silvio, il pragmatismo mi dice Matteo. Per me, tutto il mondo degli anti Renzi, preferirebbe come avversario/nemico lui a Matteo. Non è un paradosso.
Moreno Lupi
Non a caso il Cav. ha scambiato i due Matteo e ha elogiato Renzi volendo elogiare invece Salvini. Dice il vocabolario: il lapsus è un errore non intenzionale che viene compiuto quando a un movimento o azione mentale volontaria non corrisponde la rispettiva e normale concretizzazione motoria o mentale. Traduce il saggio: l’adesione al salvinismo, per Berlusconi, è un errore non intenzionale che viene compiuto quando a un movimento o azione mentale volontaria non corrisponde la rispettiva e normale concretizzazione motoria o mentale. Berlusconi ha nel cuore il Nazareno. Il salvinismo, per come è inteso oggi, vedrete che alla fine sarà un lapsus, e nulla di più.
Al direttore - Abbiamo letto – con vivo disappunto – nel Vostro articolo “Quattro Banche stanno per fallire” pubblicato in data 2 novembre 2015 – che la Banca Popolare di Spoleto, insieme ad altre banche citate nell’articolo, “è sull’orlo del collasso e con inchieste giudiziarie in corso”.Chiediamo alla vostra redazione di procedere a una doverosa rettifica in quanto, senza entrare nel merito delle inchieste giudiziarie, riteniamo l’affermazione falsa e altamente lesiva. A riprova della grave imprecisione specifichiamo che a seguito dell’aumento di capitale riservato sottoscritto e versato da Banco Desio nel giugno 2014 la Banca Popolare di Spoleto ha fortemente rafforzato la propria struttura patrimoniale e al 30 giugno 2015 dispone di un Common Equity Tier 1 (CET1) e un Tier 1 pari al 9,4 per cento, un Total Capital Ratio pari al 9,9 e un utile di 6,1 milioni di euro. Chiediamo altresì di dare la dovuta visibilità alla presente smentita e ci riserviamo ogni azione a tutela dell’immagine del Gruppo Banco Desio. Con i migliori saluti.
Tommaso Cartone
Al direttore - Leggo: “Sei coltellate in strada. Aggredito ebreo con la kippah”. Rispondo: portiamo tutti la kippah.
Roberto Bellia