Superstar degli oceani
Il premier Mario Monti nella riunione del G8 che si terrà domani avrà un compito notevole, perché introdurrà i lavori della prima sessione, che riguarda i temi economici globali. Il tema che il presidente del Consiglio tratterà è quello della crescita e dell’occupazione. Monti ha già avuto un ampio scambio di idee con il presidente americano, Barack Obama, che concorda con l’Italia sulla necessità di un’iniziativa europea in questa direzione.
22 AGO 20

Il premier Mario Monti nella riunione del G8 che si terrà domani avrà un compito notevole, perché introdurrà i lavori della prima sessione, che riguarda i temi economici globali. Il tema che il presidente del Consiglio tratterà è quello della crescita e dell’occupazione. Monti ha già avuto un ampio scambio di idee con il presidente americano, Barack Obama, che concorda con l’Italia sulla necessità di un’iniziativa europea in questa direzione. Anche per interesse elettorale diretto. Fino a poco tempo fa Angela Merkel era ostile a iniziative di questo tipo perché temeva che l’enfasi sulla crescita da parte dell’Unione europea e della Banca centrale di Francoforte generasse un allentamento della politica di rigore per i paesi con problemi di gestione del debito pubblico.
Ma ora la situazione è mutata perché in Francia al posto di Nicolas Sarkozy c’è il presidente François Hollande, che si ripromette di contribuire a correggere l’impostazione ottusamente rigoristica e moralistica di Berlino che influenza mefiticamente le istituzioni politiche e monetarie dell’Europa. La Cdu ha perso le elezioni nel Land del Reno e della Westfalia benché la Germania stia registrando una crescita del prodotto interno lordo dello 0,5 per cento. E sebbene la cancelliera Merkel abbia dichiarato che la sua linea di priorità per il rigore non muta perché fra rigore e crescita non vi è contraddizione, essa stessa offre alla Grecia politiche pro crescita in cambio della fedeltà agli impegni di bilancio. E’ uno scambio possibile nell’insieme dell’Europa senza derogare al rigore, che non può essere lasciato solo al mercato né alle iniziative sparse di singoli stati.
Il premier Monti ha grande autorevolezza, sia a Washington sia a Bruxelles, anche per il compito svolto come commissario europeo alla Concorrenza e per le soluzioni che persegue nella crisi, come ad esempio gli Eurobond, e per il fatto che il suo governo ha l’appoggio dei tre più importanti partiti di centrodestra, centro e centrosinistra. Appare quindi questo il momento di effettuare da parte dei partiti della coalizione un’iniziativa per sfruttare al massimo questo indubbio impatto internazionale del presidente del Consiglio, per articolare politiche pro crescita europee e italiane concrete ed efficaci non solo nel medio periodo ma anche nell’immediato, valorizzando al massimo i vari strumenti disponibili nell’Unione e negli stati membri, per accrescere la domanda e l’offerta, senza aumentare la spesa e i debiti nazionali. Solo così, insieme con una rinnovata politica espansiva della Bce, come ha chiesto ieri in modo inconsuetamente preciso il Fondo monetario internazionale, si può invertire la tendenza recessiva e autodistruttiva dell’Europa via debiti sovrani.
Ma ora la situazione è mutata perché in Francia al posto di Nicolas Sarkozy c’è il presidente François Hollande, che si ripromette di contribuire a correggere l’impostazione ottusamente rigoristica e moralistica di Berlino che influenza mefiticamente le istituzioni politiche e monetarie dell’Europa. La Cdu ha perso le elezioni nel Land del Reno e della Westfalia benché la Germania stia registrando una crescita del prodotto interno lordo dello 0,5 per cento. E sebbene la cancelliera Merkel abbia dichiarato che la sua linea di priorità per il rigore non muta perché fra rigore e crescita non vi è contraddizione, essa stessa offre alla Grecia politiche pro crescita in cambio della fedeltà agli impegni di bilancio. E’ uno scambio possibile nell’insieme dell’Europa senza derogare al rigore, che non può essere lasciato solo al mercato né alle iniziative sparse di singoli stati.
Il premier Monti ha grande autorevolezza, sia a Washington sia a Bruxelles, anche per il compito svolto come commissario europeo alla Concorrenza e per le soluzioni che persegue nella crisi, come ad esempio gli Eurobond, e per il fatto che il suo governo ha l’appoggio dei tre più importanti partiti di centrodestra, centro e centrosinistra. Appare quindi questo il momento di effettuare da parte dei partiti della coalizione un’iniziativa per sfruttare al massimo questo indubbio impatto internazionale del presidente del Consiglio, per articolare politiche pro crescita europee e italiane concrete ed efficaci non solo nel medio periodo ma anche nell’immediato, valorizzando al massimo i vari strumenti disponibili nell’Unione e negli stati membri, per accrescere la domanda e l’offerta, senza aumentare la spesa e i debiti nazionali. Solo così, insieme con una rinnovata politica espansiva della Bce, come ha chiesto ieri in modo inconsuetamente preciso il Fondo monetario internazionale, si può invertire la tendenza recessiva e autodistruttiva dell’Europa via debiti sovrani.