Tante scuse a Baku
Un articolo redazionale intenzionalmente ludico e un po’ pettegolo, pubblicato lo scorso 3 dicembre dal Foglio e relativo alla vita privata della moglie del presidente della Repubblica azera, ha suscitato a Baku reazioni assai negative che non possono che dispiacere al nostro piccolo giornale d’opinione. Con questo articolo, il Foglio porge le proprie scuse alla First Lady dell’Azerbaigian, Mehriban Aliyeva, ambasciatrice di buona volontà dell’Unesco e dell’Isesco.
22 AGO 20

Un articolo redazionale intenzionalmente ludico e un po’ pettegolo, pubblicato lo scorso 3 dicembre dal Foglio e relativo alla vita privata della moglie del presidente della Repubblica azera, ha suscitato a Baku reazioni assai negative che non possono che dispiacere al nostro piccolo giornale d’opinione. Con questo articolo, il Foglio porge le proprie scuse alla First Lady dell’Azerbaigian, Mehriban Aliyeva, ambasciatrice di buona volontà dell’Unesco e dell’Isesco, presidente della Fondazione Heydar Aliyev e membro del Parlamento dell’Azerbaigian; al presidente dell’Azerbaigian, Ihlam Aliyev; e anche a tutto il popolo azero che, per lettera e per posta elettronica, ci ha dato travolgente misura del proprio affetto per la First Lady e persino del proprio dolore per l’offesa al suo prestigio.
Non era ovviamente nei nostri propositi andare di là dai limiti di un racconto inoffensivo – inserito con un gioco un po’ imprudente tra altri articoli che riguardavano Wikileaks e la mancanza di fondatezza di certe fonti diplomatiche – e non era naturalmente nostro proposito offrire a blog e a siti internet il materiale per creare un piccolo caso mediatico. Ma siccome le nostre fonti e il nostro articolo si sono rivelati del tutto inattendibili, nella sostanza, e troppo disinvolti nella forma, lo riconosciamo volentieri pubblicando questa smentita con scuse. Siamo certi che le ottime relazioni e la simpatia reciproca tra gli italiani e gli azeri non soffriranno nemmeno per un secondo per il nostro infortunio giornalistico. E per il resto, come cantava il grande poeta azero Muhammad Fuzuli, “lasciamo il dolore alle nostre spalle, assieme ai giorni gelidi dell’inverno”.
Non era ovviamente nei nostri propositi andare di là dai limiti di un racconto inoffensivo – inserito con un gioco un po’ imprudente tra altri articoli che riguardavano Wikileaks e la mancanza di fondatezza di certe fonti diplomatiche – e non era naturalmente nostro proposito offrire a blog e a siti internet il materiale per creare un piccolo caso mediatico. Ma siccome le nostre fonti e il nostro articolo si sono rivelati del tutto inattendibili, nella sostanza, e troppo disinvolti nella forma, lo riconosciamo volentieri pubblicando questa smentita con scuse. Siamo certi che le ottime relazioni e la simpatia reciproca tra gli italiani e gli azeri non soffriranno nemmeno per un secondo per il nostro infortunio giornalistico. E per il resto, come cantava il grande poeta azero Muhammad Fuzuli, “lasciamo il dolore alle nostre spalle, assieme ai giorni gelidi dell’inverno”.